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Giovanile

Grazie lo stesso ragazze! L'Ata seconda in Italia

Un traguardo mancato solamente di un soffio. Un appuntamento con la storia svanito, nuovamente, sotto lo striscione dell'arrivo. L'Ata FinTravel a Termoli (Campobasso) vede sfumare proprio nella finalissima quel titolo di campione d'Italia Under 18 che avrebbe meritato per tutto quello fatto vedere in campo. Sia in queste finali che prima. Una sconfitta che brucia, l'Anderlini Modena/Sassuolo diventa campione d'Italia vincendo in quattro set (25-22, 25-16, 20-25, 26-24) dopo una partita combattuta e tirata ma soprattutto nervosa. Cinque anni fa, in Lombardia, la sconfitta in una finalissima nazionale che lasciò non poco l'amaro in bocca, ma il rivivere adesso un'altra delusione per un secondo posto è ancora più amaro. Il palmares nazionale delle nostre squadre giovanili si ferma così lì, ad un altro secondo posto mentre l'unico alloro tricolore vinto nel giovanile resta quello dell'Under 18 targato Itas Diatec di coach Marco Angelini. Ma, si diceva, questa è stata una finale molto nervosa. Il perché è presto spiegato. “Per tutto il primo set e mezzo - commenta coach Marco Mongera - un loro dirigente è rimasto dietro di noi a guardare i nostri schemi e comunicarli al loro allenatore. Nei primi due set praticamente abbiamo sempre attaccato contro muro a due schierato. Ho protestato con gli arbitri e mi hanno espulso per un set, sono dovuti intervenire anche i dirigenti della Fipav locale per far smettere questo atteggiamento completamente antisportivo”. La partita, così, s’è giocata moltissimo sui nervi. Perso solo all’ultimo il primo set nel secondo è ko netto, ma nel terzo parziale arriva la rinascita trentina. Sprecata tutta, però, sul finire di quarto set. Quando sul 24-24 ed il tie-break ad un passo sono due errori delle bianconere delle Acquecalde a consegnare il tricolore a Modena. “C’è tanta delusione ed amarezza per come è finita questa avventura - conclude Mongera - la partita era alla nostra portata, meritavamo questo titolo. È la seconda volta in cinque anni che ci capita, ci dispiace tantissimo”. Una vera e propria cavalcata trionfale quella della squadra di Folie, Olivotto, Huez e compagne. Partite con la vittoria, a mani basse, del titolo trentino e passato poi per il successo negli interregionali del PalaBocchi di due settimane fa. Ma fatale è stata l'unica vera sconfitta, in pratica, rimediata in questa loro annata spettacolare. A poco servono come consolazione i premi individuali a Stefania Pistolato come Mvp di queste finali nazionali ed a Raphaela Folie, premiata come miglior muro. Alla fine sono le emiliane a festeggiare, all’Ata non resta che asciugare le lacrime restando contente di aver comunque eguagliato il miglior risultato di sempre di una squadra giovanile trentina. Mentre nel momento di ritirare il trofeo, sfuggito alle emiliane nel 2008 quando persero in finale, la squadra neo campione d'Italia è stata subissata di fischi.

Di seguito riportiamo i risultati delle finali di ieri e la classifica finale.

1°/2° posto
Anderlini&Sassuolo V.Mo Ata Trento Volley 3-1 (25-22 25-16 20-25 26-24)

3°/4° Posto
Il Fotoamatore S.Min.Pi - Asystel Volley Novara 1-3 (18-25 25-16 22-25 15-25)

Classifica
1 - Anderlini&Sassuolo
2 - Ata FinTravel
3- Asystel Volley Novara
4 - Il Fotoamatore S.Miniato Pisa
5 - Fonte Roma Pallavolo
6 - Amatori Atl.Orago Varese
7 - Leonessa V.Altamura Bari
8 - Foppapedretti Bergamo
9 - Costr.Susanna S.Donà di Piave
10 - Pool V.Pontelongo Padova
11 - Grissin Bon Cavalca Reggio Emilia
12 - Pallavolo Crotone

