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Nuove tensioni fra Leghe di serie A e Fipav

Non si placano le tensioni fra la Leghe di serie A maschile e femminile e la Fipav. Dopo il duro confronto in merito alla chiusura anticipata della stagione, deciso dalla federazione due settimane fa, al quale hanno fatto seguito le dimissioni di Diego Mosna e Mauro Fabris dalla presidenza dei consorzi dei club di A, in questi giorni ad alimentare la tensione è intervenuto un altro botta e risposta, acceso dalla lettera inviata dagli stessi al ministro dello sport Spadafora, al fine di poterlo incontrare per discutere con lui della situazione creatasi. Un’iniziativa che non è andata giù al presidente federale Cattaneo, il quale ha rivendicato l’esclusiva competenza della Fipav in tema di organizzazione dei campionati.

Di seguito il testo completo della lettera inviata da Diego Mosna e Mauro Fabris al Ministro dello sport Vincenzo Spadafora.

“Egregio Ministro Spadafora, possiamo solo immaginare quante richieste di sostegno e aiuto stia raccogliendo in questo periodo così difficile e drammatico per il nostro Paese con riguardo anche alle difficoltà che colpiscono lo sport italiano.
Noi rappresentiamo le 81 Società di vertice della pallavolo italiana, che non vivono di aiuti statali, ma vivono di risorse proprie, degli investimenti fatti dai proprietari dei Club, dei ricavi che otteniamo dai diritti televisivi, web, dagli incassi dei biglietti venduti nei nostri palasport, dagli sponsor.
Siamo abituati ad affrontare le difficoltà, a mantenerci, a investire e a primeggiare in tutto il Mondo. Gestiamo i campionati che vantano i migliori giocatori e giocatrici, la pallavolo di Serie A, fiore all’occhiello di un movimento di oltre 400mila tesserati e milioni di appassionati. Le nostre squadre, lo scorso anno, hanno vinto in Europa e nel mondo praticamente tutti i trofei messi in palio. Trofei che abbiamo portato a Palazzo Chigi, nella casa del Governo, nel maggio scorso, per festeggiare ed evidenziare la supremazia sportiva italiana nella nostra disciplina grazie alla quale abbiamo portato ovunque l’immagine più bella dell’Italia.
Proprio perché sportivi e vincenti siamo abituati a trovare soluzioni, non a piangere. Ma il blocco delle attività sportive, giusto e doveroso, decretato dal Governo, nel momento finale dei nostri Campionati, ha causato alle nostre Società, come potrà immaginare Signor Ministro, enormi danni economici. Creandoci grandi difficoltà, ad esempio, per quanto riguarda il totale rispetto degli impegni contrattuali assunti con gli sponsor, le tv, con atleti, atlete e membri degli staff tecnici, inquadrati come dilettanti, che possono purtroppo contare in misura marginale sulle tutele previste dai Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri emessi per fronteggiare l’emergenza Covid-19. Le nostre Società non possono affrontare da sole simili emergenze, perdite economiche tanto impreviste quanto grandi. Molte di loro rischiano di scomparire non avendo la possibilità di iscriversi ai prossimi Campionati. Dopo anni in cui l’intero movimento, con fatica, sacrifici e risorse proprie è costantemente cresciuto sino a raggiungere i primati internazionali prima ricordati, ora rischia un triste e grave ridimensionamento. E le società, se non metteranno in sicurezza i conti di questa stagione, si troveranno costrette a tagliare dai bilanci della prossima stagione i cospicui investimenti sui settori giovanili, dai quali escono da anni i migliori talenti nelle nostre nazionali che così tante soddisfazioni e prestigio hanno dato allo sport italiano. Sappiamo che Lei ha avuto modo di incontrare la Federazione di Pallavolo (FIPAV). Ma noi abbiamo problemi ben diversi e reali rispetto a quelli che Le sono stati rappresentati.
Le scriviamo dunque questa lettera, Egregio Ministro, per chiedere cortesemente la possibilità di poterLa incontrare, nelle modalità che riterrà più adeguate considerato il momento, in modo da rappresentarLe direttamente quanto anticipato da questa nota. Per capire come il Governo intenda operare per aiutare le Società sportive di vertice, quelle che più investono risorse, peraltro proprie, ad affrontare il presente e i prossimi Campionati. Per esaminare insieme, quali siano le modalità migliori, pensando alla salute dei nostri atleti ed atlete, dei nostri sostenitori, per riaprire in sicurezza i nostri palazzetti, il prima possibile, perché non possono rimanere 6/7 mesi chiusi. Dopo rischieremo la desertificazione del movimento.
Lo Sport ci ha insegnato che quando troviamo un grande avversario, abbiamo due possibilità: lamentarci per la sfortuna, puntare il dito lontano da noi e arrenderci o accettare la sfida, studiarla e vincere.
Noi vorremo sederci al Suo tavolo per vincere insieme a Lei questa nuova sfida.
Nella speranza di poterLa incontrare a breve per concordare azioni e strategie condivise, in attesa di un Suo gentile riscontro, cogliamo l’occasione di porgerLe i nostri saluti più cordiali”.

Di seguito il testo completo della lettera inviata dal presidente della Fipav Pietro Bruno Cattaneo al Ministro dello sport Vincenzo Spadafora, al Presidente del CONI Giovanni Malagò e al presidente di Sport e Salute S.p.A Vito Cozzoli.

“La Federazione Italiana Pallavolo ha preso atto con stupore del comunicato stampa diffuso domenica 19 aprile congiuntamente dalla Lega Pallavolo Serie A Maschile e dalla Lega Pallavolo Serie A Femminile; una lettera aperta con la quale i due presidenti dimissionari hanno richiesto un incontro al Ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora.
All’interno della FIPAV ci si chiede a che titolo i due scriventi abbiano preso tale iniziativa essendo loro dimissionari. A quanto è dato sapere, infatti, la cessazione delle loro rispettive cariche non è stata revocata, quindi la loro azione risulta essere eccedente i loro ruoli.
Non è chiaro a che titolo i due firmatari abbiano agito in tal senso dato che, è doveroso ricordarlo, la Federazione è l’unico soggetto legittimato a trattare e a rappresentare la pallavolo italiana nei confronti degli organi internazionali, del Comitato Olimpico Nazionale e di ogni altra organizzazione sportiva, nonché nella gestione ed organizzazione della stessa disciplina su territorio nazionale.
Qualunque Lega riconosciuta dalla FIPAV, in qualità di “struttura intermedia” non può in nessun caso proporre istanze ed avanzare proposte né al CONI né alle Autorità governative competenti, per l’elementare considerazione che nessuna Lega detiene la titolarità del campionato di riferimento, ma solo una delega di funzioni conferita dalla FIPAV stessa.
Desta forte preoccupazione, dunque, la evidente incapacità di comprendere ed interpretare correttamente i diversi ruoli istituzionali.
Nella nota stampa diffusa dalle due Leghe si parla poi di 81 società di vertice ma è doveroso ricordare che il movimento nazionale è reso orgogliosamente vivo anche dalle rimanenti oltre 4100 società che quotidianamente e fino all’avvento di questa pandemia, hanno lavorato con entusiasmo, professionalità e competenza nelle tante palestre scolastiche e negli impianti sportivi di tutta Italia, ponendo la propria attenzione verso i nostri giovani, che costituiscono la base vera del movimento”.

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