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Il DeltaDator stravince il derby, l'Ata finisce ko

E anche questo derby è finito in archivio. Un derby che ha premiato solamente il DeltaDator Torrefranca, mentre l’Ata Domonet finisce dietro la lavagna. Tre punti che per le biancoblù potrebbero voler dire la fine di un periodo negativo, mentre le bianconere di via Fersina - complici gli altri risultati - si trovano ora a 8 lunghezze dalla salvezza. Sconfitta, infine, la nona di fila per l’Argentario che ritrova Alice Nicolini ma spreca ancora troppo a Vicenza, lasciando così punti salvezza preziosi più dell’oro al Novello.

QUI DERBY ATA DOMONET - DELTADATOR TORREFRANCA - Il derby, se poi è tanto sentito e acceso, è sempre una gara particolare. Ma questo derby ai circa 500 spettatori del PalaBocchi di spettacolo ne ha offerto pochino, con il Torrefranca che alla fine ne è giustamente uscito esultante. Mai in discussione la sua vittoria su una delle più brutte Ata Domonet della stagione, apparsa scarica e “sbagliona”. In sè non è stata una grande partita. Le bianconere hanno inanellato 26 errori totali in tre set, mentre le biancoblù di Mattarello si sono fermate a 21. In campo è stata battaglia vera di rado, con Gasperotti e socie che oltre a sbagliare meno hanno difeso bene e sono state superiori praticamente in tutto, dalla ricezione al muro all’attacco. Dove le ragazze di Mongera faticano a metter palla a terra, con Prandi che si è fermata in attacco al 22% (5 su 23), Avancini al 25% (4 su 16) e Damonte al 12% (2 su 17). Mentre Francesca Bortolotti ha cercato spesso e volentieri le sue centrali (29 attacchi complessivi), per Tomasi prima e Gardumi poi è stato molto più difficile con la ricezione che pian piano andava boccheggiando (14 attacchi da posto-3). Tanti errori, imprecisioni, pallette, “braccini” e paura di sbagliare che non dovrebbero far parte del “ghota” del volley in rosa di casa nostra. Il Torrefranca ha giocato meglio e più “lineare”, limitando rischi ed errori, con un attacco che s’è fatto sentire. Roberta Bortolotti ha chiuso col 41% (9 su 22), Barbi con il 30% (8 su 27) e Gasperotti col 33% (4 su 12). Se poi il Tore mura e difende e l’Ata no, allora il risultato non può essere che questo secco 0-3. Adesso Barbi e socie restano a 8 punti dai playoff, mentre la vittoria di Verona su Trieste fa scivolare la Domonet a otto lunghezze dalla salvezza. In entrambi i casi distanze difficili da colmare, a patto di un radicale cambio di rotta. Che a Mattarello si chiama continuità dopo questo derby e in via Fersina una mentalità e un approccio completamente differenti. Per le ragazze di Koja, invece, una bella dose di ottimismo per il futuro, di fiducia nei propri mezzi per tentare di replicare ora il filotto positivo dell’andata e cercare così di riportarsi in zona playoff.

LA CRONACA DEL MATCH - In campo i sestetti annunciati con l’unica variante di Avancini per Pivato nell’Ata. Basadonne mura Damonte e Barbi fa subito 5-8, il ritmo è blando e la tensione di una gara importante si sente. Ancora un muro della Basadonne vale il 7-12, con l’Ata che sbaglia troppo (11-16). Sul 17-21 un doppio muro della “solita” Basadonne sulla Prandi vale il 17-23, con gli errori atini che pensano a chiudere il set. Secondo set e due ace della Prandi illudono l’Ata: 4-1. Bortolotti impatta e mette la freccia (6-8 e 10-12). L’attacco di via Fersina boccheggia, il Torre difende e gioca composto (11-16). Sul 13-17 una pallonata in pieno viso mette ko Francesca Bortolotti, sostituita da Gasperotti in regia con Sani opposto ma il Delta non perde colpi (16-22). Anzi, va a chiudere in scioltezza questo parziale. Torna in regia la Bortolotti ed a “battezzare” il terzo parziale è una positiva Gasperotti ed un turno al servizio proprio dell’ex regista del Marzola (0-5). La Paolucci pesca l’ace del 6-13, Barbi mura Adamoli per il 7-16 e ormai la gara è ampiamente finita. Prandi e socie continuano a collezionare errori, imprecisioni e la paura di osare, di tirare, è tanta (8-22). Tanto che per Roberta Bortolotti chiudere i giochi è ormai una pura formalità. Ed ora arriva questa pausa che servirà per tirare il fiato. E rituffarsi poi nel rush finale stagionale. Quando tutti i verdetti, stavolta definitivi, saranno emessi.

