Un'Itas Trentino molle rischia grosso contro Grottazzolina
Ci ha provato, Marcelo Mendez, ad affrontare l’ultima della classe, virtualmente ma non ancora matematicamente retrocessa, con un assetto che desse la possibilità ad alcuni giocatori di tirare il fiato, ma le cose non sono andate come prevedevano i piani e dopo un primo set disastroso ha dovuto tornare rapidamente sui propri passi, gettando in campo Lavia molto prima del previsto e schierando Faure, che avrebbe dovuto riposare basta, da metà del terzo. E anche così la squadra gialloblù è riuscita a cedere il terzo parziale e a giocarsi il tie break punto a punto quasi fino alla fine. Un pomeriggio cupo, insomma, chiuso con una venefica spartizione del bottino con l’ultima della classe, che non mette davvero a repentaglio il terzo posto finale solo perché l’Itas Trentino, che vanta un +3 su Modena, può contare su un quoziente set nettamente superiore a quello degli emiliani in caso di parità di punti e di vittorie.
A mettere le basi per questo mezzo pasticcio sono state in particolare le prestazioni di Bristot e Gabi Garcia, che nel primo parziale in attacco hanno completamente steccato (5 palloni su 13 a terra con 2 errori e 3 murate subite), senza trovare nessuno in grado di riequilibrare la situazione, leggi il 14% di Lavia (1 su 7) e lo 0% di Bartha (0 su 2), dando vita ad un collage terribile. La vittoria nettissima del secondo parziale sembrava poter avviare comunque la squadra verso un 3-1, invece nel terzo set i gialloblù sono ricaduti nella buca, vittime di un bello 0 alla voce muri (contro 3) e questa volta dei passaggi a vuoto di Ramon (25%), che con due attacchi out (6-10 e 14-18), parte dei 9 errori totali dell’Itas, ha dato una grossa mano a Grottazzolina. Tutto è bene qualche finisce bene, comunque, dato che i due punti garantiscono comunque il terzo posto finale anche solo battendo Cisterna l’ultima giornata, a prescindere dal risultato che maturerà a Piacenza.
La cronaca
L'Itas Trentino si ripresenta di fronte al proprio pubblico dopo tre partite giocate consecutivamente in trasferta fra Coppa Italia e Champions League, priva di Michieletto e all'ultimo minuto anche di Flavio (lombalgia), ma con Lavia nuovamente a disposizione. Marcelo Mendez schiera però lo starting six con Sbertoli al palleggio, Gabi Garcia opposto, Bristot e Ramon schiacciatori, Bartha e Torwie al centro della rete, Laurenzano libero. Grottazzolina risponde con Falaschi in regia, Tatarov opposto, Fedrizzi e Magalini (alla prima da ex a Trento, premiato prima del fischio d'inizio) in banda, Stankovic e Pellacani centrali, Marchisio libero.
L'avvio è tutto nel segno degli ospiti (1-4), anche perché i locali soffrono in ricezione e sbagliano a rete con Bartha. Magalini contrattacca e Stankovic mura Bristot per il 2-6, poi Gabi Garcia spedisce out la propria diagonale da posto 1, costringendo il tecnico argentino a spendere un time out sul 4-9. Per il primo acuto gialloblù bisogna però aspettare la rotazione con al servizio di Sbertoli, condita da un ace diretto e dalla ricostruita a punto di Ramon che vale il meno due (9-11). Sull'11-14 Mendez getta nella mischia Lavia al posto di un falloso Bristot ed il calabrese trova subito un muro vincente, a cui fa seguito un ace di Gabi Garcia per il 13-14. Ortenzi, allenatore dei marchigiani, interrompe allora il gioco e alla ripresa ottiene la risposta desiderata, visto che il break point di Tatarov ed il muro di Magalini su Gabi Garcia riportano a +4 la Yuasa Battery. L'Itas Trentino prova riprendere quota con la battuta punto di Bartha e con un altro block di Lavia (20-21) e poi raggiunge subito dopo la parità (21-21) ancora con una conclusione vincente del martello azzurro. Il rush finale premia Grottazzolina, che mura Lavia con Stankovic e poi anche Gabi Garcia con Tatarov (22-25).
