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Argentario e Torre volano, l'Ata cade con onore

Prosegue la marcia di avvicinamento verso le zone tranquille della classifica di DeltaDator Torrefranca e Argentario Ma.F. Srl, giunte rispettivamente alla seconda e alla terza vittoria di fila. Quinto ko consecutivo, invece, per l’Ata Domonet che però esce a testa alta dal confronto con la capolista Pan d’Este Padova, dopo aver lottato punto su punto per tre set.

QUI DELTADATOR TORREFRANCA - Secondo, netto, successo di fila per il DeltaDator Torrefranca. Alle biancoblù basta poco più di un’ora per liquidare la pratica Elpis Meolo, in una gara senza mai storia. Troppo ampio il divario fra le biancoblù di Mattarello e la matricola veneziana, già piegata nettamente anche dall’Argentario sette giorni prima. Una partita sempre nelle mani del sestetto di Koja, con Basadonne e Paolucci ancora in formato “monstre”. A muro le biancoblù hanno, infatti, fatto il bello e cattivo tempo, con la centrale brentegana autrice di nove block diretti e l’ex posto-3 di Volano e Marzola di quattro muri personali. Se poi anche la palla alta viaggia senza grossi patemi, allora più di una partita questa sfida diventa un autogrill dove fermarsi giusto il tempo di ritirare i tre punti e poi via a casa. Proprio all’ultimo Sommadossi è costretta a dare forfait per influenza e Koja opta per Francesca Bortolotti titolare al posto della Marchesini. Una precisa scelta tecnica quella dell’allenatore albanese, che pagherà vista la buona prova in regia (e la rodata intesa con le centrali) dell’ex regista del Marzola. Pronti via e il Torrefranca mette subito le cose in chiaro: 0-10. Meolo è praticamente ancora negli spogliatoi (6-16), chiudere il set ormai è pura formalità. La gara torna in equilibrio per metà secondo parziale (15-16), prima che le centrali e Barbi non scavino il break decisivo (16-21). Terzo set condito ancora da filotti al servizio ed a muro, col DeltaDator subito avanti 1-8. Vantaggio che basta e avanza (10-16) per andare a chiudere i giochi senza patemi. Alcune belle prestazioni e un paio di vittorie di fila, il toccasana giusto per girare una stagione iniziata sotto una cattiva stella. Adesso il DeltaDator sembra aver trovato la giusta continuità e, soprattutto, su un assetto di squadra con le sue certezze in attesa di tornare a poter contare su alcune varianti tattiche con i recuperi (a gennaio) di Sani e Casagrande. Da qui a Natale le biancoblù sono attese da altre gare nelle quali si possono portare a casa altri punti ed altre vittorie importanti (Verona e Argentario), prima di un finale di girone d’andata da cuori forti con le sfide con Monfalcone (vera sorpresa di questo inizio di stagione) e con le corazzate Torriana e Villorba.

QUI ARGENTARIO MA.F. SRL - E sono tre. L’Argentario cala il suo tris d’assi facendo suo anche lo scontro diretto con l’ altra matricola Antares Verona, che vale la terza vittoria consecutiva. Un successo pieno e meritato, con una Castellano - non fermata nemmeno dalla febbre sopraggiunta proprio all’ultimo venerdì - mattatrice con i suoi 24 punti e un’ottima prova corale. Le biancoazzurre con questi tre punti escono dalla zona retrocessione, andando a coronare un ambiento al nuovo campionato durato le prime gare e ora completamente assimilato. Un successo che fa morale anche in vista dei prossimi, delicati, match contro le prime della classe in questo finale di andata. Con Facenda a mezzo servizio causa problemi al ginocchio e senza Fink scavigliatasi nella gara di sette giorni prima col Moelo, l’Argentario è riuscito a metter in campo un’ottima ricezione, cosa che ha permesso a Foresti di gestire con regolarità il cambio palla e l’attacco al centro. Centrali dove sia la Fontanari che la giovane esordiente Armatura hanno fatto male, con quest’ultima autrice di una bella prova dopo esser partita per la prima volta quest’anno da titolare. L’Antares in battuta non punge cosa che, invece, riesce sempre benissimo al sestetto di Napolitano. Ben 10 gli ace diretti della squadra della collina, capace di imporre sempre e comunque il proprio ritmo alla partita. Ed anche quando l’ace non è arrivato subito ecco che la ricezione veronese ha faticato non poco, cosa che ha tagliato presto le gambe al temibile attacco di palla alta di Mastrosimone e compagne. Tanto che a Greca Pillittu, allenatrice dell’Antares, non è bastato nemmeno cambiare praticamente tutto il sestetto nel corso della gara per trovare la quadratura del cerchio. Con il morale alle stelle e una classifica che sorride l’Argentario può adesso guardare con fiducia a questa difficilissima parte finale del girone d’andata, per arrivare alla boa di metà campionato in una buona posizione di classifica. Sabato a Cognola arriverà Monfalcone, squadra che partita per salvarsi ora veleggia nell’alta classifica, non imbattibile certo ma da prendere con le pinze. Dopodichè sarà la volta del “Derby di Natale” con il DeltaDator Torrefranca, prima di vedersela in gennaio con Villorba, Udine e Pan d’Este. Grandi sfide tutte d’un fiato, nelle quali le biancoazzurre potranno cercare dei bei colpacci. Sabato, però, brutta tegola per l’Argentario. Durante il riscaldamento a Verona, infatti, Gerti Fink ha rimediato una distrazione al ginocchio destro. Ancora da valutare la gravità del problema, anche se la sensazione è che per un po’ la centrale altoatesina dovrà starsene a riposo.

