Vince solo l'Ata, nel Torre subito due infortunate
Esordio in chiaroscuro per i tre sestetti femminili di casa nostra. Mentre l'Ata si gode una vittoria importantissima, il San Giacomo si lecca le ferite per il ko interno con il Cerea Verona e il Torrefranca fa la conta delle sue infortunate.
QUI ATA DOMONET. Anno nuovo, girone nuovo, vita nuova. Per l’Ata Domonet è vincente l’esordio in campionato in uno scontro diretto da catalogare subito fra quelli “da vincere assolutamente”. Un 3-0 contro la matricola Atalantina Crema, tirato e combattuto per due set su tre, che fa ben sperare. Fa sperare in un torneo tranquillo e senza patemi, con la parola “salvezza” da pronunciare il prima possibile. Il buongiorno per le bianconere delle Acquecalde si vede dal mattino, in un match nel quale le lombarde hanno pagato l’inesperienza e la loro valanga di errori: ben 28 in tre set. L’Ata a tratti ha giocato bene, facendo a meno di Avancini (infiammazione alla spalla) e Adamoli infortunata, ma ha ritrovato Angela Daloiso. La schiacciatrice, oltre ad esser puntello prezioso per la ricezione, in attacco (per lei un 28 per cento, 12 su 43) è una alternativa a Prandi in attacco. Bene anche Damonte opposto (28 per cento in attacco, 7 su 25) e Gardumi in regia che, quando la ricezione l’ha sostenuta, ha cercato spesso le centrali (23 attacchi in posto-3 in tre set). Match tirato ed equilibrato per i primi due set, che l’Ata ha vinto ai vantaggi sfruttando anche gli errori di una squadra fallosa e con diversi limiti come quella cremasca.
QUI DELTADATOR TORREFRANCA. Esordio sfortunato per il DeltaDator Torrefranca sconfitto in quattro set all’esordio a Busnago ma che, prima ancora di scendere in campo, deve riempire la sua infermeria. Venerdì sera, infatti, nel corso dell’ultimo allenamento prima della difficile trasferta sul campo di quel Busnago che punta alla B1 la Del Fabbro deve fermarsi per un tirone alla coscia. Si teme uno stiramento, ma la certezza si avrà solo in questi giorni. E anche dopo il match sul parquet milanese piccola “sosta” all’ospedale lombardo: nel corso del quarto set, infatti, Basadonne deve uscire causa uno scontro fortuito con una compagna. Il collo fa un movimento brusco e si deve correre in ospedale ma, per fortuna, non si tratta di nulla di grave per la bella e brava centrale brentegana. In campo così Koja manda una squadra mai provata finora, con Reniero opposto ricevente e Gasperotti schiacciatrice. Ne viene così fuori un match nel quale solo a tratti le biancoblù di Mattarello riescono a tenere testa alle avversarie. Subito nel primo set l’impatto è da scordare: 14-4. Il divario in questa prima frazione sale fino a 10 punti, prima che nel finale si riescano almeno a limitare i danni. Nel secondo set la musica cambia: quando tiene in ricezione il gioco al centro delle trentine è letale, vista la fatica su palla alta dove la sola Bortolotti riesce a passare di potenza. Il set viaggia così sempre sui binari dell’equilibrio, Olivotto e Basadonne al centro fanno male anche se a muro le attaccanti lombarde (quattro ex B1 e una ex A2) riescono ad aggirare il block trentino. Nel finale lo spunto giusto lo trova proprio il Torre. Poco da dire sul terzo parziale: Bortolotti e socie non entrano praticamente nemmeno in campo e il 25-11 finale non ha bisogno di commenti. Il quarto venticinque è equilibrato solo fino a metà. Quando accelera in battuta e nel ritmo di palla alta Busnago è letale. Trova l’allungo e va a chiudere il match, lasciando il Torre a fare il conto delle infortunate.
(fonte DeltaDator Torrefranca)
QUI SAN GIACOMO RAIFFEISEN. L’esordio in B2, consumatosi nella palestra di casa di fronte ad un pubblico numeroso, non è stato dei migliori. Ma nelle sconfitte, oltre ad evidenziare gli errori, bisogna anche saper valorizzare gli aspetti positivi. Ed in tal senso è giusto rilevare che, pur disputando complessivamente una brutta partita, il San Giacomo Raiffeisen ha comunque saputo giocare alla pari di una squadra quotata come la Pallavolo Cerea Isuzu per due set su quattro, e più precisamente il primo, perso ai vantaggi dopo non aver sfruttato un set-point, ed il terzo, vinto per 25-23 con una bella reazione temperamentale. Vien da sé che ciò che di buono ha offerto il San Giacomo nel suo esordio in B2 non basti e che la squadra debba ancora crescere molto. Ma è altresì evidente che i margini di miglioramento sono ampi e che il problema maggiore del sestetto diretto da coach Guarienti si chiami continuità. Quella che, contro le ospiti veronesi, è mancata non solo tra un set e l’altro, ma anche nel corso dei singoli parziali, dove il San Giacomo ha denunciato lacune soprattutto in ricezione. Un handicap che si è riverberato in maniera negativa sul gioco d’attacco, depotenziandolo nella sua efficacia, visto e considerato che Danese – invero molto fallosa rispetto ai suoi abituali standard - ha spesso giocato palle staccate da rete e prevedibili, faticando oltretutto a trovare una buona intesa con Barbi. Prestazione in chiaroscuro anche per Uti, mentre a Lapegna va riconosciuto il merito di aver retto praticamente da sola la ricezione. Bene anche Anesin, top-scorer del San Giacomo con 15 punti (5 muri e 1 ace) e soprattutto arma letale allorquando Danese ha potuto innescare i suoi irresistibili primi tempi. Al centro, invece, da rivedere Fink, che ha giocato il primo set per poi lasciare spazio alla giovane Folie, che ha mostrato buone potenzialità pur denunciando ovvi limiti di esperienza vista la giovanissima età. Nel complesso, insomma, un San Giacomo che deve ancora lavorare e crescere molto per adeguarsi ai ritmi della categoria. Ma adesso, perlomeno, Anesin e compagne hanno rotto il ghiaccio.
(fonte San Giacomo)