Il personaggio
giovedì 29 ottobre 2015
VOLLEY
«Quattro chiacchiere con...»: Virginia Berasi
di Matteo Vitti

In vista della sfida di sabato prossimo tra lo Studio55 Ata e il Cda Talmassons Udine, questa settimana abbiamo incontrato la trentina Virginia Berasi, attuale palleggiatrice della squadra friulana. Virginia, nata nel Bleggio nel 1994, dopo le esperienze pallavolistiche con Castel Stenico, Lizzana e Neruda, per motivi di studi due anni fa si è trasferita a Udine, passando nelle fila del Talmassons. Dopo la trionfale esperienza dell'anno scorso in B2 (vittoria di Campionato e Coppa Italia), quest'anno si appresta a vivere un'altra stagione da protagonista in B1. Sabato ci sarà lo Studio55 e, con la sua squadra, la affronteranno da prime della classe.

Virginia, complimenti per il vostro inizio di Campionato. Due vittorie da tre punti, senza perdere nemmeno un set. Non male per una neopromossa.
«Sono molto contenta, anche se, va detto che in queste prime giornate abbiamo affrontato due formazioni molto giovani e questo ha semplificato il nostro impatto con la categoria. Tuttavia, abbiamo in squadra giocatrici di esperienza e valore come Poser e Rizzetto. Questo ci permetterà di far bene, ma non dovremo mai sottovalutare l'avversario».
Sabato incontrerete lo Studio55. Che partita ti aspetti?
«Innanzitutto, ci tengo a dire che è sempre bello poter giocare contro una squadra trentina. E' sempre una gara speciale. Per quanto riguarda loro, so che hanno cambiato molto quest'estate, perdendo alcune giocatrici cardine e ringiovanendo la rosa. Affronteremo una squadra giovane ma tosta, con giocatrici esperte come Gasperini, Bottura e Zeni. E' una formazione difficile da gestire, poiché hanno ritmi di gioco piuttosto veloci. Sarà un avversario di livello e non sarà per noi una partita facile».
Si tratta del tuo secondo anno nelle fila del Talmassons Udine. Come ti trovi?
«Lo scorso anno è stata una stagione da incorniciare. La vittoria del Campionato e la conquista della Coppa Italia sono state esperienze fantastiche. Forse non eravamo la squadra più forte, ma abbiamo dimostrato unione, carattere e volontà. Devo dire che mi trovo molto bene in questa società. Lo staff e le giocatrici sono tutte molto disponibili e mi trasmettono molto voglia di migliorare».
Immagino però che un po' di nostalgia ci sia.
«Credo sia normale. I miei studi mi hanno portato a vivere a Udine e torno poco a casa. Mi mancano le mie amiche e la vita nella mia valle. Ciononostante, qui mi trovo molto bene e tutti mi fanno sentire come a casa».
A proposito di studi, come riesci a far coesistere i tuoi impegni di studio con la pallavolo?
«Finora ce l'ho sempre fatta, anche se in questo momento è tutt'altro che semplice. Attualmente sto svolgendo un periodo di tirocinio in ospedale ed è veramente difficile riuscire a far combaciare tutti gli impegni. Questo è il periodo più duro che però, fortunatamente, non rappresenta la consuetudine».
Nonostante tu sia fuori città, ti capita di seguire il volley regionale?
«Ad essere onesta, l'anno scorso lo seguivo con più frequenza. Quest'anno, complici gli impegni universitari, faccio più fatica. Tuttavia, seguo con particolare interesse le sorti del Neruda e del Lizzana, due società alle quali rimango molto legata».

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