QUI ATA DOMONET - Una bella Ata Domonet combatte, gioca bene ma, alla fine, non riesce a spuntare nemmeno uno o due (meritati) set contro la capolista Pan d’Este Padova. Tre set giocati sempre punto su punto, con le atine brave a sbagliare poco ed a non farsi travolgere dal ritmo delle tre “animali” da palla alta Dalla Fina, Salmaso e Pasquato. Ritmo che, a dir il vero, non è stato quello visto in altre occasioni per le patavine prive dalla regista titolare e con in campo la seconda alzatrice, Innocenti. Ma con atlete di così grande potenziale su palla alta se non si chiude il colpo alla prima, alla seconda volta la palla è quasi sempre giù. E’ mancata all’Ata Domonet la zampata finale, ma il gioco espresso fa ben sperare per il prossimo filotto di scontri diretti per la salvezza che attendono Gardumi e compagne. Una gara nella quale le bianconere di via Fersina hanno trovato in un attacco sì più leggerino delle avversarie ma molto intelligente, leggasi pallonetti e palle piazzate, la chiave per tener testa ad una squadra molto fisica e che a muro s’è fatta sentire. Con una serie di questi attacchi le bianconere delle Acquecalde sono spesso riuscite a bagnare le polveri delle patavine, costringendole a sudare per espugnare il PalaBocchi. Ata che ha trovato alterne fortune in battuta, mentre a muro Adamoli (3 block diretti) si conferma centrale avvezza soprattutto al muro. E’ mancata un po’ di continuità e di positività su palla alta alternativa a Prandi (14 punti), con Avancini e Damonte (autrici rispettivamente di 6 e 3 punti) non sempre efficaci sotto rete. Primo set e Salmaso spinge Padova (4-8 e 4-10), ma piano piano da brava formichina l’Ata Domonet riesce a recuperare (10-12 e Adamoli impatta 12-12). Qualche errore di troppo atino spinge Padova (13-16), ma l’Ata non demorde (Prandi 18-19) prima che Dalla Fina sigli il break decisivo (18-22). L’ace di Gardumi fissa la parità anche nel secondo set (14-14), con i due sestetti a braccetto sino al 20 pari. Dalla Fina allunga (20-22) ma Prandi c’è (23-23), prima che la stessa schiacciatrice non chiuda i giochi. Copione identico nel terzo set sino al 21-21, quando Salmaso trova l’allungo (22-24) e poi la stessa sciacchiatrice mancina chiude i giochi. Ora, finito il “ciclo terribile” contro le cinque squadre sulla carta più forti del campionato con 2 punti in saccoccia e alterne fortune, per l’Ata sarà importante tenere lo stesso gioco e la stessa voglia vista sabato contro il Pan d’Este. Da qui sino alla fine dell’andata, infatti, arriveranno scontri diretti per non retrocedere. Prima, domenica, la trasferta di Montecchio e quindi in rapida successione Vicenza, Trieste e Meolo. Gare da vincere non solo per la classifica, dove il penultimo posto è una piazza scomoda per le bianconere, ma anche per il morale e per prendere la necessaria convinzione. Che spinga le bianconere nel girone di ritorno.

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