Battuta Modena 3-1, la Diatec alla final four di Coppa
Mettici due squadre che vantano una rivalità ormai lunga quindici anni, due tifoserie che si canzonano da lustri e tutta la tensione insita in un gara secca, che assegna un posto per la final four di Bologna senza possibilità di appello: ne ottieni, per forza di cose, una serata di grande agonismo, tutta da vivere in prima persona. Non si è certo pentito di aver trascorso la propria serata al PalaTrento chi ieri ha scelto di gustarsi il quarto di finale di Coppa Italia, perché è stata battaglia dal primo all'ultimo punto. Con l'eccezione, forse del secondo set, dominato in lungo e in largo dalla Diatec. E alla fine ha prevalso la squadra trentina, più solida tecnicamente, anche se Casa Modena ci ha messo il cuore e non si è data per vinta fino all'ultimo pallone.
All'inizio è Modena a condurre le danze
Non ci sono sorprese nei settetti iniziali. La Diatec comincia l'incontro molto contratta, il cambio palla fluisce, ma nella fase break il servizio non riesce a dare alcuna mano al muro, costretto a rincorrere senza bussola i tocchi veloci di Bruninho. Sul 2-3 Modena ha già chiamato per due volte il videocheck, il quale nella prima occasione dà ragione ai canarini, avvallando un attacco di Beretta valutato out da Cipolla (sì ancora lui, quello del 3-1 di Modena della stagione scorsa). Lanza è l'unico giocatore trentino che ha il coraggio di servire con una certa efficacia e infatti il suo turno in battuta è l'unico che procura fastidi al cambio palla emiliano. Due staffilate dai nove metri valgono altrettanti break: muro di Ferreira e attacco di Sokolov. Poi solo cambi palla, ad eccezione di una ace di Sala, che infila la lama in una ricezione a due (Colaci e Lanza) troppo sbilanciata verso l'interno del campo. Modena mette la freccia con Bartman in battuta, ma il primo break point (11-13) è una invenzione degli arbitri, che immaginano un tocco a muro di Suxho sull'attacco di Kovacevic, del tutto inesistente. La Diatec perde le staffe e va in apnea sul turno in battuta di Bruninho, che cerca con insistenza Ferreira: un errore di Solè in attacco, attacco di Bartman e uno di Deroo fanno 14-20. Un parziale pesante, che il colpo di coda finale della Diatec non può compensare. Se non altro, ancora con Lanza in battuta, i bianchi prendono la rincorsa per la partenza a razzo del secondo set, chiudendo 21-25.
Nel tabellino la differenza la si nota negli errori diretti (4-1 per Trento) e in ricezione (63% contro 40% per Modena).
Nel secondo set la Diatec sale in cattedra
Prima di perdere il treno per Bologna, dove si disputerà la final four di Coppa Italia, la squadra di Serniotti si rimette in carreggiata e nella seconda frazione dà lezioni di volley a Modena. A suonare la carica è capitan Birarelli, che dalla linea dei nove metri scarica cinque jump float in zona-5, sui 4 metri, terribili per i laterali modenesi, che vanno in aceto: oltre ad un ace, arrivano due errori in attacco di Kovacevic, un attacco di Sokolov e un primo tempo di Solè. Sull'8-2 la pratica è quasi archiviata, anche perché i gialli sembrano in grave difficoltà, come dimostra la facilità con la quale la Diatec ricostruisce con successo. La battuta di Birarelli, una rotazione dopo, fa ancora strame della ricezione modenese dando a Ferreira e Sokolov l'opportunità di esaltarsi in attacco. Tsetso mura anche i neo entrato Sket (21-9), gettato da Lorenzetti nella mischia per cercare qualche nuove soluzioni in posto-4, dove è notte fonda in tutti i fondamentali. E in questo sport senza l'apporto dei posti-4 non si va da nessuna parte. La frazione scivola via veloce senza emozioni.
Il tabellino parla di un 68% della Trentino Volley in attacco e di un 67% di positività in ricezione, numeri con i quali è impossibile perdere un set. Sokolov attacca con il 71% di positività, roba da centrali.
Nel terzo parziale sale la tensione, ma Trento c'è
Sull'1-1 ci si aspetta di vedere una battaglia alla pari. L'avvio della terza frazione è nel segno dell'equilibrio: a tre attacchi vincenti del redivivo Deroo (1-4) risponde Lanza con due attacchi e due belle battute (ace su Manià): 4-4. Lo stallo resiste fino al 9-9, quando Solè, serata difficile la sua, si ritaglia finalmente un ruolo da protagonista in battuta. Imitando il Birarelli del set precedente (8 break point), mette in crisi la coppia Deroo - Kovacevic con le sue jump float, sulle quali Sokolov e Birarelli edificano due muri, ai quali si uniscono un attacco di Tsetso e un errore di Deroo, al quale i tifosi modenesi riservano ripetutamente richiami come "svegliati!". Poi Sokolov estrae dal cilindro due battute fenomenali, che portano un ace e un muro di Birarelli sul solito Deroo. La Diatec scappa così sul 16-10, un allungo decisivo, anche se Modena ha la forza per rimontare grazie ad una serie di gentili omaggi della ditta Sokolov - Ferreira e alla staffilate al servizio di Bartman, l'ultimo ad arrendersi fra gli emiliani. Nel finale anche il portoghese trova un ace, portando a 3 il computo totale nel set.
