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Torre sempre più secondo, l'Ata si mangia le mani

Anno nuovo, vecchio Torre. Il DeltaDator riprende da dove si era fermato, andando a espugnare il campo di Como nonostante una situazione fisica precaria. Vecchia Ata nel senso che le bianconere di via Fersina giocano bene, meriterebbero il tie-break contro il Cerea Verona, ma possono mangiarsi le mani per alcune occasioni non sfruttate appieno.

QUI DELTADATOR TORREFRANCA. Chiuso il 2007 sul podio di questo campionato, il 2008 del DeltaDator Torrefranca s’è aperto nello stesso modo. Con un successo, il quinto consecutivo, in casa dell’Alba Como con un sestetto rimaneggiato e falcidiato dai problemi fisici. Tre punti che mantengono le biancoblù al secondo posto in classifica, con la capolista Busnago lontana 4 punti. La sconfitta nel big match con Monza permette alle biancoblù di coach Koja di avvicinare di un altro punticino la capolista milanese, attesa fra quindici giorni al PalaBocchi. Dopo una pausa natalizia piena di problemi fisici, in questo primo impegno del nuovo anno in campo s’è visto un sestetto con non pochi problemi. Francesca Bortolotti ha dovuto giocare nonostante la febbre, alternandosi in diverse situazioni con Gasperotti, anche Pernici era a mezzo servizio causa influenza, Del Fabbro è dovuta uscire dopo pochi scambi causa il perdurare di un dolore alla spalla e Penasa è stata lasciata direttamente a casa con la febbre alta. Insomma, un successoquesto che è l’elogio del gruppo e della “panchina lunga”, visto che importantissime sono state le prove di Gasperotti (schierata sia banda che regista), Casagrande, Olivotto e Sommadossi. “Seconde linee” decisive in un match contro una squadra affamata di punti salvezza, molto compatta in difesa e ricezione e che in casa finora ha conquistato praticamente tutti i suoi punti. In casa DeltaDator finchè la ricezione ha retto, ovvero per i primi due set, l’ormai proverbiale gioco al centro ha fatto malissimo alle comasche con la “solita” Basadonne sugli scudi. Dopo i primi due set, vinti alquanto in scioltezza dalle trentine partite subito forte e poi brave a gestire il vantaggio, il copione cambia. In posto-4 si fa fatica a metter giù palla, soprattutto dopo che la ricezione ha cominciato a tossire. Il terzo set va così nelle tasche delle padrone di casa, mentre nel quarto le biancoblù hanno condotto i giochi sino al 23-19. Quando ormai tutto sembrava fatto un paio di errori trentini e un ace comasco siglano il 24 pari. Ma, ai vantaggi, il Torre sigilla questo importantissimo successo che lo lascia sul “podio” provvisorio.

QUI ATA DOMONET. Mangiati le mani Ata. Perché il 2008 del sestetto di via Fersina s’è aperto con una sconfitta contro il Cerea Verona in un match che poteva portare qualche punticino salvezza nella cassaforte delle Acquecalde. Buonissima squadra Cerea dotato di un libero sontuoso e di una buona batteria di attaccanti ma che, finora, in trasferta aveva faticato. Squadra comunque un po’ troppo fallosa e con due bande che, se pressate a dovere, vanno in difficoltà in ricezione. Ma l’Ata riesce a fare questo solo a sprazzi e, soprattutto, perde nettamente il confronto nel muro-difesa. Dodici i muri delle veronesi bravissime a difendere tanto ed a rigiocare, quattro appena in quattro set quelli delle bianconere, col primo block che arriva sul 17-14 del secondo set. Alla fine le atine possono recriminare su ciò che poteva essere, visto che nel secondo set hanno buttato all’aria un rassicurante 20-16 e che nel finale di quarto il Cerea trova lo sprint solo all’ultimo. Ma la Domonet ha pagato il fatto che, Damonte a parte (35% in attacco, 18 su 51), in posto-4 ha faticato tanto prima Prandi (21%, 11 su 51) e poi Daloiso (26%, 4 su 15) sostituita da Pivato (33%, 9 su 27). Un po’ di più s’è messa palla a terra al centro (Adamoli 50% 7 su 14 e De Carli 44% 4 su 9) dove, però, si è attaccato poco. Soprattutto dall’uscita di Daloiso la ricezione ha perso un puntello prezioso, Fronza s’è presa campo e responsabilità ma il gioco è stato sbilanciato su palla alta. Una sconfitta che brucia perché col punticino conquistato lo Zevio aggancia le trentine e le rispedisce in zona retrocessione per numero di vittorie. Primo set equilibrato fino al 16 pari, poi Cerea scappa (16-22). Secondo set con l’Ata sempre avanti (16-14, 20-16 e 22-20) finché nel finale le bianconere si bloccano ed il Cerea mette la freccia: da 23-21 a 23-25. Terzo set combattuto e vinto con merito dalla Domonet, prima di un quarto in equilibrio sino al 19 pari quando le ospiti chiudono (20-23). L'occasione del riscatto, comunque, arriva subito: sabato sera a Maso Hilber tempo di derby contro il San Giacomo.

QUI SAN GIACOMO RAIFFEISEN. Crederci ancora nella salvezza, ormai, è sempre più dura. Il San Giacomo rimedia la dodicesima sconfitta di fila questa stagione che ancora mai le ha viste vincere. In casa dell'Antares Verona arriva un netto 3-0 a favore delle scaligere, con le altoatesine che sembrano ormai pensare più al futuro che all'oggi. Tanto che in campo, contemporaneamente, hanno giocato Giora (1992) in regia, Folie (1991) al centro e Merlo (1990). Con Mattei in panchina e Anesin a casa con l'influenza, Merlo sposta Uti opposto inserendo Merlo al centro con Bosato e Lapegna in posto-4 e facendo partire Danese in regia. Dei tre set, praticamente, solo il secondo ha un po' di storia. Anzi, le altoatesine arrivano anche a più 4 (14-18), ma sul 18-20 il San Giacomo si blocca e l'Antares mette la freccia (23-20). Nel finale di questo set entra Giora per una Uti impalpabile e le altoatesine giocano anche nel terzo parziale "alla vecchia", ovvero con il doppio palleggiatore. Primo e terzo set, praticamente, sono dei monologhi veronesi.

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