L'Itas Trentino espugna Lecce dopo una battaglia campale
Un’Itas Trentino mai doma, brava a reagire dopo un primo set difficile e a trovare lo spunto decisivo in un equilibratissimo tie break, espugna il campo della Narconon Melendugno, vendicando la sconfitta rimediata nella gara d’andata e conquistando due punti preziosi, che permettono al sestetto di coach Beltrami di issarsi al secondo posto solitario in classifica a quota 32 punti, quando al termine della Regular Season manca appena una giornata.
Nel Salento ci ha pensato il duo Lazda - Pamio a regalare la vittoria a Trento: continua su palla alta l’opposta lettone (23 punti con il 40% a rete), eccezionale nella seconda parte di gara la laterale gialloblù, cresciuta in attacco con il passare del tempo e protagonista di un tie break da incorniciare. Per Pamio 24 palloni a terra, top scorer dell’incontro, mentre nella metà campo di casa meritano una menzione soprattutto le centrali Babatunde (58% a rete e 2 muri) e Riparbelli (58% e 4 muri). Da rimarcare, sempre per quanto riguarda le centrali, l’ottimo lavoro svolto a muro da Marconato e Cosi che hanno chiuso la sfida con 4 block a testa.
La cronaca
Beltrami propone inizialmente il sestetto tradizionale, con Monza al palleggio, Lazda opposto, Pamio e Giuliani schiacciatrici, Cosi e Marconato al centro e Laporta libero. Simone Giunta, tecnico di Melendugno, risponde con Avenia al palleggio, Bassi opposto, Joly e Bulaich laterali, Babatunde e Riparbelli al centro e Morandini libero.
Dopo una partenza incoraggiante (4-7) ci pensa l’ex Maria Teresa Bassi, con due attacchi e altrettanti ace, a cambiare l’inerzia del set con un parziale di 5-0 in favore delle leccesi (9-7). Due inediti guizzi di Monza (lungolinea da posto 2 e punto d’astuzia direttamente in bagher) riportano avanti Trento, che conduce fino al 13-16, quando la luce nella metà campo trentina si spegne improvvisamente. L’Itas fatica in ricezione e non trova soluzioni in attacco, con la neo entrata Ristori Tomberli che sbatte per due volte contro il muro di Avenia (21-18) e Trento che alza rapidamente bandiera bianca (25-21).
Le qualità di Bulaich in attacco fanno la differenza in avvio di secondo set (7-3), ma Trento stringe i denti e con Lazda (11-10) e Giuliani (14-14) completa la propria rimonta. È ancora il servizio delle pugliesi, però, a creare non pochi grattacapi alla seconda linea dell’Itas, questa volta con Joly (ace del 16-14). Trento scivola a -3 (17-14) ma si rialza, con Lazda, Cosi (muro) e Giuliani (20-21). Il finale questa volta è di marca trentina, il turno in battuta di Pamio regala morale alle gialloblù che sfruttano l’errore di Joly e due attacchi di Giuliani (21-25) per ristabilire la parità.
Nel terzo set un’ottima Babatunde prova a proporre la fuga delle padrone di casa, ma due errori di fila di Bulaich permettono a Trento di rimanere in scia (13-13). Il muro di Cosi e lo spunto di Lazda regalano alle gialloblù il +2 (13-15), ma la reazione leccese è immediata, griffata dalle ex Joly e Bassi (17-15). Sempre Lazda tiene l’Itas a -1 (18-17) e nel concitato finale, dopo un gran muro di Cosi (23-22), è Joly a trovare il mani-out del 25-23.
Dopo il cambio di campo l’Itas Trentino cambia registro, Pamio cresce in attacco, Marconato sale in cattedra al centro della rete: è proprio la numero otto ospite la principale protagonista del perentorio strappo trentino nella fase centrale del set, quando dall’8-8 si passa al 9-17 sull’interminabile turno in battuta di Giuliani. Set in cassaforte, chiuso rapidamente da una Pamio in crescita (13-25).
Proprio la laterale numero dieci di Trento approccia il tie break benissimo, diventando un punto di riferimento preziosissimo per Monza (4-7). Melendugno, però, non ci sta, l’ottima Bulaich elude due volte il muro trentino (7-7) e Babatunde sorprende Laporta con l’ace del sorpasso (8-7). Cosi illude Trento (8-9), ma sempre Bulaich e il muro di Bassi su Giuliani spediscono a Narconon sul +3 (12-9). Le pipe di Pamio riportano l’Itas sul 12-12, le gialloblù annullano due match point (da 14-12 a 14-14, con un’altra pipe di Pamio) e con il gran muro di Marconato su Babatunde strappano due punti d’oro (15-17).