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Il pagellone dopo Itas Trentino - Allianz Milano

Simone Giannelli – palleggiatore – 8

Giocare con questi compagni attorno lo diverte, si vede ad occhio nudo. E, in un certo senso, rappresenta anche una sorta di liberazione dopo tante stagioni in cui ha dovuto pensare sempre due volte a chi servire i palloni nelle diverse situazioni, dato che quest’anno non ha che l’imbarazzo della scelta, soprattutto se la ricezione gira a dovere. Ieri, in verità la seconda linea l’ha supportato un po’ meno del solito, e lui ha “investito” su due giocatori, Kooy e Abdel-Aziz, ai quali ha servito 36 palloni su 54, trascurando un po’ Michieletto. Garantire un buon rodaggio al rientrante olandese era probabilmente uno degli incarichi di giornata, risultato fra il resto decisamente redditizio. Il voto alto si spiega anche con l’ottima prova che ha fornito al servizio, dato che ha messo le basi per 8 break point, realizzando anche un ace.

Nimir Abdel-Aziz – opposto – 7

Per una volta il premio mvp non è stato suo. Non che abbia giocato male, ma abituati ormai a standard elevatissimi un 43% con 2 errori e 1 muro subito suona un po’ strano. Si fa prestissimo a farsi la bocca buona. L’opposto olandese ha cominciato il match con un set non eccezionale (45%), lo ha continuato calando (29%), ma lo ha chiuso con un bel 60% nel terzo. Visto che la situazione non si è mai complicata, in alcune circostanze ha cercato soluzioni particolarmente difficili, aumentando un po’ il proprio tasso di errore ed anche al servizio ha sempre tirato a tutto braccio, incurante dei rischi, raccogliendo meno del solito (6 break point a fronte di 4 errori). Dei tre ace, due li ha conservati per la fine del match.

Dick Kooy – schiacciatore – 7,5

Era l’osservato speciale della serata, in quanto al rientro nello starting seven dopo il problema ai muscoli addominali accusato disputando il gironcino di Champions League. L’olandese è apparso in buona forma, in particolare nei fondamentali di attacco e muro, come testimoniano il suo 60% (9 su 15 senza errori) e i due block vincenti. Un po’ di più ha sofferto in ricezione (40% con due ace subiti) e al servizio (appena due break point dalle sue staffilate), ma l’importante era poterlo riportare in campo e poter quindi finalmente disporre, per la prima volta, di tutte le armi in vista di un finale di stagione intensissimo. Da non sottovalutare anche l’importanza del turno di riposo concesso a Lucarelli.

Alessandro Michieletto – schiacciatore – 7,5

La specialità della casa è la ricezione, ma contro Milano non è stato il fondamentale nel quale ha fatto la differenza (25% di tocchi positivi e 12% di perfetti). La cosa ad ogni modo non ha inciso granché sul match, dato che i battitori ospiti lo hanno colpito appena 8 volte su 34. Molto meglio se l’è cavata in attacco (67%), pur servito con il contagocce (appena 6 assist) e soprattutto al servizio, fondamentale con il quale ha fatto vedere i sorci verdi a Pesaresi. Si conferma un giocatore completo, che con il recupero di Kooy potrà riaccomodarsi in panchina, ma senza adagiarvisi mai troppo comodamente e troppo a lungo.

Srecko Lisinac – centrale – 8+

È il nostro mvp di giornata. Il perché è presto detto: in attacco è stato un cecchino (4 su 5 senza errori), a muro è andato a segno una volta, ma la differenza l’ha fatta al servizio, fondamentale con il quale ha deciso i primi due set a suon di break (10 in totale). Se continuiamo a ripetere che nella pallavolo moderna la battuta pesa tantissimo, allora è giusto premiare chi dai nove metri fa vincere le partite.

Marko Podrascanin – centrale – 7,5

Anche il secondo centrale serbo disputa un match di buon livello, come sempre d’altronde. Il Potke è uno dei giocatori dal rendimento più regolare che si siano mai visti a Trento, di quelli che non sbagliano mai una partita, anche quando non si fanno notare. Il suo 60% in attacco, i suoi due muri e un ace parlano di un rendimento prezioso, che diventa decisivo se affiancato a quello di Lisinac e poi paragonato a quello di Kozamernik e Piano.

Salvatore Rossini – libero – 8

Un giocatore che dal gironcino di Champions in poi non ha sbagliato più una partita è il libero di Formia. Stimolato dalla concorrenza con Lucarelli e Michieletto, che in quanto a tecnica in ricezione rivaleggiano alla pari con gli specialisti della seconda linea, si è caricato e ha cominciato ad offrire prestazioni di alto livello in serie, al punto che ora nessuno si ricorda più della sofferta rinuncia estiva a Grebennikov. Ancor meno dopo aver visto quanto difende Totò, anche contro Milano decisivo in tantissime ricostruzioni. I meriti vanno divisi con quelli del muro, spesso composto ed ordinato, ma poi il pallone bisogna comunque tirarlo su e lui lo fa.

Autore
Andrea Cobbe
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