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Itas Diatec sprecona, Piacenza pareggia il conto

Le partite che contano, quando una delle due squadre non impone un dominio netto, possono essere decise da episodi particolari o da scelte inaspettate. Capita spesso, insomma, che si presentino dei punti di snodo che possono cambiare l'esito di un match e di una serie, a prescindere dall'effettivo valore dei due team. In gara-1 non era successo, data la linearità con la quale si erano svolte le quattro frazioni, in gara-2, ieri pomeriggio, è capitato. L'Itas Diatec, che non saputo interpretare o mettere in atto le giuste contromisure quando questi momenti si sono presentati, ne è uscita con le ossa rotte, perdendo per 3-1 un incontro che avrebbe potuto tranquillamente portare al tie break, nonostante un livello di gioco mediocre.
Piacenza ha gettato in campo tutto quello che aveva, dopo un primo set perduto quasi senza giocare, ma nonostante la crescita del suo servizio, la prova monstre di Zlatanov, i primi tempi inarrestabili di Simon e i colpi decisivi di Vettori, aveva comunque lasciato alla squadra trentina tutto lo spazio per riaprire il match e giocarsela fino in fondo. Se non fosse che sul più bello ai giocatori di Stoytchev hanno cominciato a tremare le braccia al servizio e in ricezione, segnali di debolezza che hanno dato coraggio a Piacenza, andata a riprendersi una quarta frazione praticamente persa e con essa una cisterna di fiducia che il match del PalaTrento aveva svuotato.

Primo set: dominio trentino, c'è una sola squadra in campo
La partenza dell'incontro è all'insegna dell'equilibrio. Fino al 10-12 è difficile capire chi sta giocando meglio, anche se alcuni segnali suonano a favore dell'Itas Diatec, come le battute sbagliate da Holt (due volte al primo tentativo), Simon e Fei, ovvero le più pericolose di gara-1; oppure come il pallonetto out di Papi in avvio di incontro. Trento sfrutta gli attacchi di Juantorena e un muro di Birarelli su Zlatanov per mantenersi avanti di una incollatura, fino a quando due bordate di Kaziyski al servizio portano due ricezioni lunghe e quindi due attacchi di Juantorena che valgono il +4 (10-14) per gli ospiti. Anche Djuric provoca una ricezione lunga e il tabellone segna 11-16 al secondo time out tecnico. La Copra è in grave difficoltà e l'unica reazione è un ace corto di De Cecco su Kaziyski. Poi, sul 14-18 va in battuta Juantorena, devastando la ricezione emiliana: ace, ace, muro di Stokr su Maruotti, ace. Sul 14-23 Stoytchev ferma la serie di Osmany inserendo Lanza al suo posto, un gesto che qualche "esperto" in tribuna stampa interpreta come un segno di irrisione, ma che ha invece il solo scopo di risparmiare salti inutili al cubano, sempre esposto al pericolo di chiudere l'incontro anzitempo per crampi.
Le percentuali: Copra 46% attacco, 39% (30%) ricezione - Itas 59% attacco, 58% (42%) ricezione

Osmany Juantorena in difficoltà (foto Lega Pallavolo)
Osmany Juantorena in difficoltà (foto Lega Pallavolo)

Secondo set: una pretestuosa intemperanza piacentina diventa una trappola per l'Itas
Piacenza prova una timida reazione in avvio di seconda frazione (3-0 con un ace di Holt e un muro di Simon), ma basta il turno al servizio di Birarelli per ribaltare completamente la situazione: la squadra di Stoytchev continua a giocare come nel primo set, toccando palloni su palloni e mandando i suoi attaccanti di palla alta a chiudere i break point: la quarta battuta consecutiva del centrale porta un ace su Papi, che lascia cadere la palla davanti ai propri piedi (3-5), poi Raphael mura un suo palleggio su terzo tocco scatenando la rabbia dei tifosi biancorossi, che dall'inizio del match osservano una Piacenza arrendevole come lo era stata in gara-1. Nulla di ciò che si erano aspettati di vedere. Da qui in poi, però, l'Itas comincia inspiegabilmente a buttare alle ortiche il match e un pezzo di scudetto, perché invece di affondare i colpi smette di giocare: Stokr sbaglia un attacco non difficile, trasformando un tombale 5-9 in un 6-8, che diventa 7-8 grazie ad un ace di Simon su Bari. La partita diventa sempre più nervosa e sul 13-14, dopo uno spettacolare attacco di Stokr servito dal campo avversario da Raphael, l'arbitro Cesare fischia una doppia evidentissima a De Cecco. Come avviene ogni volta che un direttore di gara sanziona il regista argentino, la squadra biancorossa reagisce violentemente contro l'arbitro, che sventola un inutile cartellino rosso al secondo allenatore Davide Delmati. Questo è il momento nel quale la squadra di Stoytchev dovrebbe disinteressarsi della cosa e provare nuovamente ad affondare i colpi per portare a casa i break point che potrebbero chiudere la partita. Invece Djuric scaglia la battuta in rete (errore molto grave nella circostanza) e Kaziyski si fa infilare da un ace dello stesso De Cecco. Sul 15-15 Piacenza si carica a mille e Trento ne combina di cotte di crude: muro di Papi su Stokr (imperdonabile), muro di Holt su Juantorena, attacco di Papi sul muro a due. Il PalaBanca passa così nel giro di pochi minuti dai fischi ai propri giocatori ad una esaltazione (condita da qualche gesto dell'ombrello), che travolge l'Itas Diatec, colpita da un ace di Holt (21-17) e poi dal regolare cambio palla della Copra. Il set si chiude con una incredibile doppia di Sintini (inserito per battere e palleggiare) su un facile tocco che avrebbe dovuto portare all'attacco break del 24-23. Un disastro, sul piano della tenuta psicologica, che costa il set e non solo, perché la partita ormai è cambiata.
Le percentuali: Copra 39% attacco, 59% (47%) ricezione - Itas 52% attacco, 55% (45%) ricezione

