Il volley trentino nel 2007: anno di grandi attese
Dodici mesi colme di attese, di sogni che hanno iniziato a diventare realtà. E che in questo 2008 agli albori questi sogni si dovranno trasformare in concrete realtà. Un anno, il 2007, nel quale il volley trentino, dalla A1 sino ai giovanili, s’è armato di semi, pazienza e buona volontà ed ha seminato. Un anno nel quale si sono creati quei buoni presupposti che adesso dovranno sbocciare. Troppo facile ridurre questo 2007 alla lunga – mesi e mesi di parole e controparole – attesa di Matey Kaziyski. Certamente, l’arrivo di uno dei giocatori più forti al mondo nel proprio ruolo ha contribuito a fare un bel salto in avanti a Trentino Volley. Dopo un 2007 cominciato con l’amara esclusione dalla Coppa Italia, l’allora squadra di Meoni, Gallotta, dei due Andrè carioca e di Lattari in panchina concludeva la propria stagione facendo vedere i sorci verdi a Cuneo. Da squadra meno accreditata tecnicamente, ma ad alto tasso di bontà in quanto a rapporti umani, l’ingresso nei playoff fu già un successo. Uscire poi ai quarti a testa altissima, solamente per due palloni, solamente al tie-break di gara-3 dopo quindici set giocati in tre partite contro quel Cuneo regina della regular season, fu un mezzo successo comunque. Da quel momento la rivoluzione, l’inizio della nuova semina. Nel terreno di via Manci si sono piantati semi dell’est Europa. Semi bulgari come Stoytchev, Kaziyski, Nikolov e Stoyanov, semi serbi come Grbic, semi italiani come Piscopo, Jeroncic, Birarelli, Busato e Grigoletto. Una semina che dalle parti di via Manci ora si vuole innaffiare sempre più per bene. Perché da quelle parti nel 2008 c’è la voglia di festeggiare, anche non un successo immediato ma comunque l’ingresso nell’elite del volley italiano. Una Itas che vuole diventare habitue delle zone alte della classifica e questo nuovo anno che arriva sarà il primo banco di prova importante per quel cigno che vuole aprire definitivamente le ali. E la prima fioritura di questi semi, quelli che fanno rima con qualificazione alla Coppa Italia acquisita e terzo posto in classifica in cassaforte all’arrivo del 2008, sono più che positivi. Una dolce attesa insomma, così come dolce sarà attendere l’esplosione dei baby campioncini di casa nostra. Oltre a Cuneo solo la società di via Manci questa estate ha piazzato tutte le proprie giovanili alle finali nazionali. Il grande lavoro dei tecnici per rendere sempre più solide quelle giovanili che sono la vera forza di una società che vuole durare nel tempo e crescere sempre più. Puntando sempre sull’arrivo di qualche giovane di talento da fuori regione che facciano crescere quelli di casa nostra.
Ma, si diceva, non di solo Kaziyski è vissuto questo 2007 di lunghe attese. Come grande è stata l’attesa di una comunità intera, pardon, di una valle intera per riabbracciare colui il quale di questo sport è stato il simbolo. Quando nei primi giorni di luglio arrivò la conferma ufficiale in tanti non ci volevano credere. E invece sì: Lollo Bernardi è tornato a casa. Mister Secolo, Lorenzo Il Magnifico, classe e talento puro per riscrivere questo sport in quell’affresco di emozioni, gioie e lacrime che fu la Generazione dei Fenomeni. Il Lollo da via della Malvasia, il ragazzino biondo dallo sguardo sfrontato che da bambino lasciò Trento per Padova prima e Modena poi era tornato a casa per far grande Cles e la Val di Non tutta. Perché insieme ad altre “vecchie volpi” del parquet come Agazzi, Fino, Bulgarelli, Guerrini, Vecchi e Toschi danno vita ad un sogno nelle menti di tutti i nonesi. Quel sogno fatto di una sola lettera (la A) ed un solo numero (2). La lunga attesa per rivedere Mister Secolo in azione è stata ben spesa. Primo posto in classifica, dieci vittorie in undici gare, una sola sconfitta al tie-break e quel sogno che si pensa ma non si dice. Perché dai pomari a Cles oltre ai pomi si raccoglie anche tanta scaramanzia. Scaramanzia che, invece, è servita la stagione passata a Predazzo. Dove solo pochi anni fa si faticava ad arrivare fra le prime cinque della C ed ora hanno vissuto questo orgasmo promozione. L’unico successo trentino nei campionati nazionali di questo 2007, che porta le valli di Fiemme e Fassa dove mai era stata fino ad ora.