Il tabellino è impietoso alla voce muri (5-0 per la Diatec) e alla vice battute, nella quale i padroni di casa vantano un rapporto ace - errori di 3-1, mentre gli ospiti chiudono con 1-3: la differenza è tutta nei due fondamentali base della fase break.
La quarta frazione è una lotta all'arma bianca
A questo punto Modena è con le spalle al muro. Deve vincere il quarto set o salutare la final four di Coppa Italia, alla quale un anno fa aveva preso parte. A riscaldare subito l'atmosfera ci pensa Bruninho, con una serie di battute micidiali: due violente, due cortissime, che mandano in tilt Ferreira e Lanza, dando la carica ai compagni. Sul 4-8 Trento può solo rimboccarsi le maniche e sperare di avere il tempo per recuperare. È ancora il turno in battuta di Solè a suonare la carica, grazie ad un ace su un Deroo sempre più in difficoltà e a un geniale muro di Birarelli sulla pipe del giocatore belga: il centrale azzurro riesce a leggere il gioco di Bruno meglio di altri e si vede. Ristabilita la parità il palazzetto diventa sempre più caldo e a gettare benzina sui carboni ardenti ci pensa Bartman, che dopo aver realizzato un fortunoso ace con l'aiuto del nastro, mostra le orecchie ai tifosi trentini con fare beffardo. I duelli sotto rete diventano sempre più accesi e quando Suxho e Bruninho si scambiano "apprezzamenti" sotto rete l'arbitro Cipolla esibisce il cartellino rosso ad entrambi. Cosa si saranno mai detti? Il tabellone regala così un punto a ciascuna squadra senza giocare. Trento rimane sotto di uno (13-14), che diventano due quando Deroo trova l'unico ace della sua serata su Ferreira (15-17). Attende il 17-19 la Diatec per reagire e lo fa con uno splendido ace di Sokolov, che "impallina" Deroo. Servono ancora due break point per evitare il tie break ed eccoli serviti: sul 20-21 Serniotti manda in campo Burgstahler per Solè e al primo balzo il centrale di Villazzano mura Deroo, un killer (21-21). Poco dopo Sokolov mette a terra, picchiando sulle mani del muro, un attacco preziosissimo e così fa anche nell'ultima azione del match, in un clima da semifinale scudetto.
Cosa ci è piaciuto
L'aspetto più importante del match di ieri sta senza dubbio nella capacità mostrata dalla Diatec di saper reggere la pressione di un appuntamento importante, senza prove di appello, e ieri sera non era facile risollevarsi dopo aver perduto il primo parziale giocando una buona pallavolo. Il muro e la difesa trentina hanno via via preso le misure al gioco veloce di Bruno, chiudendo Modena in un angolo dal quale avrebbe potuto uscire solo con una prova convincente dei laterali, che invece hanno faticato moltissimo: Kovacevic sta ritrovando il campo dopo una lunga assenza e non ha ancora i quattro set nelle gambe, ma Quesque è out per una distorsione e quindi deve giocare per forza; Deroo appare involuto rispetto ad un anno fa, fatica in attacco, in battuta e a muro, quindi Bartman ha dovuto fare quasi tutto da solo nel gioco di palla alta. Nelle file trentine prova "monstre" (per citare Bruno Bagnoli) di Sokolov, che ha attaccato con il 59% di efficacia e si è preso anche al soddisfazione di realizzare tre ace. Accanto a lui hanno brillato il solito efficacissimo Birarelli (71% in attacco e 4 muri), e Pippo Lanza, che in attacco ha risolto molte situazione difficili affidandosi al suo braccio velocissimo, che ha spesso anticipato il muro piuttosto lento di Beretta e Sala. Bravo anche Suxho a tenere in pugno il gioco di squadra. Colaci ha vinto la sfida con l'ex azzurro Manià, incassando un solo ace.
Cosa non ci è piaciuto
In primo luogo non abbiamo compreso la scelta di designare Matteo Cipolla a dirigere una gara delicata come questa. Dopo il pasticcio che aveva combinato nella passata stagione a Modena forse non era il caso di insistere. Ha distribuito cartellini in dosi massicce (quattro fra terzo e quarto set), ha sbagliato alcune valutazioni (e ci può stare), ha interrotto un paio di azioni per fischi inappropriati. In campo Bruninho ha confermato le proprie grandi qualità, ma al suo fianco non ha due centrali "vocati" per l'attacco come quelli di due stagioni fa (Creus e Kooistra) e quindi fatica a rendere imprevedibile il proprio gioco. Inoltre in posto-4 non trova sponde affidabili e quindi finisce per servire fin troppo, per i suoi gusti, l'opposto. Modena ha faticato molto anche in battuta, ancora di più a muro e per ora non appare squadra da semifinali. In casa Diatec ha pagato la pressione Solè, del quale ci sarà un gran bisogno nella semifinale di Coppa Italia contro la Piacenza di Simon e Fei, e va ancora a corrente alternata Ferreira, che comunque ha fatto il suo.