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SuperLega

Contro la Lube l'Itas fa quello che può e non basta

La voglia di combattere e di dimostrarsi all’altezza dei playoff di Superlega non è mai mancata, ciò che è quasi sempre venuto meno, in questo match, è stato il potenziale tecnico e fisico per riuscirci. L’Itas Trentino di questi tempi ha la coperta cortissima e non serve un grande sforzo ad avversari di rango, come la Lube, per imporsi. Quando non ha fatto la differenza il servizio, come è successo nei primi due set, lo ha fatto il muro (o l’attacco, a seconda di come si vuole leggere la cosa), come è accaduto nel quarto. L’unica strada percorribile per una squadra che in questo momento non dispone di posti 4 di prima fascia, visto che Lavia è ancora al 50% delle proprie possibilità, sarebbe quella di investire nel servizio, come è accaduto nella terza frazione, ma da sola la battuta non può bastare, anche perché non è certamente il fondamentale nel quale il team gialloblù eccelle, anche a pieno organico. Con un 12-17 nel primo set, un 11-16 nel secondo e con un inutile 9-8 (visto lo 0-8 a muro) nel quarto parziale la sfida fra i due attacchi ha inchiodato l’Itas Trentino ai propri mezzi attuali, uscendo sconfitta per 1-3 (21-25, 25-27, 26-24, 17-25) dal primo match di una serie dei quarti di finale dei playoff scudetto che rischia di terminare assai in fretta.

La squadra di Mendez poteva fare di più. La grande occasione per giocarsela almeno fino al tie break ce l’ha avuta nel secondo set, condotto fino al 24-23, deciso da due ace di Bottolo su Ramon, un buco nero costato carissimo. Sotto 0-2, le possibilità di rimontare, vincendo tre parziali fila in queste condizioni, erano invece diventate pressoché nulle, anche se il successo nel terzo qualche speranza l’aveva generata, poi soffocata da una quarta frazione imbarazzante per la scarsa consistenza tecnica messa in campo dai gialloblù, apparsi rassegnati. Con questo livello di gioco si perde anche contro squadre molto meno attrezzate di Civitanova
(ac)

La cronaca

L’Itas Trentino si presenta al debutto nei Play Off Scudetto ancora priva di Michieletto (in tribuna), motivo per cui l’allenatore Marcelo Mendez conferma i sette titolari visti in campo mercoledì sera a Varsavia in Champions League: Sbertoli in regia e Faure opposto, Ramon e Lavia (alla duecentesima in gialloblù) in banda, Torwie e Flavio al centro, Laurenzano nel ruolo di libero. La Cucine Lube Civitanova risponde con Boninfante alzatore, trio di palla alta composto da Loeppky, Nikolov e Bottolo, D’Heer e Gargiulo al centro, Balaso libero.

L’avvio è nel segno dell’equilibrio (2-2, 5-5 e 7-7), con Faure e Nikolov subito in temperatura; ai due si aggiungono anche Ramon e Gargiulo, ma i locali mettono la freccia solo grazie ad un ace di Flavio sullo schiacciatore bulgaro (11-10). Il vantaggio raddoppia grazie ad un errore a rete dello stesso Nikolov (15-13), ma subito dopo gli ospiti realizzano un parziale di 0-3 con Boninfante al servizio (anche un ace diretto) portandosi avanti 15-16, punteggio che consiglia Mendez di interrompere il gioco. Alla ripresa un primo tempo out di Flavio e una pipe di Nikolov allargano la forbice (15-18); l’Itas Trentino non ci sta e si riporta sotto (18-19) e continua a lottare anche successivamente nel punto a punto (21-22), prima che due ace consecutivi dell’ex D’Heer non indirizzino definitivamente il parziale (21-25).
In questa frazione l’attacco ospite è nettamente superiore a quello di casa (48%-55%), ma pesa anche il +2 costruito in battuta (3-1), soprattutto nel terribile finale di frazione.