Una lunga attesa che ha trovato vita e spazio non solo nelle valli delle mele o dello sci, bensì anche pochi chilometri più in giù. Una volta passata la Rocchetta, in quella vera e propria cattedrale del volley trentino che è Mezzolombardo. Un tempo ombelico della pallavolo trentina, quindi per due anni s’è “camuffata” da Bolzano ed ora una lenta risalita che ha riportato il palasport di via Cavalleggeri d’Udine alle porte di dove gli compete stare. In una serie B2 dove ambientarsi è difficile, dove la giovane età e l’esperienza non sono doti nel Dna del gruppo di Marco Angelini. Ma se il tempo è davvero galantuomo, allora lavorare duro e sodo, metterci davvero testa, orgoglio e cuore, colmerà quel gap che i rotaliani hanno. La lunga attesa che, si teme, si protrarrà ancora a lungo sotto. In quei campionati regionali dove una C a nove squadre è un delitto per la pallavolo. Dove si paga un Alto Adige assente a livello di volley giovanile maschile e società trentine che boccheggiano e non tutte lavorano davvero sui più piccoli. In un volley maschile trentino nel quale i praticanti uomini sono sempre quelli, ma dove l’età media è sempre più alta.
La lunga attesa che, invece, si spera finisca presto nel femminile. Perché il volley in rosa di casa nostra non ha i problemi del maschile: ha tesserati, squadre, società organizzate, si lavora tanto e bene nel giovanile e nel minivolley. Ma poi? Poi si passa una prima metà del 2007 a guardare, ancora una volta, nessun sestetto in rosa riuscire a salire più in su di quello scalino chiamato B2. Anzi, si vedono due dei tre sestetti di casa nostra (Ata Domonet e Argentario) retrocedere mestamente. Una lunga attesa di un salto di qualità vero, definitivo. Ci si prova dalle parti di Mattarello, dove il DeltaDator Torrefranca sta provando a compiere quel difficile salto in avanti. Lo si pensava di poter fare in Alto Adige, dove il San Giacomo passa nel breve volgere di pochi mesi da vincere sempre in C a perdere sempre in B2, categoria nella quale difficilmente si confermerà. La lunga attesa che il grande potenziale in rosa del nostro Trentino trovi uno sfogo, un modo per emergere, per “copiare” i livelli raggiunti dal maschile. Bello, vivo, ampio, il movimento di base femminile di casa nostra che in questo ultimo scorcio di 2007 sta dando vita a tornei regionali e provinciali nel segno dell’equilibrio e dell’incertezza.
E poi? E poi la lunga attesa dei nuovi affollati ed attesi tornei estivi, di capire come cambieranno regolamenti e campionati, di sperare di rivedere la nazionale maschile (e perché non anche quella femminile delle Fenomene?) di nuovo fare alcune capatine al PalaTrento (no, non spingiamoci troppo oltre, non sogniamo ancora i Mondiali 2010 a Trento, anche se…). Ma soprattutto la lunga attesa di questo 2008, anno nuovo ma la stessa passione vecchia. Lo stesso amore per questo sport di centinaia se non migliaia di volontari che portano avanti quel piccolo, grande, mondo che è la pallavolo della nostra terra.