L'Itas Diatec che non ti aspetti espugna Piacenza
L'Itas Diatec riesce a liberarsi di tutte le polemiche che l'hanno circondata in questi mesi (quelle legittime legate allo scarso rendimento tecnico, quelle non sempre legittime legate alla strana sconfitta di Taranto) e a battere la Copra Piacenza nel primo scontro diretto di questi playoff.
Il primo round dei quarti di finale fra la prima e l'ottava va dunque alla formazione che tutti davano come sfavorita, l'Itas appunto, brava a cambiare marcia dal secondo set in poi grazie ad un servizio molto efficace, ai muri impietosi di Hübner e alla grande mole di errori del trio Anderson - Zlatanov - Marshall, in serata assai negativa.
La prima frazione rimane legata ad un filo fino al 10-9, quando la straordinaria difesa emiliana neutralizza il cambio palla trentino valorizzando l'attacco di Bovolenta (12-9), l'errore di Vujevic (13-9) e l'attacco di Marshall (15-10). La reazione dell'Itas Diatec porta qualche break grazie ad un ace di Vujevic e ad un muro di Hübner, ma quattro errori la consegnano nelle mani di Piacenza: quello del 19-16 (Sartoretti in battuta), quello del 21-18 (Hübner in battuta), quello del 22-18 (Heller in attacco) e quello del 25-22 (Savani in attacco).
Nella seconda la musica cambia, soprattutto perché il servizio dell'Itas mette in difficoltà i ricevitori della Copra e perché il muro e la difesa prendono decisamente le misure alle bordate dei tre moschiettieri piacentini. Dopo un illusiorio 4-1 due battute micidiali di Sartoretti su Zlatanov portano un muro e un attacco vincenti di Savani, consolidati da un muro di Hübner che vale il vantaggio al primo time out tecnico (7-8). Sul 9-10 un errore del bulgaro-italiano consegna un altro break agli ospiti che poi affondano il colpo grazie ad una pipe di Vujevic contro muro a tre e ad un muro di Hübner su Marshall (11-15). Sartoretti e un muro di Heller sull'amico Anderson (16-21) mettono in cassaforte il set.
Il terzo si mette subito male per i ragazzi di Ljubo Travica, che pagano le indecisioni di Zlatanov sul servizio di Tofoli (0-3 con un ace diretto), un errore dello stesso Zlatanov (3-6), che costringe il tecnico serbo a toglierlo dal campo a favore di Castellano. Da qui in poi Sartoretti apre il primo dei suoi show personali: attacco da seconda linea (5-8), attacco da seconda linea (5-9), muro sul pallonetto di Marhall (10-13), attacco da seconda linea (13-17) e attacco da seconda linea (13-18). Nella stessa rotazione, che vede Savani infierire su Marshall con una serie di battute floating, arriva il doppio errore di Cavallini e quello della fallosissimo Anderson (13-21), che seppelliscono la Copra. Il tardivo rientro in campo di Zlatanov cambia le carte in tavola, ma troppo tardi.
Gli sparuti tifosi piacentini (davvero pochi i 1.200 paganti del PalaBanca) possono sperare ancora in una riscossa, ma a deludere le loro speranze ci pensa Andrea Sartoretti, che nel quarto parziale, sul 4-7, dopo che Anderson ha sbagliato di tutto e di più, mette a segno una serie di servizi da cineteca: batte per 11 volte consecutivamente, scagliando veri e propri siluri nell'altro campo e raccogliendo cinque ace diretti e cinque mezzi ace trasformati in oro che cola da tre muri dello straordinari Hübner (indescrivibili i suoi festeggiamenti, uno dei quali con un tuffo verso la curva gialloblù), da un blocco di Savani e da un errore del solito Anderson. Dal 4-16, un parziale allucinante per la A1, si gioca solo per divertimento (dell'Itas Diatec).
Domenica si gioca gara-2 al PalaTrento. Se il pubblico risponderà come ci si attende l'impianto di via Fersina potrebbe diventare una bolgia infernale, anche se è presto per cullare illusioni. In fondo si tratta solo dell'1-0.