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L'intervista a Stokr: "Trento, un sogno che si realizza"

Jan Stokr è il nuovo opposto della Trentino Volley. Lo hanno incontrato per noi Nicola Baldo e Andrea Cobbe che l'hanno subito sottoposto alla sua prima intervista trentina che vi proponiamo qui in seguito.
Buona lettura.
PS: nella sezione "Gallery", nella cartella 2010/2011, le foto della presentazione ufficiale di Jan Stokr.

«In questo momento – esordisce Jan Stokr – per me è anche difficile trovare le parole giuste per spiegare il mio stato d'animo. Adesso gioco con gente come Kaziyski e Juantorena, nella squadra che ha vinto quasi tutto l'anno scorso. Fino a poco tempo fa non ci credevo nemmeno di poter arrivare a giocare in un club del genere».
Invece poi un corteggiamento molto rapido anche se poi, per l'ufficializzazione, è passato molto tempo.
«Appena si è materializzata Trento ho rifiutato ogni altra destinazione. Avevo delle offerte da Piacenza ma anche da Russia, Polonia e Turchia, ma l'idea di giocare in questa squadra era troppo forte».
Ha già parlato con Stoytchev?
«Sì ed è stata una telefonata che mi è piaciuta tanto. Mi piace quello che vuole da me e mi piace il suo concetto di giocatori che si mettano al servizio della squadra».
Lei è un opposto molto completo, la sua sfida personale sarà trovare la continuità ad alto livello?
«L'anno scorso a Perugia sono risultato il miglior muratore e questo mi sembrava strano. A muro ed in battuta mi sento forte, così come in difesa. Mi piace buttarmi per terra, rotolare e risultare importante per la squadra anche in questi fondamentali. Devo migliorare su palla alta, soprattutto nella gestione delle palle difficili. Io senza allenamenti buoni non riesco ad attaccare, per questo sono contento di poter lavorare tanto con uno come Stoytchev».
Sa che Radostin è un tecnico molto esigente in palestra?
«Sì e ne sono contento. Non mi spaventa il lavoro duro, è l'unico modo per migliorare e allora mi allenerò sempre al massimo».
Da Modena a Trento passando per quattro importanti stagioni a Perugia e prima ancora a Cagliari.
«A 21 anni arrivai in Italia perché volevo confrontarmi con il campionato più difficile. Arrivai a Modena per merito di Velasco, che in quegli anni allenava anche la mia nazionale ceka, fu lui a spostarmi da schiacciatore ad opposto. E vista la mia ricezione un po' così aveva ragione. Quindi andai a Cagliari, dove retrocedemmo ma vincendo due volte su due con Trento, quindi questi quattro anni splendidi a Perugia. Prima di sbarcare in Umbria sembrava potessi andare a Vibo Valentia, ma poi alle 23 di una sera il mio procuratore mi chiama e mi dice che Perugia mi vuole. Per me è stato un periodo importantissimo, molto bello, solo quest'ultima stagione ci sono stati dei problemi. Adesso arrivo a Trento con la consapevolezza che avrò addosso più pressioni ma che la prossima sarà una stagione decisiva per me».
Quella della sua possibile esplosione definitiva?
«Non sono un tipo che fa proclami. Penso solo io debba fare tre passaggi: uno arrivare a Trento, due giocare per l'Itas e tre giocare bene. Adesso è il momento di fare questo terzo passaggio».
Estate intensa la sua.
«Lavoro da solo già da un mese per tenermi in allenamento, ora lunedì inizierò con la mia nazionale in vista dei Mondiali dove a Torino affronterò la Bulgaria di Kaziyski e Sokolov, oltre alla Francia ed alla Cina. Ho la fortuna di lavorare anche in nazionale con Martin Poder, preparatore atletico anche dell'Itas Diatec, grazie al suo lavoro voglio farmi trovare pronto quando inizieranno prima i Mondiali e quindi il campionato».
Anche perché la prossima stagione sarà fisicamente massacrante, si comincia subito a mille con ben 27 partite fra la fine di ottobre e la fine di dicembre. Ovvero tante partite quante alcune squadre le giocano in una stagione intera.
«Vediamo, certo sarà una stagione lunga e difficile ma abbiamo una rosa competitiva e la panchina lunga. Vedremo in che condizioni fisiche si tornerà dai Mondiali ma non penso ci saranno problemi».
Ha già avuto modo di visitare la sua nuova realtà trentina?
«Ero già venuto a Trento qualche anno fa, quando passai a trovare il mio buon amico Michal Rak, la città è molto bella e poi io mi innamoro subito dei posti di montagna. Sono già stato qui vicino, in Alto Adige, vicino a casa di Poder, per una vacanza e questa regione è davvero bellissima con tante possibilità di fare escursioni e passeggiate in montagna e per mia moglie di sciare visto che io non posso durante la stagione».
Estate bella piena ed importante per lei?
«Molto. Con l'arrivo a Trento ma soprattutto il fatto che ad inizio agosto nascerà il mio primo figlio, anche se scherzosamente dico a tutti che è il secondo. Perché il primo è il mio cane, una femmina di labrador alla quale sia io che mia moglie siamo molto affezionati».
Un pronostico sul prossimo campionato: ancora Trento e Cuneo con qualcosa più degli altri?
«Probabilmente sì. Cuneo si è rinforzata parecchio con l'arrivo di un giocatore come Volkov, però è ancora presto per fare delle valutazioni precise visto che alcune squadre sono ancora incomplete. Ed il campionato italiano resta comunque sempre difficilissimo».
Lei era in tribuna al V-Day di Bologna: che idea si è fatto di quella partita?
«Prima di tutto ricordo che passai sotto la curva dei vostri tifosi e ripensandoci ho ancora la pelle d'oca. Sono davvero uno spettacolo, sempre molto vicini alla squadra. Prima del V-Day ricordo che vidi in televisione la finale di Champions League e pensai davvero che Trento è la squadra più forte del mondo. Dopo il primo set a Bologna pensavo in un 3-0 senza storia e invece è andata male. Questo sport è davvero difficile da interpretare e molte cose possono cambiare repentinamente».
È pronto anche ad un dualismo con Sokolov?
«Pronto a giocarmi il posto. Sokolov è molto giovane ma è davvero fortissimo, anche quest'ultimo anno a Perugia è stato così con Martin Nemec, un altro giovane interessante. La concorrenza per un posto in squadra sarà un grande stimolo per tutti noi».
Mentre ad alzarle il pallone ci saranno due giocatori molto diversi fra loro come Raphael e Lukasz Zygadlo.
«Nessun problema, perché sono entrambi molto bravi. Il gioco di Raphael è molto equilibrato, riesce a far attaccare tanto e bene tutti i suoi attaccanti ed anche Zygadlo è molto bravo. Chiunque giochi non c'è problema, sapremo trovare presto il giusto feeling».
Il primo obiettivo sarà integrarsi nel gruppo?
«Sì ma penso non ci saranno problemi. Siamo una squadra molto giovane, con tanti ragazzi di età molto simile, creare un bel gruppo è un obiettivo importante».

