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La Lube espugna al tie break il PalaTrento e vede lo scudetto

Il sogno di poter conquistare il quinto scudetto, in una stagione iniziata con il solo obiettivo di riuscire a piazzarsi immediatamente dietro alle tre big annunciate, la Diatec Trentino lo ha deposto ieri sera al termine di un match vibrante contro la Lube Civitanova, perduto al tie break. Gara-2 aveva il compito di indicare innanzitutto se la squadra di Lorenzetti, reduce da un rapido rovescio in gara-1, almeno in casa avrebbe potuto giocarsela alla pari, in secondo luogo se la serie poteva essere portata per le lunghe, almeno garantendo al pubblico gialloblù una gara-4. In merito al primo punto la squadra ha effettivamente mostrato di potersela giocare quasi alla pari, nel proprio fortino, in merito al secondo, invece, la serie può dirsi quasi chiusa, dato che appare pura fantasia immaginare tre successi consecutivi trentini, due dei quali in trasferta. Il punto da chiarire subito, prima di entrare nel merito della partita di ieri, è che Giannelli e compagni, pur avendo dovuto cedere l'inviolabilità stagionale del PalaTrento e pur avendo spalancato le porte dello scudetto alla Lube, non hanno nulla da rimproverarsi, né possono rimproverare loro alcunché i tifosi, dato che la squadra ha dato tutto quello che aveva sia sul piano fisico sia su quello mentale. Il fatto che non sia bastato attiene ai limiti, evidenti sia sul piano tecnico sia sul piano fisico, di questo organico, che non era certo stato costruito per disputare tre finali su tre fronti diversi. Modena o Perugia avrebbero avuto gli uomini per giocarsela un po' più alla pari, questa Diatec assolutamente no. Il suo campionato l'ha vinto arrivando fino a qui. Questa non è una colpa, è solo la constatazione dei limiti oggettivi di un organico che l'estate scorsa era stato appena corretto con l'innesto di un opposto più maturo di Djuric e con minuscoli aggiustamenti in panchina. Se l'obiettivo è quello di contendere a squadroni come la Civitanova di quest'anno lo scudetto mancano all'appello almeno due giocatori di grande sostanza, cosa che in società sanno perfettamente.
Se concentriamo la nostra attenzione sul ruolo più importante in questo sport, dopo quello del palleggiatore, ovvero sulla batteria di schiacciatori, il confronto fra le due formazioni nelle due partite è stato impietoso. Ieri Lanza, Urnaut e Antonov hanno messo a terra 24 palloni su 63 (38%), incassando 7 muri e commettendo 10 errori; Juantorena e Kovar hanno risposto con 31 attacchi vincenti su 60 (52%), subendo 8 muri e commettendo 4 errori. Bastano questi numeri per tratteggiare le differenze fra Trento e Civitanova in questa stagione. Nonostante tutto, uno Stokr a tratti eroico, che ha vinto il proprio duello con Sokolov, un Giannelli capace di produrre 8 punti e i soliti intrepidi colpi di coda nel finale di secondo e quarto set, hanno infine portato al tie break la contesa, dove però la Diatec si è presentata con il serbatoio completamente vuoto, cedendolo senza giocarlo.

Primo set (31-33), un grande Stokr tiene la Diatec agganciata alla Lube, ma alla fine non basta

L'avvio del match è tutto di marca trentina. Subito due break point grazie alla colonna vertebrale della Diatec composta da Giannelli e Stokr (muro del primo e invasione in attacco di Juantorena dopo due servizi del ceco), annullati dai muri di Sokolov su Urnaut e su Lanza, presagio di grandi difficoltà per i due posti-4 trentini. Stokr dimostra di essere uno dei pochi trentini che ci capisce qualcosa a muro, mentre tocca a Urnaut sbloccarsi con l'attacco del 9-6 che sembra instradare nel migliore dei modi la frazione per la squadra di casa. Il problema è che a questo punto la Lube alza l'intensità e comincia a conquistare il cambio palla in automatico, ovvero al primo tocco, e a piazzare break point qua e là: un primo tempo di Stankovic dopo una ricezione lunga di Colaci (11-10), un attacco di Sokolov (14-14), un muro di Stankovic su Van de Voorde (17-18). Stokr e Lanza tengono attaccata la Diatec e sul 22-23 un battuta violenta del primo dà l'opportunità al secondo di agganciare la Lube. Jan, incontenibile, firma anche il break del 26-25, ma poi sbaglia in attacco (26-27) e da qui in poi il massimo che riesce a fare Trento è annullare i set point avversari. La forza per fare di più non c'è e al settimo tentativo Urnaut scaglia in rete un palla troppo bassa per poter essere colpita con efficacia regalando il 31-33 ai marchigiani.
I NUMERI – La Lube attacca con il 60% di efficacia, che annulla il pur confortante 53% della Diatec. Pesa il 25% di Lanza e il muro in più marchigiano (4-5).

