L'Itas inizia bene, poi il servizio di Verona rovescia il tavolo
Mezza partita ad altissimo livello, l’altra mezza in costante affanno: il match a due volti giocato oggi pomeriggio dall’Itas Trentino contro Verona le è costato la vetta della classifica e sopratutto il secondo ko in due sfide di regular season contro la squadra scaligera, che dopo aver subito impietosamente la qualità del gioco trentino nei primi due set, ha poi alzato drammaticamente il rendimento del proprio servizio e per Trento, che quell’arma non ce l’ha, almeno in quella misura, non c’è più stato scampo, come era accaduto in maniera ancora più marcata nel match giocato in terra scaligera il 2 novembre. Anche perché alle grosse difficoltà della ricezione si sono aggiunte quelle di Michieletto in attacco, in evidente difficoltà fisica prima ancora che tecnica, che se nei primi due set ha messo a terra 7 palloni su 11, negli altri tre ha esultato appena 3 volte su 20, percentuali da tregenda (15%) per il giocatore più forte del mondo, che ha anche chiuso il match con un modesto 24% di ricezioni positive. Se si considera che Ramon ha fatto un po’ meglio in attacco, ma ha subito un numero inverosimile di ace, ben 7, si capisce perché il match è diventato rapidamente ingiocabile per la squadra di Mendez. Detto questo, se solo la formazione trentina non avesse incassato 5 ace su 15 punti nel tie break, la frazione in cui aveva ritrovato un po’ del proprio gioco, avrebbe anche potuto portarsi a casa due punti preziosissimi, ma i tre servizi vincenti di Darlan, che hanno fruttato lo 0-1, lo 0-2 e il 9-12, quello di Christenson per il 5-7 e quello di Sani per il 7-9, hanno reso inutili tutti gli sforzi trentini.
Decisivo per l’esito finale del match, terminato con il punteggio di 2-3 (25-20, 25-20, 22-25, 18-25, 13-15), è stato anche il doppio innesto di Sani in banda e di Nedelijkovic al centro, al posto degli scialbi Mozic e Vitelli, strettamente legati l’uno all’altro per non eccedere nel numero di stranieri, che ha dotato la squadra scaligera di un battitore potente in più (l’azzurro) e di un atleta che al centro ha fatto la differenza con il 78% in attacco e due block.
Al di là del peso, indubitabile, che questo risultato esercita sulla classifica, il problemi strutturali più evidenti che ha messo in nuce nella metà campo trentina sono due: il primo, ben noto da inizio stagione, è la mancanza di ricambi in un ruolo cruciale come quello degli schiacciatori in assenza di Lavia, che nel lungo periodo può diventare molto pesante se si considera che questa squadra gioca ogni tre giorni una sfida più importante dell’altra; il secondo è l’impossibilità di rispondere con le stessa arma, il servizio, quando le avversarie top riescono ad accelerare, come ha fatto Verona in entrambe le sfide di regular season e come può fare Perugia quando gioca la sua migliore pallavolo. Da questi due nodi dipenderà in buona misura l’esito della stagione 2025-2026.
La cronaca
L’Itas Trentino si ripresenta dopo la trasferta infrasettimanale in Francia di fronte al proprio pubblico (4.000 presenze: secondo tutto esaurito consecutivo) con il miglior starting six possibile: Sbertoli al palleggio, Faure opposto, Michieletto e Ramon schiacciatori, Laurenzano libero, Bartha ed il rientrante Flavio (tenuto a riposo a Tours) al centro. La Rana Verona dell’ex Soli risponde con Christenson in regia, Darlan opposto, Keita e Mozic schiacciatori, Vitelli e Cortesia centrali, Staforini libero.
