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L'Itas ci mette tutto quello che ha, ma contro Brescia non basta

Dopo il buon approccio alla pool promozione dell’esordio, coinciso con un successo contro Busto Arsizio, ieri pomeriggio a Sanbapolis l’Itas Trentino era attesa al più probante dei test, quello contro la capolista Brescia, per metterne alle prova la reale consistenza in questa parte cruciale della stagione. Ne è uscita una sconfitta al tie break che lascia due impressioni divergenti, ovvero che quando ogni tassello viene collocato nel posto giusto questo team è in grado di giocarsela contro tutte le avversarie, come ha dimostrato nei primi tre set, ma anche che quando qualcosa comincia ad incrinarsi la potenza di fuoco su cui può contare la squadra (si parla di percentuali in attacco) non è paragonabile a quella dei top team della categoria. Basta, insomma, che Lazda e Pamio calino il proprio rendimento per fare arenare la squadra. Brescia ha infatti vinto la partita proprio grazie ad una disponibilità di alternative di gioco palesemente superiore a quella di cui dispone Beltrami: si temeva la forza e l’esperienza delle ex Prandi, Michieletto e Olivotto, nonché dell’opposta Kavalenka, invece, quasi in un passaggio di testimone fra una generazione di atlete che sta lentamente uscendo di scena ed una che invece scalpita per rimpiazzarle, la squadra giallonera ha vinto con la regista del 2007 Caterina Shillkowski, con la schiacciatrice del 2006 Giorgia Amoruso e con la centrale Dalila Modestino, che si sono caricate la squadra sulle spalle e le hanno permesso di costruire una clamorosa rimonta da 0-2 e 25-26 nel terzo parziale a 3-2.

L’Itas Trentino non ha molto da rimproverarsi in questa occasione. Ha provato a dare il meglio di sé, a tratti ha giocato la propria miglior pallavolo del campionato, ma se Ladza chiude con il match con il 25% in attacco, Pamio con il 29%, Ristori con il 20% e Cosi con il 33% non ci può essere alcuno scampo contro formazioni come Brescia. Stavolta, fra il resto, le gialloblù hanno clamorosamente perso una sfida che di solito vincono sempre, ovvero quella del muro, dato che nonostante i 9 block di Cosi e Marconato, si sono fermate a quota 12, mentre Brescia è stata straordinaria con tutte le proprie giocatrici, in primis con la Dalila Modestino, in versione “block machine” (8 punti), e Giorgia Amoruso (5 stampi), che hanno contribuito al mostruoso totale finale di 20 block.

La cronaca

II settetti di partenza sono quelli attesi: le padrone di casa schierano Sofia Monza in regia, Irbe Ladza opposta, Alice Pamio e Virginia Ristori Tomberli schiacciatrici, Giulia Marconato e Francesca Cosi centrali, Rebecca Laporta libero. Brescia risponde con Vittoria Prandi palleggiatrice, Julia Kavalenka opposta, Francesca Michieletto e Giorgia Amoruso schiacciatrici, Dalila Modestino e Rossella Olivotto centrali, Beatrice Parrocchiale libero, quindi con ben tre ex nelle proprie fila, mentre nelle file gialloblù vantano trascorsi bresciani i soli Alessandro Beltrami e Alice Pamio.

Dopo un avvio equilibrato, connotato dagli errori al servizio delle ospiti e con un muro per parte, Cosi su Kavalenka e Kavalenka su Ristori, l’Itas Trentino decolla con le battute affilate della stessa centrale: ad un ace su Arici (utilizzata al posto di Amoruso in seconda linea nel cambio libero fra under), fanno seguito gli attacchi vincenti di Ristori e Lazda e l’errore della stessa Amoruso, ancora in fase di rodaggio, Il prezioso 11-6 dà la carica alle gialloblù, che poi allungano con un muro di Pamio su Olivotto (15-9) e un ace di Monza su Michieletto (17–10). Anche Brescia realizza una serie di muri, ma da soli non bastano per riequilibrare i passaggi a vuoto dell’attacco, così ci pensano Marconato e Pamio a portare i punti che servono per il 25-20 finale.
In questa frazione l’attacco ospite risulta non pervenuto (7 punti contro i 13 trentini), mentre il muro dà segni di vitalità (3-4). L’Itas domina anche grazie a due ace contro zero. Pamio è già a quota 5.

