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La Metallsider con Vicenza va sotto ma poi vince

A guardare il bicchiere mezzo pieno questa Metallsider va applaudita per saputo, nonostante anche alcuni problemi fisici, rimontare e vincere dallo 0-2. Guardando il bicchiere mezzo vuoto, invece, c’è da mangiarsi le mani per i primi due set contro Vicenza - terzultima della classe - affrontati in malo modo dai biancoblù. Insomma, due punti guadagnati o uno perso nella rincorsa ai playoff?
La risposta a questa domanda si vedrà a fine campionato, adesso Marconi può godersi l’ottima reazione dei suoi ragazzi. Quella reazione che ha saputo superare il problema al tendine di Moro, costretto in tribuna, e la non perfetta forma fisica di Ferri alle prese con un dolore muscolare alla coscia ma comunque sempre in campo. Una Metallsider dai due volti: bruttina e incapace di trovare continuità in attacco nei primi due parziali, molto più efficace e concreta poi. Un mutamento completo e radicale fra i primi due set e il resto della gara. Basti pensare che nei primi due parziali, pur ricevendo al 67% di positività nel primo ed all’82% (!) nel secondo in attacco i biancoblù non hanno mai superato il 40% e sono arrivati appena 2 muri con zero ace. Invece, poi, cambiando qualche pedina in campo e soprattutto con un atteggiamento molto diverso Bosi e soci sono cresciuti sotto tutti i punti di vista, andando a dominare la gara fino al conclusivo tie-break. Alla fine, nel complesso, i biancoblù hanno chiuso con un positivo 66% in ricezione con il 36% di perfette, ed un 43% in attacco che non è certo la miglior prestazione stagionale della Blue City. Crescendo soprattutto in battuta Sabbadin e compagni dal terzo set in avanti hanno mandato in tilt la ricezione veneta, con Cavaliere (ex alzatore a gettone dell’Itas Diatec) e soci che non hanno più trovato quella continuità e quell’alto ritmo che le avevano permesso di imporre il proprio gioco.

LA CRONACA DEL MATCH - Senza Moro e con Ferri dolorante Marconi inserisce Divan in posto-4 per avere una buona ricezione e così sgravare di troppe responsabilità la sola palla alta. Ma un paio di errori dei padroni di casa spingono avanti i vicentini (6-8), Greggio al centro si fa subito pericoloso (9-13) ma Peruzzo dall’altra parte non è da meno (13-14). La Metallsider però fatica ad ingranare in attacco (14-16), arrivano qualche errore di troppo e Vicenza ringrazia (20-23). Tanto che i veneti possono chiudere allo sprint il primo set. Avvio di secondo parziale da incubo per la Blue City: 0-6. Vicenza difende tutto, i biancoblù non riescono a metter giù palla (2-8) e la palla alta viene chiamata sempre più spesso in causa (5-16). Ma Ferri non è al top e Bosi è l’ombra di sè stesso, tanto che nei primi due parziali non metterà a segno nemmeno un punto. Il set, così, è una passerella per Vicenza (8-20) che chiude facilmente. Nel terzo set dentro Capra e Sabbadin, entrambi autori di una prova positiva, per Divan e Campagnaro e la Metallsider cambia volto. Da brutto anatroccolo si trasforma in cigno (8-5). I biancoblù crescono in ogni fondamentale e diventano molto più efficaci (16-10), andando a chiudere di prepotenza (20-13) il set. In attacco, soprattutto, ora c’è più pesantezza ed efficace come dimostra anche l’avvio di quarto set (8-6 e 14-10). Al centro Sabbadin e Peruzzo murano bene (16-13), Bosi ormai è tornato sè stesso (20-15) e l’ace di Daldello (23-17) da il là al tie-break. Un quinto set nel quale si gioca palla su palla sino al 10 pari, quando Ferri e il muro di Sabbadin spingono la Blue sul 14-10, preludio ormai al successo sigillato dall’opposto marchigiano.

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