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Contro la Trentino Volley un fuoco incrociato

La notizia che la Snai, nella giornata di lunedì, ha dovuto sospendere le scommesse sul 3-0 di Taranto - Itas Diatec per un eccesso di puntate (è la prima volta che succede nel volley italiano) ha innescato un putiferio. Già attaccata da Verona per scarsa sportività, l'Itas Diatec deve ora difendersi anche dal sospetto che alcuni propri dirigenti o alcuni propri giocatori abbiano approfittato delle scelte compiute da Andrea Burattini al PalaMazzola per guadagnarci dei soldi puntando forte su un risultato (il 3-0 appunto) che fino a domenica sera veniva pagato 14 volte la puntata. Gli attacchi sono arrivati da un quotidiano nazionale (la Gazzetta dello Sport) e da una tv (Sky Sport), ma sono in molti a rumoreggiare fra i dirigenti delle società di A1.
L'allenatore, Andrea Burattini, e lo stesso Diego Mosna si sono affannati a ripetere che l'unico obiettivo perseguito a Taranto era quello di risparmiare alcuni giocatori in vista dei playoff, esattamente come hanno fatto Treviso, Macerata e Piacenza, anche perché sarebbe stato impossibile sapere in anticipo che Vibo Valentia avrebbe vinto al tie break e Verona con secco 3-0. Il presidente, peraltro, ha già fatto capire chiaramente che sta vagliando la possibilità di andare per vie legali contro chi ha firmato il pezzo pubblicato dalla Gazzetta e di incontrare i vertici di Sky Sport 2 (con i quali ha firmato, come presidente di Lega, il contratto biennale per le dirette tv) per capire come sia stato possibile che a confezionare il servizio incriminato sia stata la figlia di Gabriele Cottarelli, diesse del Marmi Lanza Verona.
Nel presente registriamo un dato interessante. Il gestore del Punto Snai di Trento ha chiarito, attraverso le colonne di un quotidiano locale, che pur avendo approfittato di una situazione particolare, nessuno degli scommettitori "bene informati" ha guadagnato fortune, anche perché esistono dei massimali oltre i quali non si può puntare: in ordine decrescente la vincita più lucrosa è stata di 2.300 euro (puntandone 100), seguita da quella di 1.995 euro (puntandone 285) e da due di 1.200 euro (puntondone 51). Ha anche chiarito che le puntate anomale si sono verificate solo a Trento e che delle persone nuove entrate nel locale per scommettere nessuna aveva un accento extraregionale. Possiamo dunque, se non altro, fugare il dubbio che ci sia stato chi ha accumulato fortune e che qualche parente dei giocatori sia fra i diretti beneficiari. Non basta per allontanare del tutto le ombre che questa vicenda allunga sulla società, ma certamente la ridimensiona notevolmente.

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