L'Itas Diatec fa propria gara-3, la nostra cronaca
Può un 3-0 essere frutto di un match equilibratissimo? Di solito no, gara-3 fra Itas Diatec e Casa Modena, invece, è stata così. I campioni d'Europa hanno dovuto dare fondo a tutte le proprie risorse per avere la meglio su una formazione che ha cercato di ripetere la prova di alto livello offerta in gara-2, una squadra che ha saputo portarsi avanti in più occasioni e rimontare svantaggi solitamente killer (quando li ha in mano la formazione trentina). Insomma, ha saputo lottare con il coltello fra i denti. Questo, però, aumenta, se possibile, i meriti dei campioni d’Europa, che si sono piegati, senza mai spezzarsi, senza mai cedere alla pressione che inevitabilmente è calata sulla loro testa dopo il k.o. di giovedì sera.
Il primo set comincia all’insegna di break e contro-break: ci si accorge subito che le squadre si conoscono meglio e riescono a infilare i muri nelle traiettorie giuste più spesso di quanto non sia accaduto nelle precedenti sfide. L’Itas recupera Stokr nella speranza di ritrovare il cecchino di gara-1, ma la giornata non è delle più fortunate per il ceco. Sul 6-6 Birarelli trova un ace su Kooy, subito rintuzzato da un muro a uno di Casoli su Stokr, dimostrazione lampante che Jan è in affanno. Sala e Creus si scambiano omaggi, leggi primi tempi scagliati out, ma il turno al servizio dell’argentino è quello che lancia Modena sul +3 grazie ad un muro di Kooistra ed uno di Dennis, entrambi su Kaziyski. Modena forza tantissimo in battuta e sbaglia parecchio, eppure il rischio può anche pagare. Pagano quelli che si prende Kaziyski, il quale tira tre fucilate dai nove metri, trovando un errore in attacco di Dennis, un muro di Raphael su Casoli, e un ace sullo stesso Casoli. Da 12-15 a 15-15. Nemmeno il tempo di tirare un sospiro di sollievo, per il pubblico trentino, che Modena difende un primo tempo di Sala e mette giù la palla con Casoli (16-18). La rotazione successiva un’altra ricostruzione porta il break di Dennis (8 punti nella frazione), ma il -3 accusato dai campioni d’Europa viene immediatamente ribaltato dalle battute di Juantorena, che materializzano un ace su Manià e la base di lancio per un attacco di Kaziyski e un errore di Kooy. Si arriva al 23-23 con il cuore in gola. Stokr si fa difendere un attacco semplice e Dennis castiga (23-24). A questo punto la tensione è altissima, le squadre concretizzano 11 cambi palla consecutivi, che neutralizzano 6 set point emiliani. Sul 29-29 Stokr piazza la propria zampata: un ace su Casoli e una battuta che costringe Dennis ad attaccare contro muro schierato, chiuso da Sala. È il 31-29, in un boato da finale scudetto.
Si riparte come se nulla fosse accaduto. Modena gioca al livello di una Macerata o di una Cuneo qualsiasi, se avesse disputato la regular season con questo settetto difficilmente avrebbe chiuso al quinto posto. Con un cambio palla regolarissimo la squadra di Bagnoli si può permettere di tirare il servizio a tutto braccio in tutte le rotazioni, ad eccezione di quella targata Bruno, e dopo il cambio di campo l’esercizio di tiro balistico riprende. Kaziyski viene murato da Kooistra e Bruno, poi sbaglia anche una battuta, ma è comunque il capitano a portare i cambi palla numero 3, 4, 6 e 9. Bisogna attendere il termine del secondo time out tecnico per vedere una delle due formazioni guadagnare un vantaggio interessante: succede quando l’Itas scappa sul 19-14, sfruttando le battute del diabolico Osmany, quattro sassate che fruttano uno smash di Kaziyski, un ace su Casoli, un tocco di Sala e un altro ace su Kooy. Il margine è importante, ma Modena è viva e aggredisce con Creus ancora in battuta (ace su Osmany, errore del cubano). Le tifoserie si pizzicano. I modenesi sfoggiano una maglietta con la scritta “-17°, era glaciale”, che allude al 25-8 di giovedì sera, e gridano senza sosta. Il PalaTrento accetta la sfida e sottolinea con un boato i due muri con i quali Kaziyski ferma Dennis. Sul 22-17 sembra fatta, invece il cubano si rifà dai nove metri: muro di Kooistra su Kaziyski, ace su Kaziyski. Non basta per avviarsi verso un altro finale palpitante, ma aiuta. A questo punto toccherebbe all’Itas Diatec dare l’ultimo colpo di reni, invece sul 23-20 succede un patatrac: dopo il cambio palla di Kooy, l’olandese spara due battute micidiali fra Kaziyski e Juantorena, raccogliendo due ace pesantissimi, completati da un suo attacco da seconda linea che porta d’un balzo il punteggio da 23-20 a 23-24. Ad un passo dalla beffa l’Itas reagisce come una fiera. Dopo il cambio palla di Sokolov, Birarelli mura il primo tempo di Kooistra con una intuizione provvidenziale e Kaziyski estrae dal cilindro un ace corto su Ciabattini, entrato al momento sbagliato. È il 2-0.
L’Itas Diatec si trova avanti per 2 set a zero avendo conquistato due soli break point in più rispetto all’avversario: 20-18. Basti questo per comprendere l’equilibrio espresso dal campo. E nella terza frazione, quello stesso avversario, al quale la grinta non fa certo difetto, parte in maniera bruciante: 1-5 con due ace di Dennis che galvanizzano la curva modenese. In altre fasi della partita avrebbe potuto già essere un vantaggio importante, invece, la formazione trentina riesce subito a riprendersi il maltolto grazie alle battute di Kaziyski: attacco di Juantorena, ace su Kooy, bel muro a uno di Raphael su Casoli, primo tempo di Bira e attacco di prima intenzione di Raphael per un 8-6 che rassicura i tifosi di casa. Cinque break point consecutivi sono oro zecchino che cola in un match di questo tipo, che la formazione trentina ha capito come interpretare. Modena reagisce sempre, ad ogni modo, ricostruendo per due volte la parità grazie agli errori in attacco di un poco lucido Sokolov, prigioniero della propria voglia di fare bene. Sul 13-12 Juantorena dai nove metri spinge ancora, offrendo a Sala l’opportunità di chiudere il 14-12 e conquistando, con un ace su Manià, il +2 che resiste fino al 20-20, quando Creus mura il cubano. Si va verso un altro finale di passione? Stavolta no, perché a questo punto Casa Modena spegne la luce. Un muro di Sala la riporta ad una spanna (22-20), poi Juantorena spara due battute che Casoli rimanda nel campo trentino, dove terminator Kaziyski chiude i conti.