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Il Comune di Trento omaggia Giannelli, squadra quasi fatta

Tutti i connubi, nello sport, hanno un inizio e una fine. Anche i matrimoni apparentemente indissolubili, come quello fra Trentino Volley e Simone Giannelli, consolidatosi nel corso di undici anni di carriera, si è concluso qualche settimana fa con il passaggio del palleggiatore bolzanino alla Sir Safety Perugia. Dalla trionfale stagione 2014-2015, quando si impose all’attenzione di tutti gli appassionati guidando la squadra verso il proprio quarto scudetto, la società ha cercato di affiancargli giocatori giusti per provare a rimanere ai vertici, ma l’incetta di top player operata da Modena, Perugia e Civitanova da allora ad oggi ha reso vano ogni sforzo, anche se nella stagione 2018-2019 sono arrivate una Coppa Cev e un Mondiale per club. Il massimo sforzo economico compiuto un anno fa è stato anche quello meno produttivo nel rapporto costi benefici e quindi si è deciso di voltare pagina. Diego Mosna e Simone Giannelli, legati da un rapporto privilegiato, hanno così deciso di liberarsi vicendevolmente dai vincoli che li univano, il primo per costruire un gruppo nuovo, meno oneroso in termini economici nel quale una pedina dal peso specifico di Giannelli sarebbe apparsa un po’ fuori luogo, il secondo per mettersi alla prova in un top team nel bel mezzo di una carriera che sarà ancora molto lunga, ma non infinita.

Dopo aver firmato un contratto triennale con Perugia, dove giocherà con Leon, Anderson, Rychlicki, e dove ritroverà Max Colaci e Sebastian Solé con i quali aveva vinto lo scudetto a Trento, si è dunque giunti al momento del congedo. Dato che i club organizzano incontri ufficiali per presentare i nuovi arrivati, ma non certo per salutare chi se ne va, ci ha pensato l’amministrazione comunale di Trento a organizzare una cerimonia di saluto, officiata lunedì mattina dal sindaco Franco Ianeselli e dall’assessore allo sport Salvatore Panetta, nel corso della quale gli è stata consegnato un quadro raffigurante lo stemma delle città, mentre Giannelli ha ricambiato con una maglietta numero 9 della stagione da poco conclusa.

«Mi ha colpito positivamente leggere che Simone ama umiltà e odia l’arroganza, cosa c’è di più trentino di questo. - ha affermato Ianeselli - In questi anni ha rappresentato il modo di essere della nostra città. A lui un grazie enorme, continueremo a pensare a lui e a lui chiediamo di continuare a pensare alla nostra città».
La Trentino Volley, ad ogni modo, in questo ruolo cadrà in piedi, come si suol dire, dato che pochi giorni dopo aver interrotto il matrimonio con Giannelli si è assicurata il secondo miglior palleggiatore italiano in circolazione, ovvero Riccardo Sbertoli, quindi in quel ruolo ha saputo coprirsi immediatamente le spalle, così come in quello dei posti-4, dove in questo momento esiste una sovrabbondanza di atleti, essendo già gialloblù oltre che Michieletto e Kooy, anche i nuovi arrivati Kaziyski e Lavia, per non dire del reparto centrale, dove, rimasti in maglia Itas sia Podrascanin sia Lisinac, si pone il problema di trovare una sistemazione a Cortesia, inizialmente promosso titolare immaginando un addio di “Liske”, che poi non si è concretizzato, dato che i centrali stranieri sono sempre difficili da piazzare ad alti livelli. Il giovane prodotto del vivaio di Treviso ora deve giocare titolare, quindi si sta cercando di capire quale potrebbe essere per lui la sistemazione migliore.
L’aspetto più delicato rimane quindi quello relativo al libero, perché se con Sbertoli, un laterale italiano (Michieletto, Lavia o Kooy) e un centrale italiano (Cortesia o Codarin) Bruno Da Re avrebbe potuto tranquillamente scegliere un giocatore straniero, con la coppia Lisinac - Podascanin il discorso cambia. C’è sempre la possibilità di schierare due laterali italiani, ovviamente, oppure un opposto azzurro (la scelta era caduta su Pinali), ma non si può non tener conto del peso che può giocare in questo gruppo una pedina come Matey Kaziyski, giocatore che sa ancora fare la differenza ad alto livello e che potrebbe diventare imprescindibile. Quindi va sciolto quanto prima il nodo del ruolo nel quale lo si impiegherà per poi, a cascata decidere dove collocare il terzo italiano (opposto, schiacciatore o libero), il gioco a incastri che si sta risolvendo in questi giorni.

Autore
Andrea Cobbe
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