Lutto: addio a Edo Benedetti, pioniere del volley trentino

Quello di oggi è un lunedì molto triste per il mondo della pallavolo di casa nostra. Questa notte, infatti, si è spento Edo Benedetti. Nativo di Mori, classe 1922, si laureò in Giurisprudenza alla Cattolica di Milano nel 1947. Da sempre democristiano e da sempre è stato impegnato in Regione, sin dalla sua costituzione. Su di lui come uomo politico si sa tutto: ex sindaco di Trento dal 1964 al 1975, nella sua lunga carriera amministrativa dopo essere stato partigiano nella guerra di liberazione come sottotenente dei Granatieri e volontario aggregato all'esercito americano ha svolto anche incarichi quali assessore comunale alle finanze e alle attività economiche, nonché commissario del governo del Comune di Rovereto e direttore generale per le attività economiche della Regione. È stato per anni anima di Itas Assicurazioni di cui è rimasto per anni al vertice dopo l'elezione a presidente nel 1979, dal 1 giugno 2001 è stato nominato anche Cavaliere del lavoro. Nella sua vita ha poi avuto numerosi incarichi in consigli di amministrazione ed eventi.
Pallavolisticamente parlando è stato uno dei pionieri della pallavolo in Trentino. Durante la guerra conobbe il volley nel periodo trascorso con l'esercito americano, Nel dopoguerra fu arbitro e presidente della Fipav, lui stesso amava ricordare come la prima partita di pallavolo mai svolta in Trentino lo vide arbitro fra la sua Quercia Rovereto, società da lui fondata, ed una rappresentativa delle Fiamme Gialle di stanza a Predazzo. Sempre impegnato nel mondo dello sport con la Quercia prima e poi, tramite Itas Assicurazioni, come sponsor. Nell'ultimo decennio aveva legato il proprio nome a quello della Trentino Volley, tanto da diventarne presidente onorario. Fu lui, nell'estate del 2007, ad accogliere a Trento Matey Kaziyski la prima volta che mise piede a Trento. «Ricordo – raccontò in un'intervista concessa qualche tempo fa al sottoscritto – che lo portai in cima alla sede dell'Itas Assicurazioni. Da lì si vede molto bene la città dall'alto e rimase molto colpito di quanto fosse bella Trento e le sue montagne intorno».
Per onorare la memoria di Edo Benedetti l'Itas Diatec giocherà la finale scudetto di domenica a Milano con il lutto al braccio.