Notizie di Itas in pillole.
Caos Supercoppa:
impossibile trovare una data per giocarla prima del via al campionato. Ecco allora che Itas, Cuneo e Lega stanno andando verso un accordo per giocarla il prossimo 29 dicembre. I piemontesi spingono per giocare a Torino, ma si stanno cercando altre soluzioni intermedie fra le due città (Milano?).
Vissotto. È stata iniziata di recente una trattativa con il procuratore brasiliano di Leandro Vissotto per la sua cessione al Volei Futuro di San Paolo. Adesso si tratta di trovare la giusta via di mezzo fra domanda e offerta.
Quarto schiacciatore. Tre le ipotesi in ballo e fra queste, nel giro di una settimana, sarà scelta la quarta banda dei bianchi di Stoytchev. In pole c'è il 23enne bulgaro, ex Massa in A2, Valentin Bratoev, mentre le altre due opzioni contemplano il ritorno di Vasil Stoyanov, già in rosa tre stagioni fa, oppure l'arrivo del 21enne francese Guillame Quesque che di recente ha sfidato gli Under 23 di Lega nelle due amichevoli giocate a Trento.
Nuova maglia. Allo studio una maglia da gioco per l'anno prossimo un po' diversa da quella delle ultime stagioni, con alcuni richiami al territorio ed alla storia della società. Sarà una vera sorpresa per tutti i tifosi.

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