Le interviste dopo Trentino BetClic - Paykan
Dal nostro inviato a Doha (Qatar)
C’è grande serenità nelle file della Trentino BetClic pochi minuti dopo la vittoria che ha aperto al club del presidente Diego Mosna le porte della finale.
«Non abbiamo giocato una pallavolo spettacolare, ma abbiamo fatto ciò che dovevamo e questo per ora può bastare» racconta un concreto Emanuele Birarelli, che anche oggi ha dovuto saltare tanto senza raccogliere molti punti, in ossequio alla golden formula. «Il Paykan ha un paio di giocatori che farebbero la propria figura anche nel campionato italiano, quindi quella di oggi non è stata una passeggiata. Sappiamo che domani ci giocheremo un posto nella storia di questo sport, per questo saremo concentratissimi».
Anche Andrea Bari mette in guardia da facili trionfalismi, peraltro del tutto estranei a questo gruppo. «Abbiamo sofferto abbastanza in seconda linea, ma oggi quello che contava era solo rispettare il pronostico. Ora ci manca l’ultimo gradino, quello più difficile. Ricordiamoci quello che è successo contro Piacenza e quanto sia doloroso fallire ad un passo dal traguardo».
Una battuta arriva anche da Claudio Sciurpa, il presidente della Lega di serie A italiana, che ha seguito tutta la manifestazione sugli spalti, a volte seduto fra sceicchi che da queste parti maneggiano quantità mostruose di denaro. «Quella di domani sarà un bella finale, credo che Trento abbia tutte le carte in regola per regalare al nostro movimento un successo molto prestigioso. La manifestazione, rispolverata dopo quasi un ventennio di oblio, mi sembra riuscita, spero che venga riproposta».
Ci spostiamo in sala stampa per raccogliere le dichiarazioni di Radostin Stoytchev. Accanto a lui c’è capitan Kaziyski, ma mancano gli omologhi iraniani, che pure sarebbero tenuti ad essere presenti. Evidentemente perdere brucia moltissimo a tutte le latitudini. Conduce le danze un interprete, che si destreggia benissimo fra l’inglese di Matey, l’italiano di Rado e l’arabo dei giornalisti locali, che pongono alcune domande. Una babele di lingue da far girare la testa.
«Il nostro vero problema, oggi, era quello di tenere alta la concentrazione. Non era né di natura tecnica né di natura tattica, visto che preparare una partita come questa non è particolarmente difficile. Il Paykan ha sviluppato un gioco efficace, basato su assist veloci e bassi, ai quali non siamo abituati, ma alla fine ce la siamo cavata bene, come dimostrano le percentuali di Vissotto e Kaziyski».