Il Neruda è tornato in palestra: via all'avventura della A1
Per il nostro territorio – inteso tutto intero, dal Garda al Brennero – è la grande novità della stagione ormai alle porte. La serie A1 femminile in regione, a Bolzano, grazie al Neruda Sudtirol che quest'oggi si è radunato per iniziare la propria preparazione in vista di questo storico esordio nel massimo campionato nazionale in rosa. La A1 femminile qui da noi è una cosa che se l'avessimo scritta solamente 5 anni fa avrebbe fatto dubitare voi lettori del nostro tasso alcolico nel sangue. Invece ora nel giro di mezzora e poco più d'autostrada si può passare dalla A1 maschile a quella femminile, fra Trento e Bolzano si vivrà almeno una stagione a tu per tu con il gotha dell'italica pallavolo.
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Un raduno ancora a ranghi ridotti quello andato in scena questo pomeriggio a Bronzolo, visto che era sì presente Sara Paris – il libero che contenderà il ruolo da titolare a Boscoscuro – ma ancora all'appello mancano la regista croata Bricic impegnata con la sua nazionale (arriverà a Bolzano finiti gli Europei), la seconda alzatrice la spagnola Maria Newsome (in arrivo a Bolzano nella serata di oggi) e due schiacciatrici, una titolare e una riserva, che saranno ufficializzate nei prossimi giorni. Agli ordini del confermatissimo tecnico Fabio Bonafede così si sono allenate oggi per la prima volta 9 atlete, che hanno iniziato a sudare guidate dal nuovo preparatore fisico Paolo Visintainer. Per qualche giorno si lavorerà fra Bronzolo e San Giacomo, prima di tornare a sudare al PalaResia.
“Costantemente negli ultimi anni – ha commentato coach Fabio Bonafede – abbiamo sempre affrontato avventure nuove, tutte mantenendo il nostro spirito. Non c'è timore in noi nell'affrontare la serie A1, non sentiamo la pressione, ma abbiamo tanta voglia di confrontarsi con un nuovo livello che ci siamo guadagnati”.
Il primo obiettivo sarà costruire un gruppo, visti i tanti volti nuovi?
“Anche in A1 il nostro mantra resterà sempre lavorare, lavorare, lavorare... Adesso, in questa fase, dobbiamo mettere insieme culture e modi di pensare diversi, per costruire un nostro metodo di lavoro”.
Che caratteristiche vuole che abbia la sua squadra?
“Su questo ci sono pochi dubbi, negli anni scorsi il nostro gruppo ha sempre lavorato molto sul muro-difesa e così sarà anche in serie A1. Confido che questa squadra possa arrivare ad avere un muro-difesa fastidioso per tutte le altre squadre del campionato. Al di là del fatto che retrocederemo o meno, questo gruppo lavorerà per essere una squadra che non molla mai e che lavori tanto nel muro-difesa”.
Dal territorio invece cosa si aspetta?
“Il Neruda ha fatto un salto di qualità arrivando presto in serie A1. Adesso mi aspetto un salto di qualità anche di tutto il territorio, mi auguro di vederlo molto coinvolto insieme a noi in questo viaggio, perché la A1 non è una cosa solo del Neruda ma di tutta la pallavolo regionale”.
E' così grande il gap fra la altissima A2 e la rincorsa salvezza in A1?
“Pensando allo scorso campionato direi che questo gap non era grande. Se guardiamo, infatti, agli ultimi tre o quattro campionati di A1 sono sempre stati caratterizzati da una o due squadre con un livello da A2, ma in questa stagione non sarà così. Anzi, mi aspetto un grande equilibrio anche nella lotta per la salvezza, se mi chiede oggi chi retrocede non saprei davvero dirglielo”.
Rudy Favretto, presidente del Neruda Sudtirol, tornando in palestra oggi si inizia ad assaporare il gusto di questa serie A1...
“Vero, ci godiamo questa cosa da non credere anche solo a pensarlo. C'è tanta emozione e tanto orgoglio in tutti noi, in questi anni abbiamo lavorato tanto ed ora possiamo goderci questa nuovissima avventura. Certo quando, otto anni fa, sono entrato in società non pensavo di poter arrivare dalla serie C all'Olimpo del volley italiano”.
Sul campo l'obiettivo è la salvezza, mentre fuori dal campo quale obiettivo vi ponete?
“Vogliamo affezionare sempre di più il territorio. Già in A2 abbiamo avuto un ottimo riscontro di pubblico, abbiamo vinto tutte le gare in casa e piazzato la doppietta fra Coppa Italia e campionato. Certo è facile affezionare il pubblico quando si vince, quest'anno sappiamo che non sarà così ma mi aspetto di vedere in campo una squadra che lotta sempre e anche se perderà alcune partite lo farà sempre giocando e lottando. Come è sempre stata la nostra caratteristica”.
Servirà tempo ovviamente per amalgamare tutte le nuove ragazze arrivate questa estate, ma il Neruda vuole mantenere sempre le proprie caratteristiche ben precise.
“Quello sicuramente, sappiamo bene che Bonafede è un allenatore che punta molto sulla grinta e sul muro-difesa. Lui è un tecnico che parte in quarta, se non in sesta, quello che mi attendo è una squadra che non molla mai e che lotti in ogni partita. Stiamo, proprio in questi giorni, parlando con alcune società turche, tedesche ed italiane per organizzare un pre campionato ricco di amichevoli toste, difficili ma anche molto affascinanti”.
Com'è stata la risposta del territorio in questi ultimi mesi, dopo la promozione in A1?
“A livello istituzionale sono soddisfatto, soprattutto la Provincia ha dimostrato di credere molto nel nostro progetto. In Alto Adige abbiamo un hockey maschile forte così come il calcio con il Sudtirol e la pallamano campione d'Italia, ma sono tutti sport maschili. Noi invece siamo un progetto diverso, solamente femminile. Sono molto contento che le istituzioni abbiano capito l'importanza di questo progetto femminile”.