UNDER 20 MASCHILE. Fuori dal giro per la lotta al titolo l'Under 20 dell'Itas Diatec. Nelle finali nazionali di categoria a Sestola i giovanissimi di coach Burattini arrivano ad un passo dalla qualificazione alle semifinali scudetto, volando sul 2-0 sulla Sisley Treviso nell'ultima giornata eliminatoria. Invece, alla fine, i baby orogranata riescono a rimontare imponendosi poi al tie-break (22-25, 17-25, 27-25, 25-13, 15-12), tagliando fuori i gialloblù dalla corsa al podio. Alle 14 di oggi, così, Fedrizzi e compagni giocheranno per il quinto o sesto posto finale contro i Diavoli Rosa Brugherio.

In merito a quanto sopra scritto nell'articolo relativo alle finali Under 18 femminili riportiamo, di seguito, i commenti giuntici dalla società Anderlini Sassuolo e dall'Ata Trento.

E' veramente spiacevole vedere che un allenatore di alto livello come il signor Mongera non conosca la figura del tattico. Il tattico è una figura usata da TUTTE, e dico tutte, le squadre che militano in serie A (per fare un esempio a loro vicino, si provi a vedere in una partita dell'Itas Trentino di A1 Maschile se qualcuno in panchina ha un auricolare all'orecchio) e spesso si ritrova in campionati minori; anzi a volte ve ne sono più di uno in una stessa gara. Tale persona, munita di radio, è in comunicazione con la panchina e fornisce continuamente informazioni utili all'allenatore. Non vi è nulla di scorretto, tant'è che anche gli arbitri non hanno preso provvedimenti (sarebbe bastato
ritirare la radio all'allenatore in panchina). Ancora, lo stesso signor Mongera ha contestato il fatto che alla panchina arrivavano dei fogli da fuori dal campo, cosa secondo lui altamente antisportiva. Essendo io lo scoutman di quella squadra, ed essendo stato io a far arrivare quei famigerati fogli, posso dire
che il materiale che veniva consegnato null'altro era che le statistiche della partita che io stavo rilevando come ogni scoutman deve fare. Anche qui nulla di irregolare ma semplicemente un modo di lavorare pari a quello delle squadre di serie. Tra l'altro anche loro disponevano delle stesse informazioni, poichè vi era una persona in panchina che rilevava la partita come me.
E' stato altresì spiacevole quando il tutto è stato ingigantito dai sostenitori di Trento, i quali ovviamente non conoscendo il regolamento non hanno potuto fare altro che insultare le ragazze. Preciso anche che nessun dirigente della Fipav locale è intervenuto per far smettere quello che Mongera definisce atteggiamento antisportivo, tant'è che il nostro tattico ha continuato a fare il suo lavoro fino alla fine della partita. In compenso Mongera una volta espulso dialogava con il secondo durante il set cosa espressamente VIETATA dal regolamento (una volta è stato anche richiamato dal 2° arbitro, ma l'episodio si è ripetuto durante il set... Mongera era a fianco a me, l'ho visto benissimo). Infine, al termine della gara una loro tifosa è scesa in campo è ha scagliato in testa al nostro allenatore, colpendolo, la radio incriminata.... questo è un
atteggiamento sportivo? Penso a questo punto che vada rivisto il concetto di "antisportività"... perchè se tale si considera un modo di lavorare usato in tutti i campionati e da una miriade di squadre e peraltro considerato regolare a livello di regolamento (non esiste nessuna regola che vieta alla panchina il dialogo con il pubblico eccetto in alcune situazioni come l'espulsione appunto), beh! Credo che occorra fermarsi un attimo e ripensare a quanto è successo anche in virtù del fatto che una gara non si vince grazie al tattico ma grazie al valore tecnico e morale delle atlete. E in questo entrambe le squadre si sono espresse al meglio.