Terzo set: Itas senza nerbo, Simon la prende a pallate
Sull'onda dell'entusiasmo Piacenza capisce che è il momento di aggredire un avversario trasformatosi rapidamente da macchina da guerra a pulcino impaurito. L'apparente equilibrio si spezza subito grazie a sei battute di Simon, che gettano nel panico la squadra trentina. Di ace ne arriva uno solo, l'ultima battuta della serie (10-5), ma gli ospiti non riescono comunque a combinare nulla: muro di Holt su Stokr (5-5), muro di De Cecco su Juantorena (6-5), errore di Stokr (7-5), pipe di Zlatanov sulle mani di un muro di burro (8-5), attacco di Fei (9-5). In questo set ogni turno al servizio diventa ingestibile per Trento, che incassa un altro ace da Holt, tre break point con Fei in battuta (ace su Kaziyski). Birarelli riesce a farsi fischiare due falli di doppia in un set. Sul 18-10 Stoytchev comincia a cambiare tutta la squadra per prepararla al quarto set.
Le percentuali: Copra 68% attacco, 85% (77%) ricezione - Itas 39% attacco, 43% (33%) ricezione

Simon catechizza i suoi (foto Lega Pallavolo)
Simon catechizza i suoi (foto Lega Pallavolo)

Quarto set: come si getta nel fosso un vantaggio di 8-1
La quarta frazione sembra quella buona per la reazione trentina. Con due soli turni di battuta (Raphael e Juantorena) la squadra di Stoytchev vola al primo time out tecnico sull'1-8. Un vantaggio mostruoso, se considera lo scenario precedente, che basterebbe a quel punto amministrare per conquistarsi il tie break e riaprire i giochi. Invece Trento crolla di nuovo e si fa risucchiare l'intero vantaggio sul 19-19, complice la scelta indovinatissima di Monti, che inserisce Vettori al posto di Fei. Il giovane opposto si presenta subito con un ace su Juantorena, poi Zlatanov con la battuta manda Papi allo smash, Simon al primo tempo e Stokr all'errore in un clima che l'Itas Diatec non riesce a sopportare. Vettori firma un mezzo ace su Bari, l'attacco del 16-17 e il muro dell'aggancio sullo stranito Juantorena. Poi ancora un ace su Kaziyski (22-21) grazie al video-check, dato che l'arbitro aveva valutato out la battuta. Sul 24-24 un muro di Djuric, che si risveglia da un lungo torpore, regala a Trento il primo break point dopo nove rotazioni andate a vuoto ed anche il primo set point, annullato da una battuta a mezza rete di Kaziyski, distrutto dalla fatica. Il caldo è insopportabile, i giocatori sudano come fontane. La partita si gioca si gioca tutti sul piano nervoso. Una pessima alzata di Raphael manda Juantorena a schiantarsi contro il muro di Zlatanov (27-26), ma Trento risponde con un controbreak firmato Stokr. Holt lo annulla con un primo tempo e poi trova l'ace del 29-28. Il primo match ball se ne va per una battuta in rete (Holt), il secondo anche (Vettori), ma alla fine la voglia di rischiare della Copra viene premiata dal servizio di Zlatanov, che costringe Kaziyski ad attaccare out una palla non facile. Cala il sipario, con tanti rimpianti di un'Itas a tratti irriconoscibile.

COPRA ELIOR PIACENZA - ITAS DIATEC TRENTINO 3-1 (17-25, 25-22, 25-16, 32-30) tot. 99-93
COPRA ELIOR PIACENZA: De Cecco 4 (1a+1m+2b), Papi 7 (6a+1m+0b), Holt 13 (7a+2m+4b), Fei 10 (7a+2m+1b), Zlatanov 19 (18a+1m+0b), Simon 14 (11a+1m+2b), Marra (L) 0, Maruotti 1 (1a+0m+0b), Tencati 0, Corvetta 0, Vettori 7 (4a+1m+2b); n.e. Ogurcak, Latelli (L) 0. All. Luca Monti
ITAS DIATEC TRENTINO: Raphael 1 (0a+1m+0b), Juantorena 14 (10a+0m+4b), Birarelli 13 (10a+2m+1b), Stokr 17 (15a+2m+0b), Kaziyski 12 (10a+1m+1b), Djuric 5 (4a+1m+0b), Bari (L1) 1, Colaci (L2) 0, Chrtiansky 1 (1a+0m+0b), Lanza 0, Uchikov 1 (1a+0m+0b), Sintini 0, Burgsthaler 0. All. Radostin Stoytchev
ARBITRI: Cesare di Roma e Boris di Vigevano (Pv)
DURATA SET: 24', 32', 24', 41'; tot. 2h01'
NOTE: Spettatori 4.000, incasso euro 54.000 euro, mvp Zlatanov; ammoniti
PUNTI: Copra 55 att, 9 muro, 11 batt - Itas 52 att, 7 muro, 6 batt
ERRORI: Copra 9 azione, 19 batt - Itas 8 azione, 16 batt
PERCENTUALI: Copra 49% attacco, 59% ricez. pos., 50% ricez. perf. - Itas att., 53% ricez. pos., 41% ricez. perf.

Autore
Andrea Cobbe
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