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Diatec cecchina, anche la Lube finisce stritolata 3-1

La Diatec Trentino riesce a superare anche la capolista Lube e si insedia al primo posto in classifica. Un risultato che stupisce, se si considera quante squadre hanno cominciato il torneo con organici sulla carta ben più attrezzati di quello trentino (Modena, Civitanova e Perugia, almeno), molto meno se si ha avuto la fortuna di vedere tutte le partite disputate dalla Lorenzetti band in questo primo mese di campionato: proprio la manca di astri di prima grandezza in attacco da potenziale punto debole è diventato un punto di forza, perché la squadra non offre alcun punto di riferimento preciso all'avversario e sfrutta tutti i fondamentali per tenere il passo di avversari potenzialmente più attrezzati come Perugia e Civitanova, già battuti per 3-1. Anche quando non gioca bene la Diatec sa stringere i denti, sa tenersi agganciata all'avversario in attesa del momento propizio per affondare il colpo. Ieri, in verità, è stata anche fortunata, come lo era stata a Verona, dato che in terra scaligera aveva affrontato una Calzedonia priva del suo bomber Kovacevic e stavolta ha trovato una Lube priva di Sokolov dalle fasi finali del terzo set. Ma questo non deve sminuire il valore di un primato in classifica per ora poco più che simbolico, ma che dopo dieci giornate qualcosa dovrà pur significare.

Primo set (25-19), la Lube si scava la fossa con dieci errori

C'è la cornice di pubblico delle grandi occasioni al PalaTrento per la sfida fra le uniche due squadre imbattute del campionato. Oltretutto Civitanova riporta in via Fersina Juantorena e Sokolov, due ex che hanno lasciato il segno. Nessuna sorpresa nelle formazioni di partenza, se non forse il turno di riposo concesso a Daniele Mazzone, che pure al centro della rete aveva fatto vedere ottime cose fino ad ora. Con la battuta di Christenson la Lube si porta 1-3 e fino al 7-10 tutto lascia pensare che i marchigiani offriranno maggiore resistenza rispetto alle altre avversarie affrontate fino ad ora da Lanza e compagni. A Suonare la carica arriva però il servizio di Van de Voorde, che aiuta prima Lanza e poi Giannelli a murare Sokolov (10-10). Messa per la prima volta alle strette, la Lube va in crisi e commette tre errori quasi consecutivi (Cebulij in attacco, Juantorena in battuta e attacco). Sul 17-14 Nelli confeziona l'unico turno decente al servizio della sua partita permettendo a Urnaut e Van de Voorde di attaccare in maniera vincente e di far decollare la Diatec (18-14), che veleggia sicura verso il 25-19, divertendo il pubblico con un ace di Van de Voorde e un paio di numeri di Lanza in attacco.
I NUMERI – Benché la Lube riceva meglio (62% contro 50%), non riesce a convertire in punti questa superiorità (48% - 42% per la Diatec in attacco). Pesano i 6 errori in attacco, uniti ai 4 servizi out, un fardello di dieci errori che zavorra gli uomini di Blengini. Il 33% in attacco di Juantorena e Sokolov è un altro segnale preoccupante.

Secondo set (23-25), Sokolov prende per mano Civitanova e la Diatec cala

L'avvio della seconda frazione sembra confermare la superiorità trentina: 2-0 con un ace di Van de Voorde, 12-9 con lo scatenato Giannelli al servizio (due ace e un muro di Lanza su Juantorena). A questo punto la Lube sente che deve dare tutto per rimanere nel match, prima che sia troppo tardi, e per dieci minuti gioca la sua miglior pallavolo di serata. Con la battuta di Christenson arriva il break di Juantorena, con quella di Juantorena il muro di Sokolov su Urnaut, con quella di Cester l'attacco break ancora del bulgaro e con Tsetso al servizio piovono altri due break, conquistati con un suo ace e un suo attacco da seconda linea. Il 12-9 è così trasformato in un 15-18. A forza di primi tempi gli ospiti si tengono il cambio palla e sul 22-24 un muro di Giannelli su Juantorena riapre un pertugio per Trento, che la battuta a mezza rete di Nelli vanifica.
I NUMERI – Civitanova è straripante in attacco (77% contro un pur buon 52%), valorizzando il 79% di tocchi positivi della ricezione. La Diatec paga il rendimento deficitario delle due bande in attacco (33% Lanza e 29% Urnaut), mentre il terzetto di palla alta ospite chiude con un bel 10 su 17 scevro da errori.

Terzo set (25-21), la Diatec mette subito la freccia e non lascia spazio alla Lube

Dopo il cambio di campo mutano anche gli equilibri. La partenza dei ragazzi di Lorenzetti è rabbiosa e porta la firma di Giannelli, che mura Juantorena e poi castiga con un ace Cebulj, già protagonista poco prima di un erroraccio in attacco. Siamo 8-4, Sokolov sbaglia la battuta, Juantorena spara out in attacco, Cebulj tira in rete il servizio. La Lube ha ricominciato a sbagliare a gogo, a tenerla a galla, disperatamente, c'è solo il muro, che tampona a destra e a manca, fermando Lanza, Nelli e ancora Lanza. Trento spreca occasioni su occasioni per “uccidere” il set e commette errori evitabili, ma rimane sempre avanti di 2 punti e sul 18-15 Lanza libera il braccio in battuta permettendo a Urnaut di mettere a segno il 19-15, mentre l'errore di Kaliberda blinda il set (20-15). Sul 22-18 la Lube subisce un duro colpo: ricadendo da muro Sokolov si procura una distorsione alla caviglia destra e deve lasciare definitivamente il campo (entra Casadei). Nel finale si annotano un ace di Christenson e uno di Urnaut, chiude una battuta lunga di Juantorena.
I NUMERI – Faticano notevolmente i due attacchi (40% - 39%), ma sono vicini, inoltre i marchigiani murano con maggiore efficacia (5-1). A vanificare ogni loro sforzo sono 12 errori complessivi 5 su azione e 7 in battuta, e il 17% di Sokolov in attacco, unito al 38% di un Juantorena mai decisivo, nemmeno per un attimo. Nelli (25%) e Lanza (33%), in verità, non fanno meglio.

Quarto set (25-20), La Diatec non perde mai il controllo e concede appena 2 break point agli avversari

Fino al 5-4 si annotano solo cambi palla. Poi un servizio di Giannelli mette in difficoltà Kaliberda e Lanza ne approfitta per firmare il primo allungo (6-4). Trento però sbaglia molto, forse troppo, in battuta e in attacco, incassando anche l'ace (Stankovic su Lanza) che fissa la parità sull'11-11. Casadei attacca pochi palloni, ma non regala nulla, come forse si attende la Diatec, che ogni volta in cui mette a segno un break point (14-12 con Solé), poi lo cede a breve giro di posta (16-16 grazie a Stankovic). Si arriva così sul 20-19 e stavolta a dare l'accelerazione decisiva sono due servizi di Antonov, entrato già nella rotazione precedente, aiutato da un primo tempo in rete di Cester, fino a quel momento quasi impeccabile, e da un muro di Nelli su Casadei, l'unico del match. Nel finale Urnaut e un errore di Kaliberda chiudono il match.
I NUMERI – La Diatec torna a comandare in attacco (65% - 42%), anche grazie allo strepitoso 8 su 8 dei due centrali e ad ingigantire il solco ci si mettono anche i quattro errori (contro 0) marchigiani. Muri (2-2) ed ace (1-0) questa volta non fanno la differenza.

Il tabellino

Autore
Andrea Cobbe
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