La leggera superiorità trentina in attacco (12-11) e al servizio (3 ace contro 1), pari i muri (4-4), vengono dilapidate con 9 errori (6 in battuta e 3 su azione) contro i 3 complessivi della Yuasa.
Nel secondo set Mendez conferma in sestetto Lavia, ma per vedere il primo vantaggio significativo dell'intera partita dei Campioni d'Italia serve aspettare il muro di Gabi Garcia su Fedrizzi (9-7), che compensa una partenza col freno a mano tirato (1-3). Un altro block, stavolta di Lavia su Tatarov vale il +3 (11-8, time out Ortenzi); i padroni di casa prendono velocità con questo fondamentale e anche con la battuta, scappando via di prepotenza sui servizi di Bartha (15-9). La Yuasa inizia ad innervosirsi, sbaglia tanto a rete e concede il fianco alla fase di break point avversaria; i gialloblù dilagano (19-11 e 21-12) e trovano in fretta la parità nel computo dei parziali (25-15) con un altro muro vincente di Gabi Garcia.
In questa frazione la differenza abissale la fa il muro (9-0), dato che l’attacco (8-7) e il servizio (1 ace contro 2) non spostano nulla. Stavolta Lavia e Ramon chiudono con il 67%.
Nel terzo parziale l'Itas Trentino riparte in affanno (4-5 e 5-7), tanto che Mendez deve richiamare in panchina Gabi Garcia per Faure ma la tendenza non cambia, anzi peggiora, perché Ramon fatica a rete (6-10). I gialloblù si rifugiano in un time out e alla ripresa serve ancora qualche minuto prima di registrare una reazione, che si materializza con Faure (12-14); è solo un attimo perché poi la Yuasa Battery torna assoluta protagonista, a muro ed in contrattacco (14-19). I servizi di Ramon (anche due ace diretti) provano a riaprire il discorso (18-20), poi è Bartha a siglare il meno uno sempre con la battuta (20-21). L'aggancio arriva sul 23-23 con un primo tempo abbondante di Stankovic; alla prima occasione gli ospiti però chiudono il discorso (23-25) con un attacco di Magalini in fase di cambiopalla ed il successivo muro dello schiacciatore scaligero su Faure.
Pur realizzando due ace in più (2-0) la squadra trentina paga un dazio pesante sia in attacco (11-14) sia a muro (0-3). Pesano il 25% di Ramon e il 44% di Lavia, anche se Magalini e Fedrizzi non fanno di meglio.
L'Itas Trentino prova a scuotersi alla ripresa delle ostilità (5-1 e 8-3), cavalcando il buon momento in attacco di Faure e Lavia; Grottazzolina si conferma mai doma e cerca di risalire la china (9-6), ma poi ci pensano ancora gli spunti dell'opposto francese e gli attacchi out di Tatarov ad allargare nuovamente la forbice (da 14-10 a 16-10). Sul 19-13 il tie break sembra essere vicino, ma tre errori consecutivi in fase di cambiopalla gialloblù riaprono la contesa (19-17) e costringono Mendez a spendere un time out. Alla ripresa, il muro di Ramon e il regalo di Tatarov consentono a Trento di scappare ancora via (22-17) e di portare poi la sfida al quinto set break sul 25-22 (punto risolutore di Lavia).
In questa frazione le squadre impattano in attacco (15 punti pari), quindi a permettere all’Itas di imporsi sono un muro in più (1-0) e due ace in più (2-0). Aiuta anche il 60% di Faure.
Le squadre procedono a braccetto nel set di spareggio sino all'8-8, poi due muri trentini (Bartha e Lavia) siglano il +2 interno (10-8). L'ace del centrale rumeno aumenta il vantaggio (12-9); l'attacco di Torwie chiude definitivamente il conto: 15-13 e 3-2.
