La Val di Non batte la Sisley, Trenta ok a Verona
Una doppia vittoria preziosissima. Possono festeggiare insieme Val di Non Blue City e Trenta Nardin, entrambe vittoriose per 3-1 in due match che li avvicina di parecchio ai rispettivi obiettivi.
QUI VAL DI NON BLUE CITY ANAUNE. Anche se priva della sua punta di diamante, la Val di Non piega i combattivissimi ragazzi del vivaio Sisley senza troppi affanni, confermandosi saldamente alla testa della classifica a una giornata dal termine del girone d’andata. Poteva andare anche meglio, l’incontro si poteva chiudere al terzo set, ma Agazzi e soci, dopo la sosta natalizia, avevano ancora il panettone sullo stomaco e non se lo volevano far andare di traverso. Merito dei baby orogranata, bravi davvero a non mollare mai. Oltre a “mister Secolo” Lorenzo Bernardi, vittima di una brutta influenza con febbre molto alta che lo terrà a letto ancora almeno fino a martedì, Taborda deve rinunciare anche alla regia del Puma Fino, sempre alle prese coi suoi guai al polpaccio. In regia va allora l’applauditissimo Lucas Simone, per il quale tutta la squadra osserva il lutto dovuto e porta una striscia nera al braccio per la perdita della madre, la signora Gladys Barella, per infortunio sul lavoro. A sostituire Bernardi il “veterano di Cles” Egon Lamprecht, autore di una ottima prova. Per il resto il sestetto è il “solito”: Agazzi opposto, Vecchi laterale, Bulgarelli e Guerrini centrali, con Toschi libero. Al di là della rete, insieme al libero “faccia nota” Matteo Daldello (ex Blue City), i baby Sisley sono determinati a dare battaglia. Tra loro spiccano il centrale Bortolozzo, best scorer tra i suoi (18) efficacissimo a muro e concreto in attacco, e il braccio armato di Kovar, che spinge molto al servizio (doppio ace per lui). Positiva la prima metà di gioco per il sestetto di coach Taborda, meno la seconda, nella quale tutti sbagliano più di frequente (ben 18 errori) e si lasciano spiazzare dalla versatilità dei trevigiani, non perdendo comunque mai il controllo del match. Gli oro-granata ci provano fino all’ultimo, non abbassano la concentrazione nemmeno per uno scambio e puntano a mettere in difficoltà l’avversario con servizi molto tesi che però finiscono qualche volta di troppo in rete o fuori campo.
QUI TRENTA NARDIN. E l’impresa è servita. Può stappare le bottiglie la Trenta Nardin, che torna dal campo di quell’Avesani Verona terza della classe con in tasca tre punti pesantissimi in chiave salvezza. Grazie ad una delle più belle prestazioni di questa stagione i biancoblù delle due valli si impongono in quattro set sul sestetto veronese imbottito di ex “trentini”. Dal coach Michele Marconi (Blue City) all’ex regista di Trentino Volley Marcello Mescoli, passando per l’ex Alto Adige Südtirol e Blue City Alberto Peruzzo e l’ex Tridentum Daniele Adami (con Hernandez allenatore). Un match, questo, la cui registrazione andrebbe fatta vedere ai giovani per far capire loro un concetto del volley “moderno”. Ovvero, quanto ormai importante sia tirare a tutto braccio in battuta. Tanto i veronesi che i ragazzi di Hernandez hanno spinto a tutto braccio, sempre e comunque, dalla linea dei nove metri. Collezionando anche molti errori, ma soprattutto facendo a gara a chi mandava più fuori fase la ricezione avversaria. Verona c’è riuscita a sprazzi, solo con alcuni filotti, mentre la Trenta c’è riuscita praticamente sempre. Tanto che Bristot e Burgsthaler attaccano poco, ma Della Ventura e Peruzzo molto, molto, di meno. Si gioca con la palla alta über alles e qui da una parte c’è solo lo scatenato Frosini, pochi mesi fa mattatore della promozione in A2 di Mantova, con Mari e Quartarone in difficoltà nel mettere palla a terra. Mentre, dall’altra parte della rete, Rizzo e Foglia fanno sfracelli mentre Meneghelli e Capra offrono una sontuosa prova in difesa. Difendendo molto di più dei veronesi, infatti, la Trenta ha trovato la seconda chiave giusta per portarsi a casa questo importantissimo match. Perché con questi tre punti la Trenta aggancia Morciano a quota 13 in classifica. Anche se resta in zona retrocessione solo per numero di vittorie inferiori (5 contro 4) rispetto ai romagnoli, con sette punti di divario da quella San Donà che è l’obiettivo. E sabato sera, a Predazzo, si giocherà proprio questo scontro diretto fra trentini e veneziani.