Volano preso a pallate anche a Lecco, ora è allarme rosso
Il tunnel nel quale si è cacciato il Rothoblaas dall’inizio del 2026 sembra non avere fine e ogni giornata che passa, invece che vedere la luce sul fondo, la squadra sembra finire in zone sempre più buie. Sabato sera a Lecco, opposta ad una squadra discreta ma non certo di alta classifica, il Volano ha collezionato la sesta sconfitta consecutiva, maturata al termine di un match affrontato fin dall'inizio con rassegnazione, anche a causa della pesante assenza per squalifica rimediata da un pilastro come Camilla Ferrari. Nell’ora e un quarto di gioco nella quale si è esaurito il match della 4ª giornata di ritorno, la squadra di casa ha fatto il bello e il cattivo senza trovare alcuna resistenza dall’altra parte della rete. Quella che si è creata nel nuovo anno solare, con solide basi nel vecchio, è una situazione del tutto inedita nella storia del Volano, che nelle precedenti sette stagioni nella terza categoria nazionale non aveva mai inanellato una serie di prestazioni deludenti come quelle delle ultime settimane.
Il tridente di palla alta composto da Petruzziello, Costalunga e Bacchin ha messo a terra 12 palloni su 67 in tre set e poco meglio hanno fatto le centrali. Il dato finale del 23% di squadra in questa categoria rende impossibile giocarsi alla pari anche una sola frazione, per non dire della ricezione che non ha mai garantito alla palleggiatrice rifornimenti adeguati per provare a facilitare la vita delle sue attaccanti, contenute senza difficoltà dal solido muro del Lecco e da un difesa imperniata sulla solidissima Federica Ghezzi. Intanto il Don Colleoni è andato a prendersi tre punti sul campo di Torbole Casaglia e il Cerea, che fino a qualche settimana fa sembrava spacciato, ha raccolto un clamoroso successo al tie break a Vicenza, portandosi a -2 dal Volano, che rimane fuori dalla zona retrocessione solo perché il Brembo ha inevitabilmente perso contro il Giorgione. La situazione generale, insomma, si fa sempre più preoccupante e la sfida di sabato prossimo contro il giovane Conegliano diventa già di un'importanza capitale per evitare guai molto grossi.
La cronaca
Il Lecco non riserva sorprese e manda in campo la palleggiatrice Gaia Mancastroppa, l’opposta Carola Tesoro, le laterali Arianna Lancini ed Emma Cantamessa, le centrali Matilde Frigerio e Gaia Genovese, il libero Federica Ghezzi. Il Volano, dovendo rinunciare a Camilla Ferrari, schiera Matilde Pinarello in regia, Carlotta Petruzziello opposta, Monika Costalunga e Anna Bacchin schiacciatrici, Arianna Tomasetig e Chiara Giacomelli centrale, Elena Pierobon libero.
L’inizio della sfida è già un presagio: la battuta di Giacomelli viene giudicata fallosa per aver toccato a linea di fondo. E la scena si ripeterà identica sei rotazioni dopo. Le due formazioni rimangono appaiate fino 5-5, con tre marcature di Tomasetig (due a muro e una in attacco), fino a quando, con il servizio di Tesoro, il Lecco si lancia sul 9-5, sfruttando un paio di attacchi e un’invasione di Pinarello, commessa per cercare di gestire un pessimo primo tocco. Il Rothoblaas riesce a riavvicinarsi (9-8) grazie a Bacchin e a un errore di Cantamessi, ma non ad annullare il gap, che poi torna ad aumentare con un muro di Lancini sulla fast di Tomasetig (13-10) e con un pallonetto di Tesoro (16-13). Il Volano non conquista alcun break point da qui alla fine della frazione, mentre le padrone di casa ne piazzano altri tre qua e là (mani e out di Tesoro, ace corto su Pierobon e attacco di Lancini), che rendono via via sempre più improbo il compito delle lagarine. Dal 21-16 in poi si annotano solo cambi palla, che conducono senza sussulti al 25-20 finale firmato da Tesoro.
A fare la differenza è senza dubbio l’attacco (non certo una novità), visto che il Lecco ottiene 16 punti con questa modalità contro i soli 9 del Rothoblaas, che pure a muro lavora meglio (2-4) e sbaglia meno (7-6).
Anche il secondo parziale comincia sotto una cattiva stella, l’ace di Cantamessa su Bacchin e l’attacco in rete di Petruzziello, ma poi il Volano comincia a giocare una pallavolo efficace e riesce per la prima volta a portarsi avanti di due lunghezze (5-7), sfruttando un tocco intelligente di Pinarello, un mani e out di Bacchin e infine un ace della stessa schiacciatrice su Lancini. La parentesi positiva si chiude qui, perché poi il Lecco, con il turno al servizio della stessa Arianna Lancini, fa letteralmente a pezzi le avversarie, costruendosi un parziale di 9-0, che chiude la frazione con larghissimo anticipo. Una parte importante la fanno due combinazioni errate fra Pinarello e Agbortabi, inserita nello starting six della seconda frazione, poi si annotano anche un’invasione della centrale e un attacco out di Petruzziello, oltre ad un attacco di Tesoro e ad uno smash di Cantamessi. Dopo la bufera il Rothoblaas ricomincia a giocare, ma senza alcuna chance di correggere il pesantissimo 14-7 che appare sul tabellone. Anzi, sul 20-13 il Lecco accelera ancora con grande facilità, sfruttando un muro e un ace, e si guadagna dieci set point (24-14), capitalizzando il terzo, un block di Genovese su Costalunga: 25-16.
In questo set gli attacchi vincenti sono sorprendentemente pochi e sorprendentemente alla pari (7-7), così la differenza (enorme) la fanno i muri (4-1), gli ace (3-2) e soprattutto gli errori (6-11), fuori controllo nel lato di campo volanese.
L’ultimo set è quello della rassegnazione, per il Volano, che resiste appena fino al 3-3 e poi va sotto 8-3 nel turno al servizio di Genovese, punito da un muro, un ace corto su Pierobon e da un attacco “aria aria” di Costalunga. Sull’11-7, dopo una battuta in rete di Markart, inserita appositamente, un altro piccolo diluvio si abbatte sul Rothoblaas, che subisce la fase break lecchese e mette sul piatto un altro errore di Costalunga. Parlatini la rimpiazza con Gostner, che, con due attacchi vincenti, dà almeno qualche segnale di vita in una metà campo sopita. Il Lecco Picco si diverte fino al 23-24, poi lascia rientrare il Rothoblaas almeno fino al 16, come nella frazione precedente, e infine va a chiudere una sfida dominata dall’inizio alla fine.
In questo set la differenza macroscopica fra i due attacchi torna ad essere decisiva (14-8), ma anche muro (4-1) e servizio (2 ace a 0) non scherzano.