Anche nella frazione di spareggio non sono l’attacco (8-9) e il servizio (1-0) a fare la differenza, ma il muro (3-0).
(fonte Trentino Volley)
Le nostre pagelle
RICCARDO SBERTOLI (pal) 6,5 – Fatica a trovare dei punti di riferimento fino a quando non entra Faure, quindi deve distribuire il gioco in maniera omogenea, appoggiandosi molto sui laterali. Potrebbe osare un po’ di più con i centrali, pur mancando una macchina come Flavio, ma preferisce far muovere il muro avversario. Al servizio incide meno del solito (5 break).
GABI GARCIA FERNANDEZ (opp) 5 – Schierato nello starting seven per dare un po’ di respiro a Faure, che nelle ultime settimane ha attaccato centinaia di palloni, ha saputo distinguersi in un solo fondamentale, il muro (4 block nel solo secondo set). Il problema è che fino a quando è rimasto in campo in attacco ha messo a terra appena 5 palloni su 16, un apporto troppo penalizzante per una squadra già priva di martelli pesanti. Al servizio ha commesso 5 errori, procurando 5 break point. Un’occasione mancata, come per Bristot.
JORDI RAMON (sch) 6+ – È stato il giocatore che ha attaccato il maggior numero di palloni nella metà campo trentina (30) con un discreto 50%. Sul piatto mette anche due block e due ace, ma in ricezione fa tanta fatica (19% di tocchi positivi) e 5 errori non sono pochi. In particolare i 2 commessi nel terzo set hanno pesato non poco sul risultato finale.
ALESSANDRO BRISTOT (sch) 4 – Gli viene data un’altra bella possibilità per guadagnarsi visibilità, ma stavolta la spreca, uscendo di scena già sul’11-14 del primo set. Sarebbe ingeneroso caricare solo sulle sue spalle le responsabilità per il punto perso, ma le sue difficoltà in attacco (33%) e in ricezione (14%) hanno costretto Mendez a mettere subito in un cassetto i suoi piani di rotazione dei giocatori e hanno condizionato fin dall'avvio l'esito di questo match. Anche per questo non è più rientrato.
BELA BARTHA (cen) 7+ – In attacco comincia in affanno e poi si scioglie, a muro va a segno una sola volta. Salva la propria prestazione con il servizio, che frutta 4 ace, 8 break point. Preziosissimo il suo ace del 12–9 (su Marchisio) nel quinto set. Continua a non farsi preferire a Torwie.
SIMON TORWIE (cen) 7,5 – Probabilmente il migliore dei gialloblù nel computo dei cinque set. Riceve appena 8 assist e ne trasforma 5 in punto senza macchia (errori o murate), con il muro va a segno 3 volte, mentre in battuta non sbaglia mai, incidendo in verità molto poco (0 break).
GABRIELE LAURENZANO (lib) 8 – Prova autoritaria in ricezione (67% di tocchi positivi) e in difesa per il libero calabrese, che si ritrova anche a giocare in mezzo ad una diagonale di posto 4 (Ramon - Lavia) a dir poco inedita. Tutto quello che può fare lo fa.
DANIELE LAVIA (sch) 7 - Avrebbe dovuto entrare nel corso del match al posto di Ramon per dare respiro allo spagnolo, invece ha dovuto prendere il posto di Bristot giù sull’11-14 della prima frazione. In ricezione ha garantito percentuali migliori del giovane bellunese, e già questo ha rappresentato un upgrade, in attacco ha fatto ciò che la condizione gli consente di fare (41%). Ottimo a muro (4 block), il fondamentale nel quale dovrebbe avere più paura per il dito ingabbiato.
THEO FAURE (opp) 7 – Meriterebbe un voto migliore se non avesse “toppato” il delicato finale di terzo set, nel quale ha sbagliato un servizio importantissimo e si è fatto murare da Magalini la palla del possibile 24-24, diventato invece un 23-25. Il suo 61% aiuta molto la squadra a risollevarsi e a portare a casa due punti.