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Il carattere della Metallsider, da 0-2 a 3-2

Con le unghie e con i denti, a rimettere in strada una macchina che rischiava di sbandare. Nello scontro diretto per la rincorsa playoff la Metallsider Blue City va sotto 0-2 con l’Oderzo, terzo della classe, prima di cambiare marcia e riuscire a ribaltare la frittata imponendosi al tie-break. Strappando così due punti che permettono ai biancoblù di restare in corsa per i playoff, distanti cinque lunghezze. Una gara, quella con l’Oderzo, che profumava di “mezzo derby”. Con quattro ex trevigiani come Campagnaro, Savio ed i fratelli Daldello ora in maglia biancoblù e tre volti ben noti alle nostre latitudini come Pecorari (ex Itas), Mattia (ex Tridentum) e Lucchi (ex Südtirol), allora di mezzo derby si può parlare. E la partita non ha deluso le attese. Con la Metallsider che ha buttato via un set, il primo, praticamente già vinto e che ha poi ha saputo ribaltare un Oderzo che, soprattutto grazie alla battuta, era riuscito a prendere in mano le redini del match. La battuta, arma che i trentini hanno saputo sfruttare a dovere all’inizio e da metà match in poi, quando s’è trovata anche una maggiore concretezza in attacco, limitando di molto gli errori. Una Blue City che in ricezione ha sofferto spesso la buona vena dai nove metri dei trevigiani, ma che piano piano ha saputo fare molto meglio degli ospiti. Sia Ferri che Moro hanno chiuso col 50 per cento in attacco, mentre un Bosi straripante a muro (5 block) ha concluso col 47 per cento. Ma mentre Falcone, in cinque set, ha giocato appena 14 palloni al centro Daldello ne ha distribuiti ben 27. Trovando in Peruzzo (55 per cento) e soprattutto in un ispiratissimo Campagnaro (62 per cento e 4 muri) due preziosi terminali offensivi quando si trattava di chiudere il gioco. Squadra dal rendimento molto legato all’opposto Radin, straripante nei primi due set (14 punti) e in ombra poi (8 punti). Adesso con Oderzo e Gm Noleggi sarà un testa a testa a distanza, con i trevigiani che dovranno vedersela con cinque scontri diretti mentre per le trentine gli “spauracchi” si chiamano Ferrara e Bologna, insieme a sfide più abbordabili.

LA CRONACA DEL MATCH - Dopo quasi due mesi, visti gli infortuni di Campagnaro e Moro, coach Marconi può schierare il sestetto titolare, recuperando Moro e all’ultimo anche Peruzzo dolorante per uno stiramento alla caviglia. Subito i muri di Campagnaro e Bosi spingono i biancoblù (11-7 e 16-11). Moro fa 21-17 e Bosi 23-19, ma qualcosa nei trentini si blocca e Oderzo impatta (23-23). Ai vantaggi, poi, Figliolia e il muro di Radin chiudono i giochi. Oderzo comincia subito a spingere al servizio nel secondo set (6-12). Marconi prova il doppio cambio inserendo Savio e Baratto (10-16), ma i trentini sono all’angolo (15-22). Per Oderzo chiudere è una formalità. Un ottimo turno al servizio di Moro battezza il terzo venticinque (10-5). I trevigiani faticano a tenere regolarità in attacco (16-11), Campagnaro in posto-3 è devastante (22-16) e la Metallsider chiude facilmente i giochi. Il copione non cambia in un quarto set che inizia in equilibrio (11-11). Ancora Bosi e Campagnaro allungano (16-13), mentre Moro e Ferri hanno gioco facile contro un muro non irresistibile (21-17). Si arriva così al tie-break, nel quale la Metallsider mette subito il naso avanti (3-1, 8-4, 10-8). Bosi mura Radin (12-8), Oderzo sbaglia troppo e Campagnaro può così suggellare la sua prova con il primo tempo che archivia questo 3-2.

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