L’avvio è nel segno dell’equilibrio (3-3, 5-5), con le due formazioni che si alternano al comando delle operazioni, poi è una veloce di Flavio e un ace di Sbertoli a creare il primo vero spunto del match (8-5). Verona riparte col muro di Keita (9-8), ma Michieletto (block vincente su pallonetto di Darlan) la riporta indietro (12-9). La battuta vincente di Faure vale il massimo vantaggio (+4, 13-9) e costringe Soli a spendere un time out, ma alla ripresa sono ancora i padroni di casa a dettare il ritmo (16-10) con Bartha. Nella parte finale del parziale, l’Itas Trentino si tiene stretto l’ampio margine guadagnato precedentemente (19-13 e 22-17) anche grazie ai frequenti errori al servizio scaligeri; L’1-0 interno nel computo dei set arriva già sul 25-20 con un’altra battuta out veneta.
Al successo trentino contribuiscono in maniera corale l’attacco (9-8), la battuta (2-1), gli errori su azione (0-2) e quelli al servizio (8-9).
Nel secondo parziale la contesa torna sul punto a punto (3-3 e 6-6), prima che Ramon non trovi il contrattacco che vale il +2 (8-6) e Sbertoli non realizzi l’ace del +3 (9-6, time out Rana). Alla ripresa i Campioni d’Italia aumentano ancora l’andatura (12-7) con Michieletto e lo stresso martello spagnolo, situazione che consiglia Soli di sospendere di nuovo il gioco e di inserire Sani al posto di Mozic e Nedeljkovic per Vitelli. La musica però non cambia, anzi Trento si fa minacciosa anche col servizio di Faure e col muro di Michieletto, travolgendo gli ospiti (17-9). Sul 20-12 la Rana ha uno spunto d’orgoglio (21-15), ma troppo tardivo per mettere a repentaglio il 2-0 che giunge sul 25-20, dopo un’altra buona rotazione in battuta di Darlan.
In questa frazione Trento prevale in attacco (12-10), a muro (4-1) e al servizio (3-1), pagando un piccolo dazio sia negli errori su azione (2-1), sia in quelli al servizio (6-5).
La Rana Verona prova a rialzare la testa in avvio di terza frazione (2-4, muro di Cortesia su pipe di Ramon), ma l’Itas Trentino riprende gli avversari già a quota 5 e poi ha la forza anche per scappare via (da 9-10 a 12-10) con i contrattacchi di Faure e Michieletto. Dopo il time out di Soli, gli ospiti trovano la parità a quota 13 e ingaggiano un veemente braccio di ferro con i locali, alternandosi al comando del punteggio. Sul 17-18 esterno Mendez spende un time out, ma alla ripresa è ancora Keita ad andare a segno (17-19 e poi 18-21); Faure con un ace prova a ricomporre lo strappo (20-21), ma Darlan difende lo spunto (20-23) che vale il 2-1 (22-25).
L’attacco trentino è in pesante affanno (12-16), così come il muro (0-3) e non basta ai gialloblù limitare gli errori su azione (1-2) e quelli al servizio (4-7) per giocarsela.
L’opposto brasiliano continua a picchiare forte anche in avvio di quarto set (2-4 e 3-6), costringendo Mendez ad interrompere subito il gioco. Michieletto con un ace prova a dare la scossa ai suoi (5-6), ma gli errori a rete di Ramon riportano a +3 Verona (5-8 e 8-11). Keita passa anche in fase di break e spinge la Rana al +5 esterno (10-15, altra interruzione del gioco) e poi anche al +8 (10-18). Bristot sostituisce Ramon, poi c’è spazio anche per la diagonale Acquarone - Gabi Garcia; Trento prova a rialzare la testa con Flavio (15-20), ma gli scaligeri fiutano il pericolo e con Nedeljkovic sigillano il vantaggio (17-23 e 18-25) e la parità nel computo dei set.
L’attacco di casa è sulle ginocchia (9-15), così come il muro (1-3), a poco contano errori su azione (3-2) e battute out (1-4).
