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B2 Femminile

Un derby spettacolare premia il Torrefranca

Effetto derby. Può sembrare strano, ma una partita delicata come il derby può essere davvero un momento a sè stante. Che si esula da discorsi di classifica, punti, playoff o salvezze varie. Un derby può essere due ore e passa di gioco condito da decisioni arbitrali contestate, infortuni, cose belle e brutte e, soprattutto, una bella partita di pallavolo. Lasciando DeltaDator Torrefranca e Ata Domonet in due situazioni molto differenti, l’una in paradiso e l’altra no. Un suo piccolo spazio in purgatorio, invece, se lo strappa l’Argentario Ma.F. Srl, che con il primo punticino portato a casa ha cominciato a muovere la classifica.

QUI DELTADATOR TORREFRANCA - Ancora le biancoblù non sono al meglio, ancora qualche errore di troppo finisce in cascina, ancora troppi spazi all’avversario di turno vengono concessi, qualche imprecisione e un gioco ancora non del tutto fluido. Eppure, alla fine il DeltaDator ha messo sul piatto le carte giuste per girare un incontro che sembrava essersi messo abbastanza male per Bortolotti e compagne. Marchesini ancora non è al meglio e si vede, risente del non aver potuto allenarsi con continuità in questo inizio di stagione. L’affiatamento con il resto della squadra ancora deve essere regolato, un po’ con le centrali in stato di grazia in queste settimane e un po’ su palla alta, dove la regista bolognese applica alla lettera il gioco veloce e la palla spinta che vuole Koja ma ancora con le varie Barbi, Gasperotti e Roberta Bortolotti l’intesa non è perfetta. Il ritorno in regia di Francesca Bortolotti ha permesso un gioco più rodato e, soprattutto, più solido alle biancoblù. Barbi (spostata in un ruolo dove rende parecchio in attacco a muro come quello di opposto) e Roberta Bortolotti nel quarto e nel quinto set sono salite in cattedra, l’attacco di Mattarello s’è fatto più pressante e la vittoria nel derby è servita. Alla fine coach Koja ha potuto contare in partita su tutte le titolari pensate questa estate, ma il problema delle tante assenze si fa comunque sentire in casa Torrefranca. Se non in partita di certo in allenamento, dove le prolungate assenze di alcune ragazze non ha permesso all’allenatore albanese di lavorare sul gioco di squadra. Di rodare, sperimentare e “tarare” il gioco pensato per questa squadra e, da qui, ne nascono i problemi di costruzione del gioco evidenziati per almeno tre set sabato sera. La vittoria in un derby per il morale è un ottimo toccasana, ma adesso per le biancoblù si apre la fase delle conferme. Ovvero bisogna, recuperando una dopo l’altra le infortunate, stabilizzare il gioco e trovare le necessarie certezze e sicurezze. Il che fa rima con la parola “punti”, indispensabili per tornare a respirare l’aria playoff a cui la società ambisce.

QUI ATA DOMONET - A differenza delle “cugine”, l’Ata Domonet un suo gioco piuttosto definito lo ha già potuto affinare. Un gioco che ha permesso alle atine di giocare sempre punto su punto con una squadra più esperta. Un gioco che cresce con il passare delle partite, da una Coppa Italia da comprimari ad un inizio di campionato in crescendo andante. Nei primi tre set le bianconere di via Fersina sono riuscite ad avere un’ottima ricezione e grazie a quella Gardumi può chiamare spesso in causa le sue centrali, alleggerendo così alla Prandi il ruolo di “braccio armato prediletto”. L’infortunio alla Avancini ha tolto all’Ata un altro possibile sbocco offensivo che in queste settimane era in un buono stato di forma. Ma al suo posto, insieme a Pivato, la Domonet ha trovato - anche un po’ a sorpresa - un’altra prestazione da Elisa Battistoni, 15 anni e un derby giocato senza troppi timori. Uno dei simboli di quest’Ata Domonet in crescita l’ex laterale del Basilisco, partita timida in Coppa Italia e ora in campo senza paura contro gente che ha circa il doppio dei suoi anni. Queste ultime tre gare, la vittoria sull’Argentario ed i due punti conquistati con Villorba e Torrefranca, devono servire soprattutto a questo. A far prendere alle ragazze esordienti nella categoria maggiore convinzione, sicurezza e tranquillità. A farle giocare sciolte e tranquille, per lavorare su un gioco di squadra sempre più stabile e solido che, quando arriveranno gli scontri diretti e le gare “da vincere” contro altre squadre che puntano alla salvezza, si riesca ad imporre il proprio ritmo e le proprie potenzialità. Queste cinque gare contro le cinque big del girone sono molto propedeutiche per la crescita futura della squadra, se tutte manterranno la stessa concentrazione e la medesima “fame” allora potranno uscire da questa cinquina magari con qualche sconfitta e pochi punti, ma con una bella dose di morale e convinzione in più da spendere negli scontri diretti. In quelli scontri diretti che, per un obiettivo o per l’altro, negli ultimi tre campionati sono sempre stati il tallone d’Achille della società delle Acquecalde. Ma che quest’anno, con in ballo una delicata salvezza, non si possono più sbagliare.

QUI ARGENTARIO MA.F. SRL - Il primo mattone è stato messo lì, proprio nell’angolo. Il primo mattone dal quale ripartire per costruire la salvezza. Dopo quattro sconfitte di fila una prima scossa positiva doveva arrivare, certo vincere sarebbe stata una flebo importantissima ma anche il riuscire a smuovere la classifica è una medicina che può far girare la situazione. L’apprendistato nella categoria per l’Argentario ormai deve finire, per salvarsi servono anche i punti. Via via che passano le partite gli errori diminuiscono, le certezze crescono e su questa strada serve arrivare sino alla consapevolezza di potersela giocare contro tutto quel grande manipolo di squadre che puntano alla salvezza. Contro il Novello Vicenza, squadra meno facile da battere di quanto dica la carta d’identità delle ragazzine della rosa, si è visto un Argentario capace di andare sotto e tornare a prendere l’avversario, un Argentario capace di giocarsela punto su punto. Un paio di sbavature (leggasi, incomprensioni in ricezione) sono costate un set che poteva portare uno o due punticini in più nelle casse di Cognola, ma quello che è più importante è che il gioco delle cognolotte ormai sta prendendo il ritmo della B2. La ricezione sta girando bene, in attacco su palla alta qualcosa deve essere ancora registrato con una Castellano in cerca di una maggior concretezza e l’assenza di una picchiatrice in posto-4 come Nicolini (sostituita in attacco solo in parte da Sala e Marconcini, schiacciatrici più ricettrici che picchiatrici). Ma con una ricezione che sta girando a dovere coach Napolitano vuole fortissimamente vuole che le sue centrali siano usate con costanza in attacco. Fink e Fontanari il loro lo fanno, anche se l’alternanza continua fra Foresti e Grober in regia non sempre permette di lavorare su intese che quelle sono e quelle restano. Adesso che si è rotto il ghiaccio con la classifica le biancoazzurre devono solo proseguire su questa squadra, con calma e - soprattutto - senza pericolosi cali di testa. Senza lasciarsi prendere da sconforto o cali di concentrazione, viceversa tenendo alte in testa voglia di fare e di dimostrare di valere la categoria.

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