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L'Ata resuscita ma Penasa se ne va. Il Torre vola

E al giro di boa del campionato l’Ata Domonet resuscitò. Non dovevano sbagliare le bianconere di via Fersina nello scontro salvezza con Meolo e, infatti, è giunta un’importantissima vittoria che complice alcune situazioni favorevoli riporta le atine a soli tre punti dalla zona salvezza. Ma fa festa anche il DeltaDator Torrefranca che espugna Villorba in quello che era un vero e proprio scontro diretto per i playoff, superando in classifica proprio le trevigiane di Carla Busetti e vedendo a solo un punto la zona post-season. L’unica a piangere questo weekend, così, è l’Argentario Ma.F. Srl che contro la capolista Pan d’Este Padova può fare ben poco.

QUI DELTADATOR TORREFRANCA - Una vittoria piena e convincente, tre punti meritati che fanno stare il DeltaDator a ridosso della zona playoff, distante appena un punticino. Quello sul campo del Villorba guidato dall’ex Volano Carla Busetti era un vero scontro diretto per le biancoblù, brave ad imporre il proprio gioco trascinate da una Barbi strepitosa in attacco, autrice di 30 punti. Contro il temibile attacco di palla alta trevigiano Gasperotti e socie han fornito una ottima prova in difesa e ricostruzione, tenendo sempre testa in attacco alle padrone di casa. Se in battuta è stato difficile mandare fuori fase l’ottima ricezione trevigiana, a muro le ragazze di Koja hanno sciorinato un’ottima prova, merito anche dell’ottima vena al centro di una Sommadossi molto efficente anche in attacco. Sommadossi lanciata titolare al posto della Paolucci, ancora dolorante dopo un’operazione ai denti, con Gasperotti schierata nuovamente opposto ricevente. In casa DeltaDator il momento è più che favorevole. Nelle ultime sette partite sono arrivate sei vittorie e l’unica sconfitta contro il Torriana, per un bottino complessivo di 18 punti. Non male davvero dopo che nelle prime giornate anche il Torre ha faticato ad ingranare. Ma ormai il ritmo trovato è quello giusto, l’assetto della squadra (visti anche i diversi infortuni) è ormai stato trovato e adesso si apre un girone di ritorno nel quale il DeltaDator può giocarsi le sue carte verso la post-season. E questo girone di ritorno comincia subito col botto. Con una doppia sfida d’altissima classifica, prima con l’Atomat Udine e poi in casa con la capolista Pan d’Este Padova. Un inizio di girone di ritorno incandescente, che potrebbe dare un volto nuovo alla zona alta della graduatoria.
LA CRONACA DEL MATCH - Primo set e, sul 4-4, il Torre trova un bel parziale di 10-0 (4-14) con Roberta Bortolotti al servizio. Villorba pian piano prova la rimonta, ma le biancoblù amministrano bene il vantaggio. Secondo set e ancora le trentine tengono il naso avanti (13-16), anche qui gestendo il finale. Nel terzo parziale, però, un calo in attacco e di lucidità lascia strada a Villorba che s’impone senza patemi. La gara torna in equilibrio nel quarto set, giocato sempre punto su punto, finchè sul 20 pari il Delta trova l’allungo decisivo.