Il tie break è caratterizzato subito da due ace di Darlan; l’Itas Trentino barcolla ma resiste (4-4), prima di subire un nuovo break col servizio di Christenson (5-7). Michieletto mura Darlan dopo il time out di Mendez (7-7), ma Sani spinge gli scaligeri al +2 (8-10) ancora con la battuta, imitato poco dopo da Darlan (9-12). È lo spunto decisivo, perché poi Verona conduce sino al 13-15 (errore in battuta di Gabi Garcia) ed espugna dopo oltre 440 giorni la BTS Arena.
L’Itas vanta una positività a muro (1-0) e sui servizi out (2-5), ma paga un attacco vincente in meno (6-7) e soprattutto viene travolta dagli ace (0-5).
(fonte Trentino Volley)
Le nostre pagelle
RICCARDO SBERTOLI (pal) 7 – Considerando la qualità della ricezione (bassa) su cui ha potuto contare in tutti i set, ad eccezione del primo, ha fatto quello che ha potuto sia per essere preciso, sia per assecondare gli alti e bassi dei compagni. Anche al servizio si è reso utile, come dimostrano l’ace e gli 8 break point ai quali ha contribuito. Non ha certamente perso la sfida con Christensson.
THEO FAURE (opp) 6,5 – Il migliore degli attaccanti di palla alta trentini, come dimostra il suo 58% in attacco, condito da un muro e da tre ace, conquistati a fronte di 3 errori, un ottimo equilibrio. Sbertoli non lo ha cercato molto (19 attacchi su 99), forse anche perché ha subito 3 muri, ma era comunque l’unico che poteva dare qualcosa in più quando i due laterali sono finiti nella buca.
ALESSANDRO MICHIELETTO (sch) 5 – Serata di grande affanno in tutti i fondamentali per il campione trentino, che è sembrato sopra ad ogni cosa molto stanco. In ricezione non è stato certo bersagliato dai cecchini scaligeri, ma ha raccolto percentuali convincenti solo nel quarto set ed in attacco se l’è cavata molto ben nei primi due set, ma poi è finito in una buca da cui non ha saputo più risollevarsi, ingabbiato da muro e difesa avversari. Il fondamentale nel quale ha fatto vedere le cose migliori è stato il muro (3 block), mentre in battuta i due ace non sono affiancati da un numero sufficiente di break point (appena 5).
JORDI RAMON (sch) 4,5 – Già nel match di andata aveva sofferto molto in ricezione, ma stavolta è stato preso a pallate dal servizio veronese, che su di lui ha costruito 7 ace su su 10, ben tre dei quali subiti nel quinto set. In attacco ha fatto quello che potuto contro il muro quasi sempre schierato, giocando spesso bene sulle mani avversarie, ma non poteva essere lui a invertire l’inerzia nel finale di questo match, anche perché nel tie break Sbertoli non gli ha alzato nemmeno un pallone. In battuta ha sì messo le basi per 7 break point, ma ha anche commesso 6 errori, troppi se rapportati ad un solo ace.
FLAVIO GUALBERTO (cen) 6,5 – Se si eccettuano le 3 battute sbagliate, un po’ troppe per la sua jump float, negli altri fondamentali ha fatto del proprio meglio, soprattutto in attacco (75%), il suo punto di forza. A muro è andato a segno due volte, una sola nei tre set persi dalla sua squadra e anche questo ha pesato.
BELA BARTHA (cen) 6 – In attacco ha fatto un po’ peggio del compagno di squadra (56%) e ha pure subito due block, a muro ha collezionato gli stessi punti di Flavio (2). Non ha sbagliato molti servizi, ha non ha nemmeno imbastito molti break point (4). Una prova abbastanza incolore pur senza colpe specifiche per il risultato finale.
GABRIELE LAURENZANO (lib) 6,5 – In ricezione è stato l’unico della squadra a tenere botta quando ha iniziato a grandinare ed anche in difesa ha fatto quello che ha potuto contro i bombardieri veneti. È in un buon momento di forma, ma non può mettere a terra nessuno pallone nel suo ruolo.