Fipav: contro la crisi ridurre le squadre in A e B
Ridurre le squadre in serie A ed in serie B? Possibile. E' un pensiero che a Roma, in via Vitorchiano, nella sede nazionale della Fipav, stanno facendo spesso. Perché la crisi c'è e la sentiamo tutti, i problemi sono tanti ed inevitabilmente questi si ripercuotono anche sullo sport. Tanto che il presidente federale Carlo Magri sta pensando anche e soprattutto ad una riduzione delle squadre. A partire dalla serie A, dove però la Lega pallavolo almeno la A1 non la vorrebbe con meno di 14 sestetti e che fra due anni ha già previsto il passaggio della A2 da 16 a 14 squadre. Ma il progetto federale vorrebbe rivedere anche la serie B, a partire da una B1 con promozioni in A2 meno "semplici" così da garantire il passaggio in serie A solo a quelle squadre pronte sportivamente ed economicamente. Facile, comunque, che si torni presto all'antico con gironi di 14 squadre ed allo studio a Roma sembra esserci anche la possibilità di "tagliare" qualche girone fra B1 e B2.
Di seguito il comunicato della Fipav nazionale.
Roma. Il presidente federale Carlo Magri, osservando con attenzione il dibattito di questi giorni sulle iniziative proposte per aiutare il vertice a superare le difficoltá sopraggiunte per la particolare contingenza economica che sta affrontando il paese, è intevenuto con una dichiarazione: “Come piú volte espresso in pubblico ed in privato, la Federazione segue con la massima attenzione le problematiche attuali. In questa fase di dialogo tra le parti ed al loro interno, ci è sembrato giusto limitarci ad osservare, ma credo che a breve, quando le idee e le proposte assumeranno un carattere definitivo, sia giusto un intervento federale per arrivare a delle conclusioni che tengano presente l’interesse di tutte le parti in causa. Quello che posso affermare con certezza è che, oltre ad assumere le misure indispensabili per chiudere l’attuale stagione, dovremo trovare delle soluzioni concrete, per evitare di rivivere nel prossimo futuro situazioni analoghe.
Personalmente penso che un primo passo importante, per non dire indispensabile, potrebbe essere una riorganizzazione dei massimi campionati, maschile e femminile, partendo dal numero delle squadre partecipanti.”
(fonte Fipav nazionale)