A Modena la Diatec va a terra, risorge e si suicida
Per la prima volta da quando prende parte ai playoff, ovvero da dodici campionati consecutivi, la Trentino Volley esce di scena senza avere vinto una sola partita. È questo l'amaro risultato che lascia in dono agli annali e ai tifosi il triste finale di campionato riservato da questa stagione: dal 2 febbraio in poi, complici gli infortuni di Sokolov prima, Szabò poi, Birarelli e Ferreira poi, il rendimento della squadra è crollato ed ha portato a nove sconfitte in dodici partite ufficiali: 0-3 a Macerata, 0-3 a Belgorod, 1-3 in casa con Cuneo, 0-3 in casa contro il Belgorod, 0-3 in casa contro Modena, 0-3 a Piacenza, 1-3 in casa contro Perugia, 0-3 in casa con Modena, 1-3 a Modena. Il fatto che i playoff siano cominciati a soli quattro giorni dal termine della regular season non ha aiutato la squadra di Serniotti a ritrovare lo stato di forma perduto, così come non l'hanno aiutata il rendimento ondivago di troppi giocatori. Purtroppo il tecnico piemontese ha trovato la "quadra" solo da metà del secondo set di gara-2 (ieri pomeriggio), schierando un sestetto con Sintini in regia e Fedrizzi in posto-4, rispettivamente per Suxho e Ferreira. Ma quando il tie break sembrava cosa fatta, Sokolov ha sbagliato tre attacchi di fila, dilapidando tre set point che hanno rianimato dalla tomba una Modena calata e ormai rassegnata al quinto parziale. La stagione ha così riservato un finale incredibile, così come incredibile è stato il black out del primo set, che la squadra trentina è riuscita a perdere dopo essere partita avanti 4-9. Un po' come aveva fatto nel primo parziale di gara-1, quando si era fatta rimontare un perentorio 16-9.
Il set di avvio ripropone l'incubo di giovedì
L'avvio del match sembra fatto apposta per dare fiducia alla Diatec, reduce da una batosta terribile in gara-1. Con una serie di servizi accorti e un ottimo lavoro del muro Suxho e compagni si portano avanti addirittura 2-7, in un PalaPanini ammutolito. Il primo break arriva grazie ad un muro di Birarelli su Ngapeth, gli altri tre grazie alle jump float dello stesso capitano, capitalizzate da un muro di Ferreira su Bartman, da uno smash e da un primo tempo di Solè, molto reattivo. Tutto facile? Macché, basta un alito di vento, come ben sappiamo, per alterare gli equilibri in quella metà campo, ed infatti è sufficiente che vada al servizio Kovacevic (forse l'unico posto-4 della serie A1 italiana che batte una jump float) per vedere la ricezione ospite soffrire le pene dell'inferno: Beretta mura una pipe di Ferreira, pessimamente congegnata da Suxho (troppo vicina alla rete), poi Ferreira scaglia in rete un attacco al termine di un'azione raffazzonata, infine Suxho commette invasione per andare a prendere una ricezione di Colaci destinata a finire nell'altro campo: 8-9 e tutto da rifare.
La Diatec compensa un errore di Lanza in attacco con un mano e fuori di Ferreira (break e contro break), così si arriva ad un altro turno al servizio di Kovacevic sul 15-16. Dopo le indecisioni della rotazione precedente, pensiamo tutti, non cadranno di nuovo nella trappola di queste jump float... Invece sì: due ricezioni lunghe consecutive di Colaci portano a due smash in fotocopia di Ngapeth, che valgono il sorpasso (17-16) e caricano tutto il palazzetto al punto da ridurre in cenere la squadra di Serniotti, che finisce in un baratro. Ngapeth mura Sokolov (19-17), poi sul 20-18 va al servizio Sket e la Diatec ne combina di cotte di crude: prima Suxho alza un palla per nessuno, Ferreira subisce l'ace, arrivano due errori in attacco di Sokolov, infine un ace dello stesso Sket sui piedi si Sokolov, che salta per lasciare uscire un pallone destinato a finire sotto i suoi piedi: ace. Come trasformare un 15-16 in un 25-18 in cinque minuti.
Il rientro in campo aggiunge amarezze ad amarezze
Come accaduto in gara-1, il contraccolpo psicologico per aver perduto una frazione in quel modo si fa immediatamente sentire:
con due soli turni al servizio, quello di Bruno e quello di Ngapeth, Modena va sull'8-1, annichilendo la Diatec. A balbettare sono tutti i fondamentali, la ricezione, il palleggio e l'attacco. I punti numero 2 e 3 sono errori di Sokolov e Lanza, il 4-0 un incredibile attacco di Ngapeth eseguito quasi da fondo campo e lasciato sfilare da tutti i giocatori trentini. Poi arrivano due muri di Bartman, un primo tempo di Sala e un pallonetto dell'opposto polacco. E ce n'è ancora: sul 10-3 Sintini (entrato sull'8-1) commette invasione per recuperare l'ennesima ricezione lunga e Lanza commette invasione attaccando da seconda linea. Sul 14-5 ci sono i presupposti per una debacle come quella vista nel secondo set a Trento. Ad impedirla è la prima reazione della Diatec, che con Fedrizzi in campo al posto di Ferreira comincia a girare. Tre break point con Sintini al servizio (Sokolov si risveglia dal letargo), uno grazie ad un muro a uno di Jack su Kovacevic, un altro grazie ad un attacco del ritrovato Tsetso, infine, sul 23-18, l'ultimo colpo di coda grazie a un muro di Lanza e uno di Solè (23-20). Casa Modena fa appena in tempo a chiudere il set sul 25-19 con uno smash di Sala.
