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Cartoline da Doha, Qatar e dintorni

Dal nostro inviato a Doha (Qatar)

Quando si vive, anche per pochi giorni o poche ore, all’interno di un ambiente dai contorni tanto diversi dal nostro quale è il Qatar, di situazioni curiose se ne osservano parecchie. Ecco alcune istantanee raccolte al seguito di questa sortita della grande pallavolo nella penisola arabica.

SEGNAPUNTI CON IL VELO
Al tavolo del referto ufficiale, qui a Doha, vi sono due donne che indossano la divisa ufficiale della Fivb, ma anche un velo nero, che ricopre il loro capo e ne nasconde i capelli. Una di loro, oggi, è andata in crisi quando ha dovuto annotare correttamente la sostituzione del libero titolare del Payran con un atleta registrato come schiacciatore, ma dopo cinque minuti di stop la partita ha potuto riprendere il proprio corso. Forse era l’unico modo per allungare un po’ lo spettacolo. In realtà indossare il velo in Qatar non è un obbligo, ma sono tantissime le donne che seguono i dettami della sharia. Anche per questo la sera nei locali e nelle strade si incontrano solo uomini.

ARIA CONDIZIONATA A GO-GO
Le temperature, da queste parti, non sono propriamente miti. In questo periodo si possono raggiungere senza problemi i 35 gradi, per cui la necessità di rinfrescare gli ambienti è viva per 360 giorni all’anno. Il gruppo di tifosi della Trentino Volley, che è a Doha da mercoledì, alla mattina si reca in spiaggia ed il pomeriggio si sposta al palazzetto. Per non farsi mancare nulla. Ma in questo modo deve fare i conti con escursioni termiche micidiali, perché l’aria condizionata viene somministrata senza pietà ovunque. Nei pullman, sui taxi, nelle auto, nei luoghi pubblici e nello stesso palazzetto dello sport è necessario coprirsi in misura maggiore di quanto non avvenga nei nostri impianti, perché il getto di aria gelida è sempre in agguato. Il massimo dello spreco si raggiunge, probabilmente, all’interno dello stadio di calcio, una struttura aperta dotata comunque di bocchettoni che soffiano aria fresca nelle gambe degli spettatori presenti in tribuna.

MA LA FIPAV E LE NOSTRE TV DOVE SONO?
Qui a Doha sono presenti i rappresentanti di tutte le federazioni coinvolte nella competizione, fuorché una. Vi lasciamo indovinare di quale si tratta, ma vi diciamo subito non vincerete nulla se indovinerete, perché la risposta è troppo facile. Chi invece porterà a casa dei bei soldini solo le prime quattro squadre classificate, infatti il montepremi del Campionato del Mondo garantisce 250.000 dollari al team che salirà sul gradino più alto del podio, 170.000 al secondo classificato, 120.000 al terzo, 90.000 al quarto e 30.000 a tutti gli altri.
Alla latitanza della Fipav si aggiunge quella, ancora più grave, della copertura televisiva in Italia. Nessuna emittente ha infatti acquistato da Al Jazeera i diritti per coprire il nostro territorio, al contrario di quanto è avvenuto in Australia (Arena tv), Romania (Boom Sport), Russia (Rtl), Repubblica Ceca (Nova Sport), Polsat (Polonia), Spagna (Dahlia Tv), Gran Bretagna (Sntv), Usa (Perform), Brasile (Globotv) e Arabia (Al Jazeera Sport).

SPETTATORI COME SOLDATINI
In queste giornate le tribune della Aspire Zone Arena non sono mai state piene, ma lo sono ancora meno quando una parte degli spettatori locali, ad un’ora convenuta, si alza all’unisono e se ne va a casa. Probabilmente perché ha terminato il proprio turno “obbligato” al palazzetto. Fra le tifoserie la più numerosa è senza dubbio quella polacca, seguita da quella iraniana, che questo pomeriggio ha tifato senza sosta anche per i russi dello Zenit Kazan, prima di incitare il Paykan. Non è stata una giornata particolarmente felice per loro…

IN CAMPO SI PARLA L’ITALIANO
A chi capita di seguire da vicino un time out di Jacek Nawrocki, allenatore dello Skra Belchatow, non sfugge che la lingua utilizzata è l’italiano. Pare che sia l’unico modo per comunicare con polacchi, spagnoli (Falasca) e francesi (Antiga).

BRAVI, BENE, BIS. ANZI POKER
Alla fine del primo set sui tavoli riservati alla stampa è comparsa la fotocopia di una lettera inviata dal presidente della Fivb Jizhong Wei al presidente della federazione del Qatar, Abdulla Yousif Al Mal. Essa conteneva sperticati complimenti al comitato organizzatore per l’ottima riuscita dell’evento (probabilmente il numero di spettatori non è un parametro che conta, ndr) e si chiudeva con una frase dalla quale si evince chiaramente che da queste parti si dovrà tornare ancora: «I am confident that this success will continue and develop in the following editions». Il Mondiale per club, infatti, si svolgerà qui anche nelle prossime tre edizioni.

ALCOL? NO GRAZIE
In Qatar la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche è rigorosamente vietata. Possono apparire solo all’interno di esclusivi villaggi turistici dove la popolazione locale non ha accesso. A fare le spese di questa norma è stata soprattutto la squadra russa dello Zenit Kazan, alla quale sono state sequestrate significative quantità di vodka non appena toccato il suolo qatarese. Questo divieto, che molti europei sembrano soffrire non poco, diventa occasione per divertenti siparietti, come quelli a cui si assiste in alcuni locali, dove il cameriere, a fine pasto raccoglie le ordinazioni di bevande alcoliche e poi si prende gioco dei clienti ricordando loro che si era trattato di uno scherzo del quale avrebbero dovuto accorgersi da soli.

L’ONESTA’ PRIMA DI TUTTO
Per chi proviene da paesi come il nostro, dove il rispetto delle regole e delle proprietà altrui non fa propriamente parte del dna nazionale, scoprire che i negozianti, quando tornano a casa, la sera, si limitano a coprire la propria merce con un telo, lasciandola in strada sui banchetti, rappresenta un piccolo grande shock. Eppure è proprio così. Mercanzie di ogni genere, persino madreperle con tanto di conchiglie, sono lì incustodite alla portata di ogni manolesta. Pare che tanta fiducia nel prossimo sia legata ad un sistema di sanzioni che spazza subito dalla mente dei cittadini l’eventualità di approfittare della situazione.

RETROMARCIA GALEOTTA
Il codice della strada, a Doha, viene fatto rispettare. Anche troppo. L'autista del pullman dei tifosi trentini è stato arrestato mentre entrava nel vicolo dell'albergo in retromarcia, manovra probabilmente vietata.

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