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Trentino-Friuli 0-3: tutte sconfitte le nostre

Friuli batte Trentino 3-0. Tripla sconfitta per i sestetti in rosa di casa nostra, tutti e tre sconfitti da squadre friulane. E si tratta di sconfitte pesanti, soprattutto per quel che riguarda l’Ata Domonet caduta per mano della cenerentola Trieste. Anzi, dell’ex cenerentola visto che ora è la squadra di Mongera ad occupare l’ultimo posto della classifica. Cadono anche DeltaDator Torrefranca nello scontro diretto per i playoff contro il Torriana Gorizia e l’Argentario Ma.F. Srl, che non è riuscita a strappare punti salvezza all’Atomat Udine.

QUI DELTADATOR TORREFRANCA - Dopo cinque vittorie di fila s’interrompe la striscia positiva del DeltaDator per mano di un Torriana che uscendo vittorioso in quattro set dal PalaBocchi centra il suo settimo successo consecutivo. In uno scontro diretto per la zona playoff le biancoblù di Mattarello sono andate spesso in affanno in ricezione, riuscendo a giocare alla pari solo a corrente alternata e trovando una buona continuità in attacco soltanto a sprazzi. Contro una squadra molto simile al Torrefranca, buona ricezione e grande uso delle centrali (Galasso e Cecconi, autrici di ben 25 punti in due), Gasperotti e socie non sempre sono riuscite a mandare il tilt il gioco friulano col servizio. Con una ricezione a “singhiozzo” due sbocchi offensivi importanti come Paolucci e Basadonne hanno faticato a trovare continuità, così gran peso dell’attacco è caduto sulle spalle del trio di palla alta con la sola Bortolotti (37% in attacco) in palla mentre Barbi (21%) e Gasperotti (17%, bersagliata in battuta dalle friulane) non hanno trovato il ritmo giusto. La notizia più bella in casa DeltaDator è il ritorno, quantomeno in panchina, di Elisa Casagrande anche se non è ancora ovviamente pronta per entrare in campo. Non dovrà operarsi l’opposto di Martignano per sistemare la lesione al menisco, anzi può tornare ad un blando lavoro in palestra anche se ovviamente senza forzare o rischiare nulla. Strappare qualche punto al Torriana, in uno scontro diretto, sarebbe stato oro per il DeltaDator, che resta comunque agganciato alla zona playoff distante appena tre punti. Questa fase del campionato è molto importante in casa DeltaDator. Sabato altro scontro diretto in casa del Villorba targato Carla Busetti, prima di cominciare il girone di ritorno nello stesso modo in cui si sta chiudendo questa andata, a base cioè di scontri diretti. A cominciare dalla trasferta in casa di Udine, passando per l’impegno interno con la capolista Pan d’Este per finire. Una striscia di quattro partite, dal Torriana al Pan d’Este, nelle quali fare punti vorrebbe dire restare sempre più in zona playoff. Aspettando poi un filotto di partite più “abbordabili” che il calendario riserva alle biancoblù di Mattarello nella parte centrale del ritorno. Periodo nel quale Gasperotti e compagne dovranno “passare alla cassa”, dovranno cercare cioè di incamerare più punti possibili per giocarsi fino in fondo l’accesso alla post-season.
LA CRONACA DEL MATCH - Torre subito avanti 7-0 nel primo set con Francesca Bortolotti al servizio, ma il Torriana impatta già sull’11 pari e poi mette il naso avanti (16-20) soprattutto per merito di una battuta molto velenosa. Nel secondo set il Torrefranca trova il ritmo giusto in battuta (8-4 e 16-9), Torriana è alle corde e per il DeltaDator il parziale diventa una passerella. Nel terzo parziale l’equilibrio dura sino al 14 pari, poi le friulane pescano un parziale di 0-8 (14-22) che uccide il set. Torriana avanti anche nel quarto set (2-8 e 12-16), il Torre soffre in ricezione e non riesce più a reagire.

