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B1 Maschile

Val di Non, brutta caduta al cospetto di Bologna

Weekend molto agrodolce in B1 maschile. Come da pronostico la Trenta Nardin incamera tre punti piegando la cenerentola Vicenza, mentre la parte amara di questa giornata è rappresentata dalla Val di Non. Caduta molto male nel big match in casa di Bologna, con un 3-0 piuttosto netto.

QUI VAL DI NON BLUE CITY. L’assalto alla Fortezza della Val di Non è fallito. In quello che era il vero big match di questo weekend, seconda contro terza, i gialloneri nonesi sono usciti dal campo di quella terza forza della classe che è la Zinella Bologna sconfitta. E che tonfo, visto che i nonesi sono stati succubi dei bolognesi praticamente per quasi tutto l’incontro. Troppo brutta per essere vera questa Val di Non, che ha sofferto come non mai in ricezione e quasi mai è riuscita ad avere una buona fluidità di gioco. Con questa brutta sconfitta il margine di vantaggio in classifica sui bolognesi, così, è sceso a soli quattro punti, mentre Oderzo là davanti allunga a più 6 grazie al successo a San Donà. Per continuare a sperare in quel sogno chiamato A2, adesso, per Bernardi e compagni diventa determinante difendere questo secondo posto che darà diritto ai playoff promozione in serie A. Per i ragazzi di Taborda questa è la quarta sconfitta in campionato, il terzo ko consecutivo in trasferta dopo quelli sui campi di Ravenna e Venezia nelle ultime settimane. Al cospetto della nobile decaduta del volley italiano, Bologna, la squadra della valle delle mele, ha sofferto tantissimo in ricezione. Una seconda linea messa a durissima prova dai buoni turni al servizio dei bolognesi, sempre forzato al massimo, con Bastianini, Tomalino e Verri che dai nove metri hanno davvero fatto male a Toschi e soci. Sia Fino che Simone, alternatisi in campo, hanno dovuto correre come matti praticamente per tutto il match in ogni centimetro quadrato del campo. Una cosa questa che, inevitabilmente, si è fatta sentire anche in attacco. Tanto che le percentuali offensive sono molto basse: pochi errori diretti ma anche poca efficacia quando la palla giungeva parecchio sporca. Colpiti, insomma, al cuore di quello che in molte occasioni è stata finora una loro risorsa – la ricezione – la Val di Non ha fatto poi fatica a macinare gioco ed a mettere in atto le necessarie contromisure. Soprattutto in una serata nella quale la propria battuta, spesso e volentieri letale, ha sparato a salve. Contro l’ex di turno, il centrale perginese Alessandro Paoli, una prova sottotono insomma in alcuni di quei parziali come battuta e, di conseguenza, muro-difesa che invece avevano funzionato molto bene fino a qualche settimana fa. Basta confrontare i numeri: 12 muri contro 3, 7 ace contro 1 soltanto, a riprova di come questo sia un momento per nulla positivo per Agazzi e compagni.

QUI TRENTA NARDIN. Missione compiuta. Vittoria doveva essere e vittoria è stata. La Trenta Nardin svolge appieno il proprio “compitino”, conquistando il massimo con il minimo sforzo. Battendo, cioè, in soli tre set la cenerentola del girone e ancora a secco di successi in questa stagione Vicenza. In un match nel quale l’importante erano i punti i fiemmesi hanno portato a termine nel modo giusto la propria “mission”, incamerando così tre punti preziosi per continuare a tenere ben distante la zona retrocessione, che resta di quattro lunghezze dietro le spalle. Per i ragazzi di coach Hernandez questo successo è il modo migliore per dimenticare gli ultimi due, amari, ko consecutivi contro Conselice e Oderzo.
In un match che, primo set a parte, non ha davvero avuto storia. Troppo ampio il divario fra i due sestetti. Troppo diverso il potenziale a disposizione di Hernandez da una parte e, dall’altra, dall’ex nazionale Mario Fangareggi. Vicenza, piazza che può vantare un florido settore giovanile femminile, sta provando a creare la medesima cosa anche in campo maschile. Ma mettendo ragazzi giovani, all’esordio in B1, in ruoli chiave i rischi che si corrono sono ben noti e Vicenza li sta pagando tutti con questa retrocessione ormai chiara da tempo. Ne viene, così, fuori un match a senso unico nel quale Daniele e compagnia schiacciante fa il suo, senza strafare più di tanto ma “accontentandosi” di amministrare l’inevitabile vantaggio. Molto bene ha funzionato il muro in casa Trenta Nardin, con 12 block diretti in appena tre set per i biancoblù. Con una buona ricezione, contro la non certo irresistibile battuta veneta, Daniele ha così potuto amministrare con maestria il gioco chiamando in causa spesso e volentieri tutto il proprio fronte d’attacco. Compreso quel Burgsthaler ormai tornato nella sua forma da A2, autore di 13 punti personali e che al centro ha fatto praticamente quello che ha voluto. Ma tutto il gruppo biancoblù ha potuto esprimersi su ottimi livelli, sia quando si è trattato di giocare punto su punto come nel primo set sia quando, invece, si doveva dare prova di maturità gestendo un divario tecnico molto ampio. In un match nel quale è bastato fare tutto mediamente bene. Tenere, cioè, un buon ritmo in tutti i fondamentali, anche senza schiacciare a tavoletta a mille all’ora. Un successo, questo, che spedisce i ragazzi di Fiemme e Fassa alla sosta per la Coppa Italia con una classifica che sorride prima di un marzo impreziosito dal derby e da una serie di scontri diretti per chiudere, una volta per sempre, il discorso salvezza.

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