Cordiali Saluti
Riccardo Volante
Scoutman dell'Anderlini & Sassuolo Volley

L’allenatore e lo staff di Sassuolo considerano legittimo il comportamento sostenendo che è loro abitudine questa metodologia dall’under 18 in avanti.
A nostro parere l’atteggiamento di Sassuolo è altamente lesivo di tutti i principi che sorreggono il mondo dello sport. Si tratta di un comportamento antisportivo a maggior ragione se si considera che stiamo parlando di pallavolo giovanile, si tratta di atlete che devono imparare a giocare ed a vincere con tutti quegli strumenti compatibili con lo sport e con il concetto di lealtà e non a qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo. La parola scuola di pallavolo che utilizza Sassuolo per promuovere la sua attività, deve per forza di cose sottintendere anche il concetto di scuola di vita. E’ noto che ad alti livelli è presente la figura del tattico, titolo del quale si fregia il dirigente di Sassuolo in questione, ma questa figura ha ben altri compiti. Il tattico ha il compito di valutare la partita al di fuori della panchina con strumenti diversi, scout in tempo reale, direzioni dei colpi d’attacco, sequenza degli schemi, raffronto con i dati preparati ante partita in base ai video. Il tattico può rivedere le azioni e dare suggerimenti alla panchina, anche in collegamento auricolare. Il comportamento di Sassuolo va ben oltre e sconfina nella slealtà. La trasmissione diretta degli schemi chiamati dalla palleggiatrice avversaria alle giocatrici in campo non ha nulla a che vedere con il ruolo del tattico (non è tattica saper ex ante gli schemi che faranno gli avversari. E’ come giocare a carte con una persona dietro la schiena che dice le tue carte all’avversario di gioco). Anche in serie A questa cosa non è praticata e comunque certamente non tollerata, si veda il recente caso Nikolov, a bordo campo per infortunio, nei play off scudetto di quest’anno, durante la gara Trento - Cuneo, pesantemente richiamato mentre suggeriva gli schemi ai propri compagni od il meno recente caso della partita di Montichiari, dove lo stesso Lorenzo Bernardi è intervenuto personalmente per mettere fine a questa pratica. Questa metodologia che non ha nulla a che fare con lo sport, è tanto più grave quanto più giovani sono le atlete alle quali la si vuole applicare. Il fatto poi di coinvolgere le stesse atlete in questa metodologia è ancor più grave.
Gravissimo infine è l’atteggiamento ed il comportamento dell’allenatore di Sassuolo che per vincere è evidentemente disposto a tutto. Gravissimo perché durante la partita lo stesso allenatore si è lasciato andare a gesti e comportamenti molto offensivi nei confronti sia dell’avversario che del pubblico. Gravissimo perché quello stesso allenatore fa parte dello staff della nazionale e come tale dev’essere il primo a dare buon esempio di correttezza, lealtà e valori sportivi. Pensate quale può essere il sentimento di una società come la nostra che sta lavorando molto seriamente allo sviluppo di un generazione di atlete che possano arrivare ad alti livelli nel prendere atto che dopo una serie di vicende come quelle che potrete vedere nel video, dovranno anche sottostare all’umiliazione di dover consegnare una propria atleta (Raphaela Folie) alle cure, tra gli altri ottimi e stimatissimi allenatori, anche di questo personaggio (Marco Paglialunga) che, ipotizziamo molto valido a livello tecnico ma certamente improponibile sia a livello umano che a livello educativo. Nella nostra storia pallavolistica, non ci è mai capitato di vedere la vincitrice di un torneo così importante come una finale nazionale, fischiata dall’intero palazzetto durante le premiazioni. Non ci è mai capitato di sentire un Presidente di Federazione Regionale che si sente in obbligo di fare un richiamo alla lealtà ed ai valori sportivi prima di procedere alla consegna dei premi. Questa cosa è l’evidente segnale che nessuno, all’interno di quel palazzetto (forse esclusi i tifosi di Sassuolo ma possiamo assicurarvi, non tutti) ha gradito questo atteggiamento. Certamente qualcuno ha portato via alle atlete di Sassuolo la vittoria piena, qualcuno ha fatto si che queste stesse atlete non potessero gareggiare per il loro campionato nella consapevolezza di averlo vinto perché più forti. Su questa vittoria rimarrà sempre un’ombra ed i responsabili sono solo ed esclusivamente coloro che hanno deciso di coinvolgere queste atlete in una pratica altamente antisportiva.

Ata Trento Volley

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