Triplo cappotto in rosa e Crema batte Trento 2-0
Triplo cappotto. Tre 3-0. Crema batte Trento 2-0. Ci sono mille modi per definire questo "sabatus horribilus" della B2 in rosa di casa nostra, completamente a secco di successi, punti e set portati a casa. Mentre Ata e San Giacomo hanno perso due scontri diretti contro Crema Volley e Alba Como, dopo cinque vittoria di fila finisce il magic moment del DeltaDator uscito sconfitto in tre set dal parquet dell'Atalantina Crema.
QUI DELTADATOR TORREFRANCA. Si interrompe bruscamente il “magic moment” del DeltaDator Torrefranca. Dopo cinque vittorie di fila, infatti, Basadonne e compagne devono alzare bandiera bianca sul campo di un’Atalantina Crema abbordabile ma che ha dimostrato maggiore lucidità e cattiveria agonistica. Alle biancoblù, invece, è mancata quel brio e quella concentrazione vista fino a qui. Con la testa “sbagliata” ed una prestazione condizionata da troppi errori e da una ricezione mandata spesso in tilt dall’ottimo servizio di casa ne è venuta fuori una partita combattuta, ma che nei momenti chiave ha sempre premiato le cremasche. Squadra ben messa in campo che ha trovato, oltre ad una battuta efficace, anche una prestazione sontuosa in difesa che ha permesso loro di bagnare le polveri all’attacco di Koja. E con una ricezione ballerina il proverbiale gioco al centro del Torrefranca non è potuto andare in scena, costringendo la palla alta a prendersi tantissime responsabilità. Ne è, così, nato un match nel quale Bortolotti e compagne hanno tenuto salde a lungo in mano le redini del gioco, senza però riuscire a piazzare il colpo giusto nei momenti caldi e importanti del match. Con questa sconfitta le biancoblù vedono sempre più allontanarsi là davanti Busnago e Monza, distanti 5 e 4 punti, ed essere affiancate sul terzo gradino del podio da Goffredese Mantova, Cerea Verona e Pianengo Cremona.
QUI ATA DOMONET. Uno scontro diretto, un match che poteva essere della rinascita e, invece, s’è trasformato in un incubo per l’Ata Domonet. Contro quel Crema Volley finora sempre sconfitto in campionato le atine infilano il sesto ko di fila, crollando ancora una volta dopo aver perso il primo set. Pardon, dopo essersi suicidata nel primo parziale. Perché avanti 22-18 e 24-21, non chiudere il set è davvero un suicidio. Errori e “braccino” in attacco, Crema si porta via il primo set e poi viaggia in carrozza per il resto dell’incontro. Contro un’Ata che s’è dimostrata troppo fragile, sbagliona nei momenti cruciali e con un assetto ed automatismi di squadra ancora non costruiti visto il continuo cambiare del sestetto in campo. Anche se l’ultimo cambiamento, Pistolato libero per Fronza, è stato dettato solo dall’attacco febbrile del libero titolare. Ma contro una squadra che in ricezione, se pressata ovviamente, andava in difficoltà e inanellava errori come Crema perdere questi punti salvezza profuma di occasione mancata. Tanto che la classifica piange, con le bianconere penultime davanti al solo San Giacomo, anche se la salvezza è a soli due punticini. E questo filotto di sconfitte rischia di pesare soprattutto a livello mentale. Crema è squadra ballerina in ricezione, ma la battuta di via Fersina solo a tratti ha fatto male e mentre le lombarde hanno trovato in Nicolini e Pastori due sbocchi offensivi dalla fine del primo set l’attacco atino ha avuto le polveri bagnate, complice una ricezione diventata un po’ ballerina. Su palla alta Avancini (28% in attacco), Prandi (30%) e Daloiso (23%) hanno faticato, così come De Carli (30%) e Adamoli (29%).
Di seguito l'intervista sul match realizzata all'allenatore dell'Ata Domonet Marco Mongera.
QUI SAN GIACOMO. La prestazione sbagliata nella partita sbagliata. Doveva e poteva vincere il San Giacomo contro l'Alba Como, squadra che come le altoatesine lotta per restare in categoria. Invece la partita vera è durata un set, il primo, perso da Uti e compagne a causa dei troppi errori commessi soprattutto nei momenti chiave del match e di una Danese subito "bersagliata" da quattro doppie fischiategli nel solo primo parziale. Secondo e terzo set, poi, hanno visto le comasche prendere e andare senza troppi problemi, guidare le operazioni intascandosi tre preziosi punti salvezza. Per le altoatesine, così, una occasione sprecata e la consapevolezza che gare così non si possono sbagliare in futuro se si vuole ancora credere nella salvezza.