Secondo set (25-22), questa volta l'equilibrio lo rompono le battute di Giannelli

L'inizio della nuova frazione è subito problematico per la Diatec, che incassa due break sul turno in battuta iniziale di Juantorena. Fino al 5-7 è grama, ma poi Giannelli ribalta il punteggio con due ottime battute, che valgono il 9-8 grazie ad un pallonetto di Lanza e ad un ace corto su Kovar. Nel frattempo Lorenzetti ha inserito Daniele Mazzone al posto di uno spento Solé, scelta indovinata almeno per quanto riguarda il muro. Sul 12-11 Urnaut trova un ace in zona di conflitto fra Juantorena e Grebennikov, poi Kovar sbaglia in attacco e Trento va sul 14-11. La squadra gioca bene, come non hai mai giocato fino a quel momento nelle due partite di finale, ma non basta per tenere distante un avversario dotato di un muro e di una difesa poderose. Juantorena va in battuta e raccoglie 3 break, grazie all'imprendibile Stankovic, a un muro di Kovar su Stokr e a un errore di Urnaut (17-18). Si arriva fino al 22-22, quando Giannelli pizza tre servizi micidiali e, soprattutto, vanno il tilt le due principali bocche da fuoco biancorosse: errore di Osmany, muro di Mazzone su Sokolov, attacco in rete di Sokolov: fa 25-22.
I NUMERI - La Diatec vanta due ace in più (2-0) e due errori in meno (3-5), Stork attacca meno, ma con qualità (60%), la Lube perde Sokolov (11%) e Kovar (25%).

Terzo set (24-26), Lanza e Urnaut non reggono il ritmo, ma Trento rimane lì fino all'ultimo

Tutto prosegue sui binari dell'equilibrio, è decisamente un incontro diverso rispetto a quello visto a Civitanova otto giorni prima. Il problema per Trento è che deve giocare sempre al limite delle proprie possibilità e sperare che la Lube non faccia altrettanto. Fino all'8-7 i marchigiani si devono accontentare dei soli cambi palla, poi, sul 9-9, Juantorena infila una serre di battute micidiali e la Diatec sbanda paurosamente: attacco di Kovar, attacco di Kovar, pipe del cubano, ace su Lanza, nuovo attacco di Kovar dopo l'ennesima difesa dei suoi e si va sul 9-14. Un gap proibitivo da annullare, nonostante l'impegno. Sul 17-20 Stokr mura Kovar, visto che i centrali non vanno a segno, poi batte alla grande e costringe Sokolov all'errore (20-21). Trento è di nuovo lì, al limite delle proprie possibilità e sul 21-22 Antonov piazza l'unico ace del proprio incontro sulle braccia di Kovar. Sul 22-23 Giannelli mura Juantorena, e subito dopo Van de Voorde punisce ancora Kovar (ace). Set ball Diatec annullato da un primo tempo di Candellaro, poi lo stesso centrale manda in aceto la ricezione di casa, permettendo a Sokolov (24-25) e a Stankovic (muro imperioso su Lanza) di chiudere i conti sul 24-26. È una vera doccia fredda.
I NUMERI – Riprende quota l'attacco ospite (57% - 44%), non basta alla Diatec murare di più (3-1) e raccogliere più ace (2-1), gli errori (3-1 annullano tutto). Stokr continua a trascinare (60%), ma Lanza e Urnaut crollano rispettivamente al 33% e al 25%.

Quarto set (30-28), nel finale una rimonta incredibile, spettacolare quanto illusoria

Ancora una volta la partenza dai blocchi dei bianchi di Lorenzetti è convincente (8-6) e si basa su un cambio palla fluido e su un break conquistato da Giannelli a muro (su Sokolov). Poi, a metà frazione, arriva il solito blackout, questa volta generato dalle battute di Christenson: geniale muro di Juantorena su Mazzone, ace su Lanza, disastroso attacco out di Antonov liberato con il muro a uno, attacco di Juantorena sopra il muro a tre. Siamo 8-11 e non è ancora finita. Arriva ancora da Stokr, con due battute micidiali (muro di Mazzone ed ace su Grebennikov) la riscossa trentina, poi con break e contro break, scambi lunghi a non finire si arriva sul 19-21, quando un altro turno in battuta di Stokr ripiana il gap (attacco del ceco ed errore di Stankovic). Juantorena piazza altre due battute di fuoco (ace su Antonov ed errore in attacco dello stesso Oleg), ma sul 21-24 arriva il colpo di coda: cambio palla di Stokr, tanto per cambiare, poi Antonov batte alla grande, Lanza conquista un primo break tirando forte sopra le mani del muro e un secondo murando un Sokolov in difficoltà. L'insperato pareggio diventa addirittura un vantaggio quando Solé mura la pipe di Juantorena (finalmente!) e dopo tre battute consecutive sbagliate dalla Lube arriva il tocco di Antonov che chiude 30-28.
I NUMERI – Stavolta comanda l'attacco trentino (46% - 39%), mentre muri (5-4) e ace (1-2) si annullano. Lanza decolla (75%), mentre Antonov fatica in attacco (30%) e soprattutto in ricezione (38%). Gli ospiti pagano il 33% di Sokolov e il 20% di Kovar.

Quinto set (7-15), il serbatoio è vuoto, in campo c'è solo la Lube

Il PalaTrento è carico a mille, dopo aver accompagnato la cavalcata finale nella quarta frazione, ma nel tie break bastano pochi scambi per smontarlo. Sull'1-2 Lanza sbaglia un attacco e si procura anche un risentimento muscolare alla schiena, Candellaro lo mura un attimo dopo e poi Sokolov fa 1-5. Giannelli forza il servizio e la Diatec ha ancora la forza per portarsi sul 4-5, ma poi il turno al servizio di Sokolov, fino ad allora disastroso dai nove metri, infierisce su una squadra ormai al tappeto: ace su Lanza, che si fa sorprendere da una float, doppio errore di Lanza in attacco, ace su Antonov, errore di Stokr, altro ace su Antonov e siamo 4-12. Partita terminata. Finisce 7-15, domenica la Lube può chiudere i conti.
I NUMERI – Cinque errori in attacco e quattro ace subiti seppelliscono ogni velleità trentina. Alla Lube basta attaccare 6 palloni con il 50% di positività per stendere una Diatec alla frutta.

Il tabellino

Autore
Andrea Cobbe
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