I campioni d’Italia non si disuniscono e nel secondo set ripartono determinati, guadagnando subito un paio di punti di vantaggio (5-2 e 8-5) grazie alla buona incisività a rete di Lavia. Due errori in attacco nel giro di pochi secondi, prima di Faure e poi di Ramon, consentono però alla Cucine Lube di pareggiare i conti, poi il muro di Loeppky sullo stesso Lavia vale il sorpasso (10-11). I gialloblù replicano ancora con lo schiacciatore calabrese e con Sbertoli, che trova l’ace che vale il +2 (17-15) e che costringe Medei ad interrompere il gioco; alla ripresa è ancora una battuta vincente, stavolta di Ramon, a valere l’ulteriore allungo (+3, 19-16). Nikolov non è d’accordo e quasi da solo riporta a stretto contatto i suoi (20-19, time out Mendez), poi è l’ace di Loeppky a garantire il perfetto equilibrio (20-20). Il rush finale vede Nikolov spingere avanti i biancorossi (20-21) e Trento combattere ancora con tutte le proprie armi (23-23); Ramon sigla il 24-23, ma Civitanova annulla due palle set (25-25). Ci pensa allora Bottolo con due battute devastanti a regalare ai suoi il 2-0 nel computo dei set (25-27).
Di nuovo l’attacco gialloblù paga un dazio significativo (44%-50%), tristissima la prestazione della ricezione trentina (28%), mentre Nikolov vanta già 17 punti all’attivo.

Il colpo subito è forte e dopo il cambio di campo l’Itas Trentino lo accusa, rientrando sul mondoflex scarica; i marchigiani ne approfittano per scappare subito via (2-4 e 3-6) con Nikolov in battuta. Mendez chiama time out e alla ripresa è un ace di Ramon ad accorciare le distanze (7-8), prima che il muro di Sbertoli su Nikolov non regali la parità a quota 10. Fra i gialloblù ora c’è Bartha al posto di Torwie, ma è Faure a dettare il ritmo con due battute punto che scatenano la BTS Arena e che ispirano anche Lavia, a segno per il 13-10 interno dopo un’azione spettacolare. Trento si tiene stretta il vantaggio (17-14), prima di subire i colpi di Bottolo e Nikolov che fruttano la parità (17-17). Il braccio di ferro va avanti sino in fondo (19-19, 21-21 e 23-23) e stavolta premia l’Itas Trentino, che alla seconda palla set chiude il parziale con un ace del neoentrato Gabi Garcia (26-24).
Lievita il rendimento dei due attacchi (56%-65%), sempre con una netta superiorità marchigiana, ma stavolta l’Itas Trentino mette sul piatto 4 ace contro 2, decisivi per prevalere.
I due attacchi girano su buone percentuali (56%-65%), il problema è che l'Itas la applica a 16 palloni (9), mentre Civitanova su 23 (15). A venire in soccorso ai gialloblù sono gli errori ospiti, ben 11 in battuta e 4 in attacco, e i 4 ace (contro 2).

Nel quarto set la Cucine Lube torna a fare la voce grossa col solito Nikolov (3-6 e 5-8), sempre ispiratissimo a rete, ma anche grazie al muro che ferma tre volte gli attaccanti gialloblù offrendo il massimo vantaggio (+4, 6-10). Trento prova a risalire ancora la china (9-12), ma poi subisce nuovamente il servizio ospite (10-16) ed i block di D’Heer, perdendo in efficacia nella fase di cambiopalla. Mendez getta allora nella mischia Acquarone e Gabi Garcia, senza però riuscire a recuperare lunghezze (14-20). L’1-3 esterno in favore di Civitanova arriva già sul 17-25, con l’Itas Trentino che ci mette grande cuore, gioca tante azioni lunghe, ma non trova mai fortuna e precisione per concluderle.
Il livello scadente dei due attacchi (26%-38%) non sposta gli equilibri. A fare la differenza è quasi esclusivamente il muro, attraverso il quale Civitanova raccoglie 8 punti contro 0 dell’Itas. Un massacro.
(fonte Trentino Volley)

