Il personaggio
giovedì 22 ottobre 2015
VOLLEY
«Quattro chiacchiere con...»: Elena Prandi
di Matteo Vitti

Elena Prandi non ha certo bisogno di presentazioni. Schiacciatrice trentina classe 1988', da anni è ormai una delle protagoniste principali della pallavolo regionale. Una carriera spesa finora tra C9, Ata e Trentino Rosa. Dopo molte stagioni con la maglia dell'Ata in B1, quest'estate Elena ha deciso di tornare a casa, scendendo di categoria, nella “sua” Arco, paese in cui è nata e cresciuta pallavolisticamente, per aiutare il C9 in questo storico esordio nella categoria cadetta. Con lei abbiamo parlato dei motivi che l'hanno portata a questa difficile scelta e del momento attuale, ma anche di passato e di futuro.

Il vostro esordio in B2, purtroppo, ha coinciso con una sconfitta. Non sono però mancati i segnali incoraggianti.
«Ci dispiace tanto per non essere riusciti a raccogliere punti. Purtroppo abbiamo avuto alcuni problemi di infortuni. Francesca Righi è stata brava a sostituire Giorgia Corradini, ma per una ragazza del 2000 non è stato facile esordire subito in B2. Tuttavia, i segnali positivi non sono mancati e siamo fiduciosi per il futuro».
Quest'estate hai fatto una scelta importante. Cosa ti ha spinto a scegliere il C9?
«La mia è stata principalmente una scelta legata a ragioni di lavoro. Ho bisogno di maggior tempo da dedicare alla mia specializzazione ed era impensabile continuare a farlo a Trento. Mi è dispiaciuto molto perché per me, l'Ata rappresenta una famiglia. Mi hanno cresciuta e coccolata, ma ora sono soddisfatta della scelta che ho fatto. Sono vicina a casa e questo è molto importante».
Che squadra hai trovato al tuo ritorno ad Arco?
«E' una società diversa rispetto a quella che avevo lasciato. In questi anni si è evoluta ed ho trovato una struttura organizzata, con un gran bel gruppo. Siamo molto unite e questo è un aspetto determinante per ottenere risultati».
Che differenze stai incontrando rispetto all'anno scorso?
«E' ancora presto, ma penso che in B2 ci sia maggior voglia di crescere. La B1 è prevalentemente composta da giocatrici semi professioniste. Al contrario, nella nostra categoria ci sono atlete giovani che hanno voglia di mettersi in luce».
Sei stata per anni il capitano dell'Ata. Che squadra hai lasciato?
«Rispetto alla scorsa stagione, la squadra è stata ringiovanita. Nell'amichevole che abbiamo fatto contro di loro, ho trovato Chiara Bottura cresciuta e più responsabilizzata. Penso siano una bella squadra, con ottime individualità e se la caveranno senza problemi. Sono molto affezionata all'Ata e auguro loro ogni bene».
Come riesci a far combaciare il volley con il lavoro?
«E' molto difficile. Quest'anno i miei impegni lavorativi saranno tanti, ma faremo il possibile per provare a farli coincidere con gli impegni sportivi».
Un'ultima curiosità. Ti manca un'esperienza in serie A?
«Sono sempre stata molto concentrata sul mio percorso di studi e non ho mai permesso che venisse cambiato. Sono soddisfatta delle scelte che ho fatto, anche se è normale provare un pizzico di invidia quando guardo le partite di serie A».

La schedina di Elena Prandi

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