Il secondo set si mette subito sui binari giusti per l’Itas, che approfitta di una defaillance dell’attacco bresciano, vedi gli errori di Prandi, Kavalenka e Amoruso, per allungare sul 6-3. Kavalenka si rifà con il contrattacco dell’8-7, ma poco dopo due attacchi di Ristori, uno di Monza, sempre reattiva sulla palle vaganti, e un’invasione di Prandi rilanciano le quotazioni trentine (12-7). Brescia non si dà per vinta e si sveglia dal torpore piazzando un break di 0-5 costruito grazie al muro e alle bordate di Amoruso (15-15), ma poi si spegne di nuovo, lasciando spazio agli attacchi di Lazda e soprattutto ai muri della lituana su Amoruso (18-16) e di Marconato su Kavalenka (20-17). Michieletto dà una mano all’Itas (errore del 22-18), chiude una fast di Marconato: 25-20.
Stavolta i due attacchi più o meno si equivalgono (13-14) ed anche a muro Brescia non paga alcun dazio (2-3), ma a decidere tutto sono i due ace trentini e i 9 errori complessivi delle ospiti contro i soli 3 dell’Itas, che in questa fazione si appoggia a 5 punti di Ladza. Una Amouso straordinaria ne realizza ben 9, ma non bastano per portare la frazione alle gualloblù.

Il terzo parziale è il più combattuto, quello nel quale si fatica a individuare un trend. Il primo acuto è di Brescia, che si porta sul 6-8 con un muro della solita Modestino e di un attacco di Michieletto, un ace di Lazda riporta il punteggio in parità (8-8). L’Itas Trentino vuole chiudere e riesce a costruirsi un 14-12 grazie ad un errore di Kavalenka e ad un muro di Cosi, ma poi il vento inizia a cambiare direzione, anche grazie all’ingresso di Schillkowski per Prandi. Con i servizi di Olivotto, fino ad allora invisibile, la Millenium si porta infatti sul 15-17, sfruttando gli errori di Ristori e Lazda e l’efficacia di Modestino (attacco e muro). Il vantaggio viene annullato dall’Itas Trentino con Pamio e alcuni errori lombardi (22-22), poi inizia un finale da cuore in gola: due attacchi di Pamio regalano il match ball a Trento (26-25), un muro di Modestino su Pamio il primo set ball sul 26-27. Il match si decide sul 27-28, dopo un errore di Laporta, che manda fuori di un soffio un bagher in posto-1, quando Amoruso mura una fast di Marconato costruita in maniera un po’ approssimativa: 27-29.
L’appassionante 14-14 in attacco e 8-8 in tema di errori viene divelto a favore di Brescia dai 3 muri in più realizzati (4-7), 5 dei quali portano a firma di Modestino. Pamio realizza ben 8 punti Amoruso risponde con 7.

Brescia prende coraggio e inizia la quarta frazione con allungo devastante (1-9), che di fatto lo chiude con largo anticipo e cambia completamente i rapporti di forza anche sul piano psicologico. Grande protagonista è la solita Amoruso, che fa la differenza da posto 4, ma anche il muro giallonero gioca un ruolo importante, intercettando attacchi su attacchi trentini. Beltrami vede un serbatoio sempre più vuoto e prova ad inserire Guerra per Prandi. l’Itas riesce a ritrovare il filo del gioco, ma lo svantaggio da recuperare è troppo ampio e Brescia lo amministra senza difficoltà, appoggiandosi sempre ad una super Amoruso, che va a segno con ogni fondamentale. Nel finale si risveglia anche Michieletto, realizzando due degli ultimi tre punti: 15-25.
Con 15 punti in attacco contro 9 e due ace in più Brescia domina una frazione in cui Amoruso realizza altri 8 punti.

Il tie break segue più o meno lo stesso copione. La squadra di casa sembra essere ormai uscita dal match, mentre Brescia ha ritrovato fiducia. Un muro della solita Modestino su Pamio e un contrattacco di Michieletto valgono il 3-7, un errore di Lazda e un altro attacco di Michieletto fissano un 5-10 decisamente pesante e impossibile da rimontare per questa Itas. Gli errori di Ristori, i due muri consecutivi di Amoruso e Olivotto e l’ace finale sul nastro della mvp Modestino chiudono frazione e match sul 7-15.
Decisive per il punteggio finale sia la differenza fra i due attacchi (4-7), sia la fallosità trentina (4 errori contro 0).

Il tabellino completo

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Autore
Andrea Cobbe
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