QUI ARGENTARIO MA.F. SRL - Quarta sconfitta di fila per un Argentario ancora troppo discontinuo e che, contro la “corazzata” Udine che mira ai playoff, soffre in ricezione ed è leggerino nei suoi posti-4. Facenda (1 punto su 22 attacchi), Marconcini (0) e Sala (18% per cento in attacco) collezionano appena sei punti in tre in tutta la gara e con una ricezione ballerina i primi tempi sono pochi. Tutto l’attacco, così, dipende dalla sola Castellano (38%) ma contro un’Udine che batte bene e difende tanto non basta. «Siamo in fase di carico fisico - spiegherà alla fine coach Napolitano - perdere ora, nell’andata, queste partite con le prime della classe ci sta. Dobbiamo mettere benzina nel motore per il futuro e per gli scontri diretti per la salvezza». Dopo il bel filotto di vittorie nella parte centrale di questa andata la ricezione, fondamentale che aveva avuto la sua grande importanza in quei tre successi di fila, ha cominciato ad accusare qualche giro a vuoto. Recuperare solidità in seconda linea è uno degli obiettivi a breve termine per la squadra di Maurizio Napolitano, in modo tale da poter recuperare un efficace attacco con le sue centrali e poter sgravare di eccessive responsabilità la sola palla alta. Persa la Nicolini (a proposito, fra un paio di settimane il martello di Storo dovrebbe tornare in palestra per ricominciare ad allenarsi o quantomeno per ricordarsi come è fatto un pallone dopo quattro mesi di stop) s’è persa la schiacciatrice più pesante in attacco, ma tanto Facenda che Sala che Marconcini hanno dimostrato che quando possono giocare in velocità possono far male. Ecco perchè serve recuperare solidità in ricezione, per cercare di sfruttare le caratteristiche di un’Argentario che punta tutto sugli scontri diretti per salvarsi. Il quintultimo posto che vorrebbe dire permanenza in B2 dista appena due punti, nulla è ancora compromesso anche se il momento è di quelli tosti. Dopo le partite con Villorba e Udine le biancoazzurre della collina affronteranno ora la gara più dura, quella con la capolista Pan d’Este Padova. La gara che chiuderà questo ciclo “terribile” contro alcune delle prime della classe, prima di un girone di ritorno nel quale le cognolotte (a parte la gara della seconda giornata con il Torriana) avranno tutti di fila gli importantissimi scontri diretti con Montecchio, Ata Domonet, Godigese, Novello Vicenza, Trieste, Meolo e Antares Verona. Ovvero, il momento decisivo della stagione della matricola della collina, nella quale si giocherà la permanenza nella quarta categoria nazionale.
LA CRONACA DEL MATCH - In campo da titolari Grober regista, Fink al centro e Marconcini di banda con Facenda, ma è subito Udine a mettere il naso fuori (4-8). L’Argentario in ricezione soffre molto (7-16 e 11-20), così il set è un monologo friulano. Nel secondo set Armatura prende il posto di una spenta Fontanari ma Udine è sempre avanti. Un turno in servizio di Grober riporta sotto le biancoazzurre (13-15), ma la scatenata centrale Ceolin e la banda Giabardo spingono Udine (17-22) fino alla conquista del set. Dentro Foresti in regia nel parziale successivo ma l’inizio del terzo set è da incubo: 0-7 per Udine. Lodolo e socie controllano il match (9-16), l’Argentario prova la rimonta (ace di Castellano 19-22) ma quando ormai è troppo tardi per impensierire la squadra di Edy Liani.

QUI ATA DOMONET - Quello che non doveva accadere è accaduto. Doveva per forza vincere l’Ata Domonet sul campo della cenerentola Libertas Trieste per rilanciarsi in chiave salvezza. E, invece, è arrivata una prova ancora una volta scialba, incolore, piena di paure, confusione e pressione. Trieste vince la sua seconda gara quest’anno e supera in graduatoria proprio le atine, ora ultime da sole in classifica. Per le bianconere delle Acquecalde è la diciassettima sconfitta stagionale in diciotto gare, un ruolino di marcia pesantissimo e, con questa sconfitta, che pesa come un macigno non solo sulla graduatoria ma soprattutto sul morale di tutto l’ambiente. La classifica vede la zona salvezza ad appena sei lunghezze, sulla carta nulla è compromesso, ma la situazione è molto delicata. In primis dal punto di vista mentale, con troppe ragazze preda di paure e tensioni. Gli errori, ben 31 di gioco e 14 al servizio sul parquet friulano, nascono soprattutto da lì, da una tensione che tutto l’ambiente intorno alla squadra non riesce certo a smorzare. Poi la situazione è delicata anche dal punto di vista fisico. Betty Fronza, infatti, s’è rotta l’anulare della mano destra e dovrà stare ferma circa un mese e mezzo, cosa che preoccupa soprattutto in vista dello scontro diretto con Vicenza di mercoledì sera, quando non è sicuro nemmeno il recupero della quarta banda uso libero Annalaura Bailoni bloccata in questi giorni a letto dall’influenza. Inoltre Adamoli soffre per un risentimento al tricipite e anche lei è in dubbio per la gara di mercoledì sera. Urge una svolta decisa in casa Ata, un cambiamento di rotta. E di quelle serie, in primis per restituire tranquillità a tutto l’ambiente e poi per poter ritrovare il filo giusto per lottare davvero per la salvezza. La società delle Acquecalde dovrebbe “sfruttare” questo momento per decidere che cosa “fare da grande”. Cioè se tentare il tutto il per tutto per giocarsi la salvezza, compreso alcune scelte “dolorose” per i bilanci della società di via Fersina come l’arrivo in palestra di forze fresche e nuove. Oppure decidere subito come impostare il proprio futuro. In C o in B2 se la società (ipotesi da non scartare) vorrà comprare i diritti. A chi e come affidare quello che sarà, un progetto per il futuro insomma. Riconoscendo anche il giusto merito a quelle giocatrici, di questo gruppo, che da anni lavorano sodo, sudano, giocano con problemi fisici, stringono i denti, rinunciano a molto altro per lottare per l’Ata. Il momento è molto difficile, urgono punti subito. Ovvero in questa fase a cavallo fra fine dell’andata e inizio del ritorno, quando Prandi e socie se la vedranno ora con Vicenza, Meolo, Monfalcone, Antares Verona e Argentario. Una serie di partite dove non fare punti sarebbe il colpo di grazia definitivo alla stagione. Anche perchè poi si affronteranno tutte le prime della classe, con una situazione di classifica e mentale ancor più difficile.
LA CRONACA DEL MATCH - A Trieste vinto bene il primo set nel secondo l’ennesimo calo di concentrazione atino lancia Trieste. Mentre nel terzo avanti 24-20 la Domonet con tre errori di fila ha lasciato strada al sorpasso friulano. Quarto set, poi, con poca storia. L’Ata è disordinata in campo e infila un errore dietro l’altro, lasciando strada alle friulane.

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