«Lo sguardo sul Campionato di...»: Elisa Morolli
Il turno appena andato in archivio è stato caratterizzato dal doppio derby regionale che ha appassionato ed entusiasmato il pubblico trentino. Tuttavia, è doveroso dare il giusto risalto all'impresa compiuta da un'altra formazione della regione: lo Studio55 Ata Trento. Le ragazze allenate da mister Marco Mongera, infatti, hanno espugnato sabato il parquet della seconda forza del Campionato, ossia il Don Colleoni Bergamo dell'esperta schiacciatrice Viganò. Un successo ottenuto al tie break, ma che può andare stretto a Bottura e compagne, protagoniste di una prestazione superlativa, che ha iniettato una cospicua dose di entusiasmo nell'ambiente «atino». Ne abbiamo parlato con l'alzatrice Elisa Morolli. Elisa, riminese classe 1993, è approdata in estate alla corte della società della presidentessa Conforti, dopo aver disputato la scorsa stagione nelle fila della Delta Informatica. La palleggiatrice romagnola è sì giovane, ma ha alle spalle esperienze di rilievo: cresciuta nelle giovanile della Scavolini Pesaro, ha trascorso stagioni importanti tra B2 e B1, con Viserba e Forlì.
Quest'anno, in un gruppo pieno di atlete giovanissime (Bulovic, Nahum, Pedrotti, solo per citarne alcune), Elisa può essere considerata una delle più esperte. Con lei, abbiamo fatto il punto sul recente trionfo e sulle prospettive future.
Elisa, sabato avete compiuto un'impresa. E' arrivato un risultato inaspettato, ma pienamente meritato.
«Assolutamente sì - afferma con convinzione - siamo molto soddisfatte per essere riuscite a portarci a casa una vittoria molto importante per noi e per la classifica. A dire la verità - prosegue - c'è un pizzico di rammarico per non essere riuscite a chiudere la gara prima, portandoci via l'intero bottino. Abbiamo fatto una prestazione ottima e, forse, si puo' dire che abbiamo perso un punto. Ad ogni modo, non ci aspettavamo di poter vincere in casa della seconda in classifica e siamo felicissime».
Appunto. Avete espugnato il parquet della seconda in classifica. Avete fatto qualcosa di importante. Che cosa ha fatto la differenza?
«Occorre premettere che Don Colleoni ha dovuto giocare senza la palleggiatrice titolare, ma questo non toglie nulla alla nostra prestazione. Siamo scese in campo determinate e convinte di poter fare risultato. A mio parere, la nostra squadra è stata più ordinata rispetto al solito e questo significa che gli allenamenti che facciamo stanno dando i loro frutti».
La vostra voglia di vincere la si è osservata fino alla fine. Potevate chiudere prima e il fatto di essere rimontate nel quarto parziale poteva abbattervi. Il tie-break, invece, è stato un autentico monologo.
«Come dicevo prima, c'è rammarico per non aver portato via i tre punti - ribadisce - nel quarto set abbiamo avuto la possibilità di chiudere il discorso, ma ci è mancata l'esperienza e la cattiveria necessaria per farlo. Tuttavia, avevamo già intravisto la possibilità di vincere e non poteva fermarci nessuno. Abbiamo giocato un quinto set con molta determinazione, mettendo nettamente sotto l'avversario».
Come dichiarato dal vostro mister, l'obiettivo è quello di far punti con le dirette concorrenti per la salvezza, ma se ne giungono anche dagli scontri con quelle più forti, tanto meglio.
«Certamente. Il vantaggio di incontrare squadre più forti è quello di non avere nulla da perdere. Giochi con meno pressioni e può succedere di conquistare un risultato inaspettato. Questo è quello che ci insegna la sfida di sabato. Ad ogni modo, non dobbiamo commettere l'errore di rilassarci. Serve continuità e servono soprattutto punti contro le nostre più dirette avversarie».
Sabato vi attende la sfida con Verona. Che gara ti aspetti?
«Sara senza dubbio un'altra bella battaglia - confessa - giocheremo in casa ed avremo il fattore campo dalla nostra, ma dovremo scendere in campo determinate. Comunque, credo che il trionfo di sabato ci abbia dato una bella dose di entusiasmo. Giocheremo con una maggior consapevolezza della nostra forza. Dobbiamo conquistare più punti possibili perché vogliamo allontanarci il prima possibile dalle zone pericolose della classifica».
Infine, una domanda sulla tua prima esperienza allo Studio55. Come ti trovi? Sei arrivata in un gruppo sensibilmente ringiovanito.
«Devo dire che mi trovo molto bene - ammette - il gruppo è unito e affiatato e c'è voglia di far bene. Ci sono tante ragazze giovani che si stanno mettendo in mostra e io mi sento una delle più «anziane» di questo gruppo. Sono felice di poter mettere a disposizione l'esperienza che ho accumulato negli ultimi anni».