Il tabellino completo

Le nostre pagelle

RICCARDO SBERTOLI (pal) 6,5 – Cerca di dare il proprio contributo non solo al palleggio, ma anche a muro, in difesa e al servizio, ma non può bastare per compensare la serataccia dei due posti 4. Quando la ricezione non gli consente di giocare al centro è davvero difficile per lui decidere a chi affidare il pallone, dato che nessuno nel trio Faure – Lavia – Ramon raggiunge il 40% di positività in attacco. Inoltre una pessima ricezione lo fa correre come un maratoneta per quasi due ore.

THEO FAURE (opp) 5 – Il compito di sobbarcarsi gran parte del peso dell’attacco di palla alta era improbo già in partenza contro una squadra attrezzata come Civitanova. Nel primo set l’opposto francese è stato monumentale (86%), nel secondo si è difeso (43%), poi il muro della Lube lo ha imprigionato senza scampo, bloccandolo per 6 volte in totale. Una serata difficile in un periodo in cui gli si chiede moltissimo.

DANIELE LAVIA (sch) 5,5 – Bisogna considerare una vittoria il semplice fatto di vederlo giocare partite intere già da qualche settimana, un esito che fino a qualche mese fa nessuno avrebbe potuto garantire. L’assenza di Michieletto l’ha costretto a sobbarcarsi compiti che in questo momento non è in grado di affrontare, ma purtroppo Mendez non ha scelta, dato che Bristot dà ancora meno garanzie. Bilancia in parte il suo 33% in attacco con il 52% in ricezione, il numero migliore nella metà campo trentina.

JORDI RAMON (sch) 4,5 – Era arrivato a Trento per vestire i panni di terza banda in sostituzione di Magalini, ruolo che avrebbe svolto al meglio in una situazione normale. Nel girone di andata ha fatto più di quello che ci poteva lecitamente aspettare nelle vesti di titolare, poi è calato e ora rappresenta il bersaglio privilegiato dei servizi avversari, quello sul quale vengono costruiti i break decisivi. Anche ieri ha subito ben 4 ace e in attacco non è andato oltre il 39%. Al servizio si è procurato due ace.

FLAVIO GUALBERTO (cen) 6,5 – Si guadagna una sufficienza con l’attacco (58%) e soprattutto con il servizio, che porta 1 ace e 4 break point, ma con il passare del tempo cala e i suoi tre errori in primo tempo pesano parecchio nell’economia del match. A muro va a segno una sola volta.

SIMON TORWIE (cen) 5 – Nelle ultime settimane si era fatto preferire sistematicamente a Bela Bartha grazie a prestazioni molto complete, ieri però non era la sua giornata. Nei due set e mezzo giocati ha raccolto appena due punti in attacco (con appena 4 assist a disposizione) e soprattutto zero muri. Al servizio il suo apporto è stato migliore, soprattutto grazie al fatto che non ha commesso alcun errore.

GABRIELE LAURENZANO (lib) 6 – In ricezione ha sofferto molto, dovendosi preoccupare anche di chi aveva accanto, in difesa ha raccolto tanti palloni, ma con un attacco così scadente la squadra non è stata in grado di valorizzare il suo lavoro (e quello di altri compagni) nelle retrovie.

BELA BARTHA (cen) 7 – Entra al posto di Torwie sull’8-10 del terzo set, offrendo a Sbertoli un’uscita in più in attacco. Sa benissimo che non farà parte dell’Itas Trentino 2026-2027, come Ramon, ma ci ha messo tutto quello che aveva scaricando a terra 6 palloni su 9 e raccogliendo un ace. Anche lui a muro non riesce a portare alcun contributo di sostanza.

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Autore
Andrea Cobbe
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