Il terzo set regala i primi (e unici) sorrisi
Messa ormai spalle al muro, la Diatec capisce che deve cambiare marcia per non chiudere la propria stagione con un umiliante doppio 0-3. Nella terza frazione parte a razzo grazie ad un ottimo turno al servizio di Fedrizzi: le prime due staffilate valgono un muro di Sokolov e uno di Solé (entrambi su Ngapeth), la terza è un ace su Deroo, schierato da Lorenzetti al posto di uno spaesato Kovacevic. E non basta, perché dopo aver conquistato l'1-4 iniziale, gli ormai ex campioni d'Italia si tengono il cambio palla fino al 6-9 e poi dilagano ancora nella rotazione avviata dai servizi di Sintini: attacco di Fedrizzi, errore di Bartman, muro di Fedrizzi su Bartman e 6-12 servito. Modena prova ad aggrapparsi alla battuta e con Beretta trova un ace grazie alla errata valutazione di un Colaci, che si abbassa sicuro, sbagliando clamorosamente valutazione. Gli emiliani vengono tenuti a distanza di sicurezza fino al 16-18, quando Deroo mette in campo tre ottime battute, foriere di un muro di Beretta, di un ace su Colaci (tanto per cambiare) e di un errore di Sokolov. È il sorpasso: 19-18. Per una volta, però, la Diatec non si fa intimidire e rimette la freccia, volando alla conquista del set: Serniotti inserisce Suxho per Sintini, lui serve bene e Bartman mette sul piatto due attacchi lunghi consecutivi, uniti ad un imperioso muro al centro di Solé su Beretta (19-22). Solé mura anche Ngapeth (20-23) e blinda il set.
Nel quarto parziale la Diatec controlla, poi il patatrac finale
Se sia vera gloria, il successo del terzo set, può dircelo solo la frazione successiva. L'avvio è molto promettente per la Diatec, aiutata da un Bartman sempre più nella buca. Sul 4-5 Beretta manda alle ortiche un primo tempo e Fedrizzi va a segno con l'attacco del 4-7. Poi il cambio palla (che finalmente passa con regolarità al centro) difende il vantaggio fino al 9-11, quando Bartman trova l'ace su Fedrizzi per il 10-11. Sull'11-12 l'arbitro Sampaolo lascia correre uno smash di Ngapeth sulle mani di Sintini (che prova a palleggiare) e si accende un parapiglia, terminato con un cartellino rosso per il francese e uno per il romagnolo. Non cambia nulla, da 12-12 si va sul 13-13. A questo punto Trento ha la forza per scappare via di nuovo con autorità, mostrando la solidità del nuovo assetto di gioco: Birarelli batte bene per tre volte, il resto lo fanno due errori di Ngapeth e un gran muro di Sintini sul francese, ormai sotto terra. La Diatec è carica come una molla, incassa un break (Lanza spara out), ma si rifà subito (attacco out di Deroo) e si arriva così sul 21-24: basta un solo punto per portare la contesa al tie break ed aprire scenari impensabili solo fino a un'ora prima. E qui accade l'imponderabile: batte Sket, ottima ricezione, Sintini libera Sokolov con il muro a uno e lui si fa "schiantare" da Kovacevic (22-24); batte Sket, ricezione precisa, palla nuovamente dietro a Sokolov, che tira sul nastro: sulla facilissima ricostruzione Deroo fa 23-24. Time out di Serniotti. Batte ancora Sket e Sintini, dopo averlo concordato con Tsetso, lo libera ancora una volta con il solo muro di Kovacevic davanti e anche stavolta il serbo lo fulmina, facendo saltare in aria il PalaPanini, che non crede ai propri occhi. Fedrizzi trasforma miracolosamente il cambio palla del 24-25 e ad annullare l'ultimo set ball trentino ci pensa Kovacevic in attacco, che passa fra Sokolov e Solé. A questo punto Modena pesca un altro incredibile jolly: Angelo Lorenzetti toglie Kovacevic dal servizio per rimandare in campo Ngapeth, una mossa che viene fischiata dal pubblico. Il francese, uscito di gara nel terzo e quarto set, ritrova improvvisamente la verve: tira fuori dal cilindro il suo unico ace della serata, impallinando Colaci, ancora una volta colpito a pochi centimetri, e poi mette a terra la pipe dopo un'altro pasticcio trentino in fase di ricostruzione (Colaci alza una palla troppo staccata da rete a Sokolov, che deve addirittura palleggiarla). Come suicidarsi in sei mosse. Come terminare la stagione il 30 di marzo.
Le riprese degli ultimi punti: c'è un'invasione di Kovacevic non ravvisata
Ecco le immagini degli ultimi incredibili otto punti del match, ripresi dalla nostra telecamera. Si nota abbastanza chiaramente che il primo muro di Kovacevic (22-24) è viziato da una invasione non riscontrata da nessuno dei due arbitri, il cui sguardo era già proteso verso il campo trentino. Il serbo tocca il nastro con il braccio sinistro e muove chiaramente la rete: il set a quel punto era chiuso sul 21-25!