QUI ARGENTARIO MA.F. SRL - La gara più dura per chiudere il proprio girone d’andata. In casa della capolista Pan d’Este Padova l’Argentario incassa la quinta sconfitta consecutiva e resta a due punti dalla salvezza ma, complice la vittoria dell’Ata, ora sente sul collo ad una sola lunghezza il fiato della Domonet. Casalini e compagne hanno comunque tenuto bene il campo in quel di Padova, giocando libere da pressioni e pensando a far fruttare al meglio questa fase di carico fisico in vista dei prossimi, decisivi, scontri diretti per la salvezza. Ma contro una squadra come Padova che ha difeso moltissimo e che in battuta, con Dalla Fina in cattedra, ha mandato spesso in tilt la ricezione cognolotta e che in attacco ha una batteria di palla alta da far impressione, fare di più era dura. Adesso per le cognolotte arriverà il momento della verità. Prima, sabato, la sfida in casa del Montecchio (in classifica a quota 16 punti, sei in più delle cognolotte) e poi, dopo la “parentesi” col Torriana, il derby con l’Ata. Derby, al PalaBocchi, che darà il via ad un totale di 7 partite consecutive contro squadre del centro-bassa classifica. Scontri diretti tutti concentrati nella parte iniziale del girone di ritorno. Febbraio e marzo, quindi, saranno i mesi decisivi per le biancocelesti della collina. Quelli in cui ci si giocherà la salvezza. Sperando, come la classifica ora come ora lascia intendere, di non arrivare al “mors tua vita mea” con la Domonet. Di non arrivare, insomma, a giocarsi proprio con le “ex cugine” la salvezza.
LA CRONACA DEL MATCH - Dopo una settimana senza allenamento per Sala e Marconcini (la prima per problemi di lavoro, la seconda per motivi scolastici) coach Napolitano opta per la Sala in diagonale con Facenda in posto-4, in un avvio di gara equilibrato (16-15). Ma la ricezione biancoazzurra comincia a traballare, entrano Marconcini e Armatura per Facenda e Fontanari ma ormai il Pan d’Este ha trovato lo sprint giusto. In avvio di secondo parziale Sala e socie si bloccano in alcune rotazione con attacco a due e Padova uccide subito il set. Napolitano prova a cambiare tutto il sestetto ma il 25-7 finale parla da solo. Parla di come questo sia stato un parziale più che a senso unico. La gara torna in equilibrio nel terzo set (18-18), ma ancora Dalla Fina e socie trovano lo sprint giusto (23-21) per andare a chiudere.

QUI ATA DOMONET - Doveva vincere per sperare ancora nella salvezza. Ed ha vinto. L’Ata Domonet coglie il suo secondo successo stagionale, in 19 partite fra campionato e Coppa Italia, ai danni del Meolo e torna a vedere la quota salvezza distante appena tre punti. La nota più stonata del weekend viene però dall’esterno, dove Veronica Penasa per motivi personali (e, in parte, anche di Università) lascia la squadra che ora si trova con sole due centrali di ruolo (si tenterà di riportare in palestra Francesca Dobrilla, almeno per qualche partita) e una rosa di appena dieci elementi. In una gara fallosa, contro un avversario incapace di essere concreto in attacco e stabile in ricezione, Prandi e compagne sono riuscite a restare sempre incollate al match gestendo molto bene i momenti chiave della gara. A muro (13 block in tre set) e su palla alta con Prandi (57% in attacco, 11 su 19), Pivato (50%, 9 su 18) e Damonte (40%, 9 su 22) l’Ata ha costruito questo successo vitale, anche se Tomasi (preferita in avvio a Gardumi e autrice di una buona prova) non è riuscita a servire con continuità le centrali in attacco. La ricezione, ancora con Bailoni libero visto il dito rotto della Fronza, alla lunga ha tenuto abbastanza bene, chiudendo con percentuali molto più alte di altre occasioni. Meolo ha dimostrato appieno cosa vuol dire la definizione di “squadra matta”. Prima batte la capolista Pan d’Este Padova e poi offre una prova da serie C contro l’Ata Domonet, che questa occasione non poteva lasciarsela scappare. Rotto di nuovo il ghiaccio con la vittoria, le bianconere delle Acquecalde adesso si giocano buona parte (se non tutta) la stagione nelle prossime gare. Dopo l’impegno interno con Monfalcone di sabato sera, infatti, doppia sfida da vincere con le dirette concorrenti Antares Verona e Argentario. Far punti è d’obbligo, visto che poi ci sarà il filotto di gare contro le prime cinque della classe. Insomma un mese bello caldo in casa Ata Domonet, da far fruttare al massimo, con la speranza che questa vittoria sia una molla per proseguire su questa strada.
LA CRONACA DEL MATCH - La gara inizia equilibrata (14-14), finchè Pivato non confeziona il break decisivo (22-18). Meolo è molto falloso e in avvio di secondo set l’Ata scappa (16-11), ma gli errori trentini riportano sotto le venete (17-17) fino al rush finale (23-23) risolto dalla Prandi e dal’ace della Tomasi. Meolo prova a scappare nel terzo set (9-13), ma stavolta è l’Ata che impatta (17-17) e scappa via (20-17) andando a chiudere i giochi. E tornando, finalmente, a festeggiare.

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