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B1 Maschile

La Val di Non conserva il suo primato, Trenta ok

Il volo continua. In B1 maschile dopo lo scivolone di Ravenna la capolista Val di Non Blue City "asfalta" senza problemi Nuvolera, mentre la Trenta Nardin coglie tre punti fondamentali in casa del Morciano per conservare la categoria senza problemi.

QUI VAL DI NON BLUE CITY ANAUNE. Dopo il mezzo capitombolo di Ravenna, per Bernardi e compagni l’imperativo era sconfiggere Nuvolera. Riprendere la corsa solitaria al primo posto. Così è stato. Complice un Nuvolera Brescia non particolarmente combattivo e mai insidioso nei tre set, il sestetto di Cles ha avuto gioco facile senza dover affilare le unghie. Si temeva quel calo di concentrazione che a Ravenna era stata la spina nel fianco dei ragazzi di Taborda, che sabato invece si sono dimostrati lucidi dal primo all’ultimo scambio. Certo bisogna riconoscere che Nuvolera non ha esercitato una gran pressione. Resta di un punto il vantaggio su Oderzo, ieri vittorioso nel derby sulla Sisley, mentre Conselice e Bologna fra di loro si “rubano” punti a vicenda. Contro i bresciani si è visto un gioco a ritmi blando, quasi noioso, con azioni prevedibili, tanti errori, spesso banali, che non hanno certo messo sotto pressione uomini del calibro di Lollo Bernardi e soci. Con Fino ancora a riposo, sebbene in miglioramento, in campo è sceso il “cucciolo” argentino Lucas Simone; ai suoi lati Vecchi e Bernardi, che Cles ritrova per la prima volta dopo la sosta natalizia tra le mura amiche, Bulgarelli e Guerrini centrali, l’inamovibile Agazzi opposto e Toschi libero. Ci vuole solo qualche scambio ai nonesi per prendere il ritmo, dopo i primi punti un po’ contesi, Agazzi e compagnia schiacciante impongono il loro gioco su un Nuvolera Brescia che sbaglia davvero molto e non dà cenni di reazione. Chi ne approfitta è soprattutto Bulgarelli, eletto miglior giocatore del match, efficace a muro e in grado di azzeccare al servizio un filotto decisivo in chiusura di set. Set senza storia: il divario comincia sull’8-5 e si accresce senza mai ritorni degli ospiti (16-10) fino a un quasi definitivo 20-13 che diventa 25-14. Si ricomincia dove si era terminato, con una serie di errori in campo bresciano. Subito scavalcata e distanziata (8-4) Brescia prova a correre ai ripari con Mazzotta al servizio. L’opposto rossoblu, unico punto di riferimento per i suoi trova la giusta combinazione servendo su Bernardi e rompendo la ricezione nonesa. Brescia torna sotto (13-12) e sembra rilanciare l’incontro, ma è solo un’apparenza momentanea. Di nuovo staccata per 19-15, coach Mazzantini tenta l’inserimento di Schettini per Di Meo e Buelli per uno spento Susio (ex Alto Adige). Ma il parziale è segnato (21-17) ed a chiuderlo ci pensa Mantovani, entrato a far respirare mister Bernardi. Il terzo set è pressoché una fotocopia del secondo, con l’Anaune che si porta subito in netto vantaggio (6-2) e poi subisce un tentativo di rivalsa da parte di Nuvolera Brescia che per la prima volta nel corso della partita riesce anche a portarsi in vantaggio (9-10) ma non lo sa amministrare (16-13). In finale di tempo rientrano Schettini e Buelli, mentre coach Taborda stavolta sceglie Lamprecht per completare l’opera al posto di Bernardi. Siamo sul 21-18, i tentativi disperati di Renzi e Mazzotta per un’improbabile rimonta non hanno effetto e i giochi si chiudono senza intoppi per Agazzi e soci.

QUI TRENTA NARDIN. “Give me five” Trenta Nardin. Dammi il cinque Trenta Nardin. Perché dalle riminesi riviere della Romagna i ragazzi di Hernandez tornano con in tasca il quinto successo consecutivo. Con una vittoria preziosissima in uno scontro salvezza contro Morciano che, di fatto, permette ora ai biancoblù delle due valli di pensare un po’ di più al centro classifica che alla salvezza risicata come obiettivo futuro. Tanto che l’attuale nono posto in classifica, con qualcosa come otto pesanti punti sulla zona bollente della graduatoria, suona tanto come salvezza ormai in tasca. Recuperato fisicamente l’intero sestetto titolare s’è aperto questo “magic moment” biancoblù, il clima nello spogliatoio è bello alto e l’entusiasmo in valle si respira in ogni dove. A Morciano è andata in scena una partita che la Trenta ha saputo interpretare nel modo migliore. Forzando, com’è ormai sua conseutudine, il servizio a mille all’ora (9 gli ace trentini contro i 5 romagnoli) e lavorando poi moltissimo a muro (dove Bursthaler ha scritto una nuova pagina del “Manuale del block” con 6 muri) ed in difesa hanno alla lunga imposto il proprio ritmo ai padroni di casa. Riminesi che solo nei primi parziali hanno saputo tenere testa ai biancoblù, con Rizzo e Foglia (ex Morciano, fra l’altro) che hanno confermato di stare vivendo un momento molto positivo in attacco. In avvio di match si intuisce subito che sarà un match tirato ed equilibrato. La Trenta comincia sin da subito a spingere al servizio, prova a mettere subito il naso avanti ma ben presto Morciano ristabilisce la parità. Anzi. Al secondo time-out tecnico però sono i padroni di casa avanti, merito di uno strappo che si rivela deciso per l’assegnazione del parziale ai padroni di casa, autori di un set praticamente privo di errori. Il copione della gara, però, cambia completamente nel secondo set. Al centro Bristot e Burgsthaler cominciano a far vedere i proverbiali sorci verdi ai centrali di casa, la battuta trentina continua ad essere efficace ed il muro inizia a funzionare a dovere. Tanto che l’equilibrio dura appena sino all’11 pari, quando cioè Rizzo e soci prendono, salutano e volano via. Burgsthaler al centro fa danni, Foglia attacca con buona continuità contro la sua ex squadra ed il parziale è un monologo della Trenta. Ma è pur sempre uno scontro diretto e, allora, ecco che il terzo parziale diventa il match che tutti aspettavano: combattuto palla su palla, lottato in ogni scambio fino all’ultimo respiro. Il primo tentativo di allungo arriva dai padroni di casa (14-10), ma ben presto Rizzo guida i suoi al pareggio (15-15). Proprio l’ex opposto di Villazzano e Ronda Atesina/Blue City sale in cattedra ed in questo parziale fa praticamente quel che vuole. Sul 24 pari Rizzo si guadagna il set ball, quindi Guagnelli sbaglia e la Trenta può festeggiare. Ma pochi minuti dopo la festa sarà definitiva. Perché il quarto set è poco più di una formalità per la Nardin. I fiemmesi dominano il parziale in lungo e in largo, fino all’apertura dello spumante.

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