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Il pagellone dopo Itas Trentino - Vero Volley Monza

Simone Giannelli – palleggiatore – 7,5

Il fatto che i centrali avversari in cinque set abbiano raccolto appena due muri, in tre, depone a favore delle scelte del regista bolzanino, che probabilmente bene ha fatto, alla prova dei numeri, a servire meno del solito Lisinac e Podrascanin. Il problema sta nel fatto che uno dei tre attaccanti di palla alta, Michieletto, non era proprio in giornata e quindi si è trovato costretto ad appoggiarsi moltissimo su Abdel-Aziz e Lucarelli, rinunciando a variare il gioco, ma facendolo con precisione. A muro e al servizio non ha inciso granché, si è fatto invece sentire in difesa.

Nimir Abdel-Aziz – opposto – 6,5

A fine partita ha dichiarato di aver giocato male. Siamo parzialmente d’accordo con lui, nel senso che focalizzando l’attenzione non sui punti totali o sulla percentuale d’attacco (un non disprezzabile 41%), ma sull’efficienza, nella colonna rossa si notano la bellezza di 11 errori (fra attacchi e battute out) e 4 muri subiti, obiettivamente troppi anche in 5 set. Tuttavia non bisogna dimenticare ciò che rimane alla fine della battaglia, ovvero i due punti in mano trentina, i suoi 4 muri vincenti (più di quelli realizzati dall’intero pacchetto centrale di Monza), il suo 60% del primo set, il 64% del quarto (purtroppo inutile), il modo in cui ha chiuso la partita (muraccio a uno su Dzavoronok, servito troppo corto da Orduna). Se questi sono i suoi “down” va bene così.

Ricardo Lucarelli – schiacciatore – 7,5

Diciamolo chiaramente: senza la sua prestazione “anima e core” l’Itas Trentino non avrebbe avuto scampo domenica. Il brasiliano dopo aver compreso in che tipo di torneo è finito, dove nessuno regala nulla, si è rimboccato le maniche e si è sempre gettato nella mischia a testa bassa, una dote non certo scontata se si torna con la memoria a tanti talenti brasiliani che hanno giocato in passato in Italia senza ottenere grandi risultati. Domenica “Luca” è risultato il miglior attaccante di palla alta in campo (63%) e per questo gli si può perdonare la prova sotto tono in ricezione (33%), a muro (0 block) e al servizio (appena 4 break point). Il suo campionario è davvero completo e spazia dal mani-e-out al pallonetto, dal diagonale stretto al lungolinea (pochi domenica), un bel vedere.

Alessandro Michieletto – schiacciatore – 6-

Da quando è rientrato nei ranghi, e in campo, non aveva mai faticato così tanto a mettere la palla a terra. Il problema non sono tanto i 3 errori o il muro subito, ma quello straniante 14% (3 su 21) in attacco. In pratica o il muro o la difesa di Monza hanno sempre contenuto le sue schiacciate, spesso potendo poi ricostruire con ordine una palla break pulita. Il crollo è arrivato dopo un buon primo set (50%), al quale hanno fatto seguito lo 0% nel secondo, il 25% nel terzo, il 17% nel quarto e un altro 0% del quinto. Detto questo il giovane posto-4 “made in Trentino Volley” ha comunque tenuto in botta in ricezione (52%) e si è esaltato al servizio, risultando il migliore in campo con tre ace, ma soprattutto con ben 12 break point portati in dono alla squadra, una “doppia cifra” alla quale non si è avvicinato nessuno, nemmeno Abdel-Aziz. Non è un caso che a decidere la quinta frazione siano stati i due break costruiti con Alessandro al servizio.

Marko Podrascanin – centrale – 6,5

Meno brillante di altre volte in attacco (7 su 13), il centrale serbo, che occupa la seconda posizione dietro a Simon nella graduatoria di ruolo calcolata dal database di legavolley.it, si è rifatto a muro, fondamentale nel quale è andato a segno ben 5 volte. Non ha combinato granché, invece, al servizio (appena 2 break point con 4 errori).

Srecko Lisinac – centrale – 6,5

Prestazione a specchio rispetto a quella del Potke: meglio in attacco (67%), zero muri, ma sette break point procurati alla squadra con il suo servizio. Una giornata di sacrificio nella quale ha faticato molto a leggere le scelte di Orduna.

Salvatore Rossini – libero – 7,5

Anche questa volta in ricezione è il migliore in campo (60%) ed inoltre non incassa nemmeno un ace. Si rende protagonista anche di un’inedita alzata in palleggio al salto, che vale il break del 17-15 nel secondo set. In difesa ne prende meno del solito, soprattutto se il termine di paragone è il giovane collega avversario Federici, che arriva quasi dappertutto, non sempre con lucidità per fortuna dell’Itas.

Autore
Andrea Cobbe
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