Addio a Roberto Postal, presidente del miracolo Trentino Rosa
La scomparsa di Roberto Postal, deceduto ieri a causa di una malattia che lo accompagnava da anni, rappresenta un lutto importante per la pallavolo trentina. Se la nostra provincia può contare da anni su una squadra femminile che milita in serie A, con dieci partecipazioni alla A2 e tre alla A1, il merito è anche di Roberto, che nel 2008 diede vita ad una nuova società, la Trentino Volley Rosa, insieme a Diego Mosna e Giovanni Zorzi (tuttora presidente del Torrefranca), per affrontare il campionato di B1 appena conquistato dal club rossonero con ambizioni nuove per un team locale.
La prima promozione in A2, datata 2011, fu vanificata dalla mancanza di risorse per affrontare il nuovo torneo, ma lui non si diede per vinto e dopo un anno di stop ripartì, affiancato da Franco Tonetti, che ne fu sempre il braccio destro sportivo, con un nuovo titolo sportivo di B1, conquistandosi la categoria una seconda volta nel 2014, stavolta con le carte in regola per iscriversi al secondo campionato nazionale. Con la sua guida il club, che ebbe la fortuna di poter contare sull’inaugurazione della nuova palestra di Sanbapolis, omologata per la A2, qualche mese prima dell’inizio del campionato, divenne rapidamente una delle realtà più solide della categoria, piazzandosi sesto, due volte quinto, settimo, quarto e poi provvisoriamente primo nella stagione 2019-2020, interrotta dal Covid a marzo. In estate la Fipav riconobbe alla Trentino Rosa il diritto di prendere parte alla A1 2020-2021, segnando un altro momento storico per la pallavolo trentina. In quella stagione il club conquistò anche la Coppa Italia di categoria.
La scelta di Roberto e di Franco di confermare il gruppo e rinunciare a qualsiasi apporto di giocatrici straniere lasciò tutti abbastanza basiti, ma poi il campo la premiò in toto, regalando a quel gruppo incredibile, allenato da Matteo Bertini, addirittura la qualificazione ai playoff, traguardo mai più raggiunto in seguito. Un miracolo sportivo firmato da giocatrici come Cumino, Piani, Melli, D’Odorico, Fondriest, Furlan e Moro, nelle quali avevano creduto ciecamente.
Poi il declino. Quello della squadra, che nella stagione successiva retrocedette in A2, e quello di Roberto Postal, che dovette passare la mano a causa della malattia. Il testimone fu raccolto non senza difficoltà dalla Trentino Volley, che riportò subito la squadra, con nuovo nome, nella massima serie, pur senza aver programmato il balzo, ma poi non riuscì ad evitare una nuova retrocessione in A2, dove il team alberga ormai da tre stagioni senza brillare e senza grande seguito di pubblico. Un declino lento ma inesorabile che sicuramente Roberto non ha apprezzato e al quale avrebbe probabilmente provato ad opporsi se le forze lo avessero assecondato.
Tutto quello che ha costruito in passato rimarrà comunque per sempre nella memoria degli sportivi e degli appassionati di pallavolo trentini, insieme alla gratitudine per averci messo tantissimo del suo, sia in termini di impegno sia di risorse economiche, portate in dote dalla “sua” Delta Informatica.