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La Diatec comincia il 2014 con un harakiri

Nel giorno in cui la Diatec avrebbe potuto agganciare e superare (per quoziente set) Piacenza al secondo posto in classifica si è invece consumato un patatrac inatteso. Un black out nel gioco e nella determinazione, che segna una netta discontinuità fra la Trentino Volley vista nelle ultime brillanti esibizioni (ovvero contro Piacenza e Perugia) e quella di ieri sera. Sono tanti i fattori che hanno contribuito a questo rovescio interno, nel quale ci sono anche i meriti di Verona, ma prima di analizzarli uno per uno ripercorriamo quanto accaduto in campo.

Un attacco di Ter Horst (foto Trentino Volley)
Un attacco di Ter Horst (foto Trentino Volley)

Il primo set è un allenamento trentino
La frazione di avvio è un monologo della Diatec. Già il turno al servizio di Lanza porta cinque break point, costruiti con due passaggi a vuoto di Ter Horst (errore e muro subito), un attacco di Ferreira, un tocco ed muro di Suxho. Trento rigioca qualsiasi pallone e alla fine lo mette a terra costringendo alla resa gli scaligeri. La rotazione successiva il copione si ripete: cinque battute consecutive di Birarelli mandano in aceto il cambio palla di Verona, anche perché Ferreira veste i panni di superman, andando a segno con il muro per ben tre volte alla sua maniera, ovvero piazzando le mani in faccia all'attaccante avversario. Si arriva in un lampo sul 14-3. Roba da ko tecnico. Zingel è l'unico a tentare una reazione dall'altra parte della rete: lo fa con due ace su Colaci, un po' troppi per una jump float, ma la Diatec in questa frazione può permettersi di non farci caso. Si vola in un lampo verso la fine del set con il 59% in attacco dei padroni di casa e il 26% della Calzedonia. In ricezione Verona chiude con un terribile 29% di positive e 10% di perfette. Gasparini "vanta" il 10% in attacco, Ferreira già 7 punti all'attivo.

Dopo il cambio di campo la musica cambia e Satanassi ci mette del suo
Il copione era già stato seguito negli incontri casalinghi contro Latina e Città di Castello. Dopo una prima frazione impeccabile il giocattolo si inceppa. Verona comincia a forzare la battuta con Gasparini (suo attacco e pipe senza muro di White), poi Sokolov ha un passaggio a vuoto (errore del 5-8), imitato da Lanza, che si schianta sul muro di Gasparini (6-10). L'opposto bulgaro ha ancora le energie per suonare la carica dai nove metri con due belle battute (ace e muro di Birarelli su Gasparini), seguito da Birarelli (ace su White). L'aggancio sul 14-14 è tutta farina del sacco di Gasparini, che spara out un attacco senza muro davanti. Un regalo di Natale posticipato, che sembra aprire definitivamente alla Diatec la strada verso il secondo parziale, invece inaspettatamente i trentini si inceppano: pipe orribile di Lanza (palla out), primo tempo di Solè alle ortiche. Con fatica, grazie a due bordate di Sokolov, Trento si riporta addosso all'avversario (18-18) e sul 20-20 accade il fattaccio: Fedrizzi (entrato poco prima per un Ferreira dolorante ad un'anca) mura alla grande Gasparini. Il PalaTrento saluta il sorpasso, ma l'arbitro Satanassi fa ripetere il tutto, perché aveva fischiato quando il pallone non era ancora caduto a terra. Una gaffe che manda su tutte le furie la Diatec e costa il cartellino giallo a Roberto Serniotti. Fatto sta che lo scambio successivo Verona si sblocca e poi raccoglie anche un ace con Gasparini: dal 22-21 già scritto al 20-22. Trento reagisce con cattiveria, conquistando due break con Fedrizzi (muro) e Gasparini (errore), ma sul più bello (25-24) il cambio palla si paralizza: Sokolov subisce un muro di Anzani e Gasparini chiude 25-27. Costano carissimi i 5 servizi sbagliati (contro 2) e i 4 errori in attacco (contro 2), ma anche la svista dell'arbitro, senza la quale la frazione si sarebbe facilmente conclusa 25-23.

Nel terzo set tutti i problemi diventano macigni
Passare dal 2-0 all'1-1 trasforma tutti i problemi di giornata in pesi insopportabili. Dal 7-7 in poi, conquistato più grazie ai 4 errori veronesi che a meriti propri, la Diatec va nel pallone. Ad aprire le danze è un fallo di posizione di Sokolov, seguito da un attacco out di Lanza, due omaggi dei quali la Calzedonia non aveva alcun bisogno. Poi White fucila l'incerto Colaci con la battuta e Gasparini realizza l'8-12, che diventa 9-15 dopo il muro di Zingel su Sokolov e l'errore di Fedrizzi. Nel gioco di palla alta Trento ha già alzato bandiera bianca, non avendo un solo giocatore in partita. Nel finale la Diatec sbaglia quasi tutte le battute e a poco valgono gli ingressi di Sintini, Szabò e Burgsthaler (per un Solè completamente avulso dal gioco). Il 23% finale della Diatec in attacco dice tutto degli orrori mostrati, nonostante il 62% della ricezione.

