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Per Itas e Mezzo l'incubo non finisce: ancora 0-3

Non è il primo, quest'anno, doppio 0-3 negativo per Itas Diatec e Mezzolombardo. Ma questo doppio ko interno pre pasquale brucia alquanto, sia perché come è già successo spesso i due sestetti di casa nostra hanno mostrato di avere potenzialità di salvezza sia perché adesso la zona salvezza si allontana di un altro paio di punticini.

QUI ITAS DIATEC TRENTINO. L’Itas Diatec non scende dalle montagne russe. E contro l’Ongina Piacenza, squadra che ancora può matematicamente ambire al secondo posto, arriva la sesta sconfitta consecutiva. Un ko che, complice il successo al quinto set di Gorgonzola su Castelnuovo fa scivolare la quota salvezza per i gialloblù a 8 lunghezze di distanza, 9 per il Mezzolombardo. Un match nel quale i ragazzi di Di Pietro hanno pagato gli ormai soliti alti e bassi. Bene per un certo periodo, male per altri. Soprattutto quando la palla scotta, quando il set entra nella fase cruciale e servirebbe non sbagliare. Nota positiva per i gialloblù il non essere mai usciti dal match, restando comunque con la testa in campo e provandoci a recuperare fino alla fine. Un match combattuto, passato tutto all’inseguimento per Gottardi e compagni, causa anche una ricezione che spesso ha faticato. Pur senza il proprio alzatore titolare, fermo per infortunio, i piacentini hanno fatto il match che ci si attendeva da una squadra esperta e ben attrezzata. Hanno forzato il giusto al servizio, aspettando poi in molti casi l’errore avversario. Dopo solo pochi scambi di partita coach Di Pietro deve rinunciare a Mair, fermato per un problema alla schiena, al suo posto in campo così Gervasi. In posto-4 titolare è Andreatta (bene nel primo set, poi calato alla distanza) con Lanza, per cercare di dare un po’ di stabilità in ricezione. Primo set combattuto ma, sul 24 pari, l’errore in battuta dei trentini di fatto chiude i giochi. Dopo un secondo set da dimenticare la storia si ripete nel terzo “venticinque”: l’Itas si rifà sotto sino al 24-23 ma basta un attacco fatto in malo modo che Ongina concretizza la maggior esperienza e vince.

QUI MEZZOLOMBARDO. Una sconfitta che brucia. E non poco. Perché giunta contro una squadra dimostratasi non superiore al Mezzolombardo, visto che per lunghi tratti del match a menare le danze sono stati i ragazzi di Angelini. Bensì giunta contro una squadra ormai salva e priva di grandi motivazioni, arrivata soprattutto per limiti caratteriali e per la mancanza di quel pizzico di cattiveria agonistica che serve quando il gioco si fa duro. L’Atlantide ormai ha ben poco da chiedere a questo campionato, eppure è arrivata a Mezzolombardo per disputare la propria onesta partita. Dall’altra parte della rete hanno trovato una squadra capace di costruire, da brava Penelope di tessere la propria tela. Salvo poi disfarla tutta quando, invece, con un paio di giusti giri d’ago l’opera sarebbe stata compiuta. E qua più che limiti tecnici che il resto dei set combattuti aveva dimostrato di non esserci entrano in gioco fattori motivazionali, di convinzione, di cattiveria. Di crederci davvero in questa salvezza che era ed è alla portata dei rotaliani, ma che rischia di finire disfata come la suddetta tela di Penelope. Nel primo set titolare è un positivo Baratto (bene giocherà anche Consolini, inserito in corso di match) ed è “Mezzo Show”. In tutti i sensi. Bello spettacolo nel giocare palla su palla coi bresciani, film dell’orrore quando il set finisce con una battuta lenta e di molto out ed un fallo di posizione dei rotaliani. Secondo set con i biancoblù avanti fino al 16-12. Fino a quando la luce si spegne: 16-17. Ed il match finisce qui. Sul terzo set meglio stendere un velo. E cercare di credere nella salvezza. Altrimenti sì che questa stagione sarà solo una tela lasciata incompleta.

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