QUI ARGENTARIO MA.F. - Continua il momento nero dell’Argentario e, soprattutto, prosegue la striscia di risultati negativi e delle occasioni mancate. Con Vicenza arriva il nono ko di fila, ma per le cognolotte c’è almeno la consolazione di gicoarsela alla pari. Nei primi due set, infatti, vanno avanti 20-15 in entrambi i casi ma poi non riescono a chiudere. Nota positiva il ritorno in campo di Alice Nicolini con Sala in posto-4 e Facenda spostata centrale. Diverse acciaccate per Napolitano (Fink, Grober, Castellano, Facenda) ed ora arriva la pausa per prepararsi alla gara interna con Trieste e cercare di limare i 12 punti di distacco dalla salvezza. Adesso per le biancoazzurre della collina arriveranno le ultime tre gare contro sestetti del centro bassa classifica come Trieste e Meolo, prima di chiudere la loro stagione contro praticamente tutte le prime della classe e con il derby col Torrefranca. Prima della gara con Vicenza, in settimana, Napolitano ha dovuto fare i conti con gli acciacchi di Fink (schiena e spalla), Facenda (contrattura quadricipite sinistro), Grober (problemi al ginocchio destro), Castellano (influenza intenstinale) mentre Alice Nicolini è ormai recuperata appieno. Contro il baby Novello, comunque, l’Argentario non sfigura come gioco ma quando si tratta di non sbagliare o di gestire i momenti caldi della gara allora sorgono dei problemi per Foresti e compagne. L’esperienza non c’è e forse nemmeno la lucidità e la tranquillità per riuscire a gestire queste situazioni delicate.

LA CRONACA DEL MATCH - La partita inizia molto fallosa su entrambi i campi. Fondamentale che nel primo set ha fatto da ago della bilancia la ricezione, dove Casalini è stata presa di mira costantemente dagli avvesari (55 servizi mirati su di lei - circa il 71% della ricezione di Cognola). Totalmente snobbata Marconcini (3 palloni ricevuti) ed evitata Sala (16 palloni). Ma la grande quantità di errori vicentine favoriscono le cognolotte, fino al 15-20 per le trentine sembrava che il set fosse ormai cosa fatta. Ma Vicenza piano piano è riuscita ad accorciare le distanze arrivando fino al 19-21 (grazie anche a qualche errore di troppo delle cognolotte). Da lì in poi la partita è stata giocata punto su punto, con diversi interventi da parte dei tecnici sui punteggi di fine set (ingresso di Marconcini e Armatura per rafforzare la seconda linea, mentre Nica manda in campo la roveretana Fondriest opposto). Vicenza chiude al fotofinish 32-30. Nel secondo set l’Argentario si presenta con Marconcini per Nicolini e il set sembra la fotocopia del precedente: Argentario che parte molto bene con la complicità degli errori delle vicentine, conduzione della gara fino al 15-20 per la squadra ospite e poi nuovamente la riscossa delle baby biancorosse che accorciano le distanze fino al 23-21 per poi superare le trentine e chiudere 23-25. Nel terzo set il contraccolpo psicologico di un set perso solo all’ultimo si fa sentire. Fino al 10-10 al squadra di Cognola sembra non lottare, ma poi riprende fiducia e tranquilltà e, come nei set precedenti, si trova nuovamente avanti: 12-19 e 15-22 e chiusura del set a 20-25. Stavolta senza rimonte. Nel quarto parziale la squadra di Nica non ci sta e riprende la gara forzando il servizio prendendo di mira Casalini (80% dei servizi destinati a lei, il restante su Sala). Il Novello mantiene così un break di 4/5 punti che non verrà mai colmato dalle ragazze di Cognola e l’incontro si chiude 21-25.

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