Nel quarto set è lotta ad armi pari
Dopo il cambio di campo la terza forza del campionato prova a dare tutto, ma parte subito sotto 2-4 (errore di Lanza). Il turno in battuta di Ter Horst porta altri tre break point e sul 4-8 suonano già tutti gli allarmi rossi nella metà campo trentina, compreso quello del time out discrezionale. La ricezione fa acqua e Verona conduce senza affanni fino all'8-13, quando in maniera inattesa Trento trova la chiave per rientrare nel set nelle battute jump float di Suxho e nel muro. Al principio ci sono due gentili omaggi scaligeri (primo tempo di Anzani out e fallo di posizione di Gasparini, rilevato dal fiscalissimo Zucca), poi un muro di Sokolov e uno di Fedrizzi. La parità appare solo per un attimo sul tabellone elettronico (13-13), smembrata da un muro su Fedrizzi e uno su Burgsthaler al centro (14-17). Si occupa Sokolov di riportare sotto i suoi con un raro ace e una battuta che mette le basi per l'errore di Zingel (18-18). Lanza si fa murare ancora e così alla Diatec serve un disperato muro di Burgsthaler per riagguantare la parità in extremis sul 23-23. A questo punto altro doppio pasticcio: Fedrizzi scaglia la battuta in rete e Sokolov si fa murare da Zingel. Giù il sipario.

Un attacco di Lanza (foto Trentino Volley)
Un attacco di Lanza (foto Trentino Volley)

Tanti problemi in un colpo solo
Sul rendimento negativo della squadra hanno pesato molti fattori. In primo luogo Sokolov ha mostrato le corde, per la stanchezza, molto più di altri giocatori che avevano indossato come lui con la maglia della nazionale fino a pochi giorni prima, come Gasparini e Ter Horst: il suo 34% in attacco è roba mai vista in questa stagione. La concomitanza con l'infortunio di Ferreira, che Serniotti non ha voluto rischiare dovendo già pensare al doppio importantissimo scontro di Champions con Maaseik, ha avuto un impatto terribile sul gioco trentino, perché se è vero che Fedrizzi non ha demeritato, non è però giocatore al quale si può affidare un grande numero di palloni. Inoltre con Friz al posto di Alex si sono perduti tutti gli automatismi nella rotazione con il palleggiatore in posto-1, la più delicata in assoluto perché costringe l'opposto ad attaccare in posto-4 e la banda vicina al palleggiatore in posto-2. In quella rotazione Trento ha subito i due break point decisivi del secondo set (da 25-25 a 25-27) e altri due nel quarto set.
Assai negativa anche la prova di Lanza, che ha messo a terra 3 palloni su 21. Una media terribile, non riscattata con l'eccellente 79% in ricezione. Ad aumentare le insicurezze di un gioco già minato dalla sterilità dell'attacco su palla alta (16 su 59 fra Sokolov e Lanza) ci si è messa la giornata storta di Colaci in ricezione, che ha chiuso il cerchio.
Si può provare a spiegare la concomitanza di queste circostanze negative anche con altri due fattori. Il primo è la lunga pausa, che ha tolto alla squadra l'ottimo ritmo che aveva trovato prima di Natale: il gruppo era ormai abituato da tre mesi a giocare ogni tre giorni e il lavoro fisico e tecnico che si è voluto programmare dopo le feste ha lasciato scorie pesanti. La seconda è una variabile psicologica: la presenza di Stoytchev, Kaziyski, Juantorena e Raphael in tribuna ha probabilmente creato pressioni inconsce del tutto negative su alcuni giocatori, che forse avevano intenzione di dare il meglio di sé nella circostanza ed invece hanno finito per pagare la tensione. Che il tutto serva per crescere.

In Coppa arriva in dote Modena
L'ultimo turno del girone di andata ha dato vita al tabellone della Coppa Italia. Nei quarti di finale la Diatec affronterà in gara secca al PalaTrento Casa Modena di Bruninho, che ha chiuso al sesto posto, mentre Piacenza, possibile avversaria in semifinale, affronterà Vibo Valentia. Nella parte alta del tabellone Macerata giocherà contro Cuneo al PalaFonteScidella, mentre Perugia se la vedrà con Verona.

Autore
Andrea Cobbe
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