volley.sportrentino.it
SporTrentino.it
SuperLega

L'Itas gioca un set alla grande e poi sparisce

[Nostro servizio da Bologna]

Pur essendo uno sport molto ripetitivo nelle sue gestualità, la pallavolo sa riservare ad ogni match importante un copione diverso. Delle otto finali giocate dalla Trentino Volley nelle ultime tre esaltanti stagioni non ce n’è stata una simile all’altra, ciascuna ha vissuto una vita propria, con caratteristiche specifiche e contingenti non ripetibili. Così la prima finale scudetto italiana disputata in gara unica ha proposto una trama davvero difficile a prevedersi. Nulla di attinente a quanto dichiarato alla vigilia dell’incontro da tecnici e giocatori nelle interviste di rito, quando tutti avevano individuato nei particolari e negli episodi gli elementi che avrebbero spostato l’ago della bilancia da una parte o dall’altra.
È successo che Trento ha dominato in lungo e in largo la prima frazione, apparsa irreale per un match di tale importanza, e che Cuneo ha poi imbrigliato in via permanente e definitiva il cambio palla dell’Itas Diatec, facendo propri senza troppe difficoltà i tre set successivi. Il pathos vissuto lo scorso anno nel tie break di gara-5 non ha mai attraversato la Futurshow Station di Bologna e a nessun episodio è stato concesso l’onore di decidere davvero il match. E questa linearità delle frazioni numero 2, 3 e 4 induce ad affermare che l’Itas di ieri avrebbe potuto giocarne anche dieci di set, ma non sarebbe riuscita a venire a capo dell’avversario, più tonico sul piano fisico (non a caso le prime parole di Nikolov dopo la vittoria sono state dedicate al preparatore atletico), ma soprattutto più abile a leggere il gioco del regista avversario e quindi a rendere difficile la vita degli attaccanti, che hanno finito per innervosirsi e cadere in un numero di errori davvero inconsueto per il dream team trentino. Nei dieci errori in più commessi da Kaziyski e compagni (31-21) sta la chiave di lettura di un match interpretato male dai freschi campioni d’Europa, forse non preparati a giocare punto a punto dopo aver vinto sei set consecutivi (gli ultimi due contro il Bled, i tre contro la Dynamo e il primo di ieri) con relativa facilità. Quella di ieri è stata la prima partita, dopo molto tempo, nella quale ai gialloblù sarebbero servite tutte le risorse disponibili in organico, compreso l’apporto di fantasia e di imprevedibilità di Raphael (per non dire della sua precisione). Purtroppo, però pare destino che nelle ultime stagioni Trento debba arrivare in fondo senza qualche giocatore chiave (l’anno scorso toccò a Winiarski, in campo pro forma con un tendine della spalla lesionato).

1° set

Chi ha ancora in mente l’avvio del primo set della finale di Lodz ha l’impressione di assistere ad una scena già vista quando l’Itas Diatec va al primo time out tecnico del match in vantaggio per 8-2. Il turno in battuta di Juantorena fa polpette della ricezione cuneese (ace, muro di Birarelli e muro di Vissotto) e Kaziyski mette a terra tutto quello che Zygadlo gli dà in pasto con una cattiveria fuor di misura (punti n. 4, 5, 6 e 7). Il regista polacco serve anche un assist al centro in ricostruzione, poi va a battere il capitano bulgaro e mette a segno altri due punti con una pipe e un ace su Wijsmans, decisamente stralunato. Sembra una girone dantesco, all’interno del quale una belva feroce fa strame di una malcapitata preda, una scena irrituale per una finale scudetto. Sala estrae dal cilindro due ace consecutivi e Juantorena mette a terra il pallone del 15-4. Non è una partita, è un tiro a segno che lascia basiti i tifosi cuneesi, ma anche quelli trentini. La squadra di Giuliani conquista qualche cambio palla e chiude il primo episodio con un servizio sbagliato di Parodi.
I TOP: Kaziyski 6 punti, Juantorena, Birarelli, Sala e Parodi 4
I PUNTI (Itas-Cuneo): attacco 12-9, muro 4-0, ace 5-1, errori 4-4

2° set
Messo da parte il furore agonistico della prima frazione l’Itas Diatec si cala in una nuova battaglia punto a punto. Vissotto sbaglia e regala il primo vantaggio alla Bre Banca (1-2), ma ci pensano Sala (smash su ricezione lunga di Parodi) e due ace consecutivi di Kaziyski (su Henno e su Parodi) a spingere Trento fino ad un confortante 7-4. Da questo momento in poi comincia un’altra partita. Sull’8-7 Nikolov mura Juantorena e un attimo dopo Grbic trova un ace fortunatissimo grazie al nastro che rende irricevibile la sfera. Sul 9-9 Vissotto sbaglia un attacco contro il muro a tre e Kaziyski commette infrazione di linea cercando di attaccare una pipe (9-11). È come se improvvisamente il marchingegno trentino si fosse bloccato e non c’è modo di rimetterlo in modo, perché il muro cuneese arriva sempre al punto giusto al momento giusto (block di Mastrangelo su Kaziyski per il 10-13). L’Itas fatica a tenersi il cambio palla, ma di mettere a segno qualche break point non se ne parla, anche perché sbaglia servizi a raffica (Juantorena, Kaziyski e Sala). Sul 16-19 Giuliani inserisce Peda per Fortunato e il lettone tira tre sassate dai nove metri che mettono in grave difficoltà Kaziyski e inchiodano la squadra trentina fino al 16-22- A quel punto il set è segnato.
I TOP: Nikolov 5 punti
I PUNTI (Itas-Cuneo): attacco 10-10, muro 0-3, ace 2-1, errori 11-8

3° set
I più pensano che la lezione sia servita all’Itas Diatec, squadra raramente si fa mettere sotto per più di una frazione. Invece il terzo set inizia nel peggiore dei modi: 1-5 con un servizio in rete di Juantorena e due errori di Kaziyski, bersagliato in battuta, ma soprattutto incapace di mettere a terra gli assist di Zygadlo, come dimostra il secondo attacco eseguito con un bilanciere un po’ maldestro. Sospinta dall’entusiasmo Cuneo trova il muro di Mastrangelo su Sala (anche in questo caso mal servito da Zygadlo) e vola sul 2-7 che diventa un 3-9 quando Grbic attacca di prima intenzione un pallone vagante. Non capita spesso di vedere l’Itas in balia di un avversario così a lungo. La squadra prova a reagire, ma con un affanno inconsueto: un attacco di Juantorena e un muro di Birarelli su Fortunato fanno 7-10, un fallo di Grbic e un muro di Vissotto su Nikolov 11-14. Il divario è ancora sensibile, ma ora la sfida sembra giocarsi ad armi pari. All’ace di Nikolov risponde un muro di Juantorena sul bulgaro (14-17), poi inizia la fiera dello spreco: Zygadlo sbaglia lo smash cercando le mani di Grbic che non ci sono più, Sala sbaglia il servizio, Vissotto un diagonale da posto quattro. L’ace di Juantorena su Wijsmans serve solo per alimentare i rimpianti: che punteggio potrebbe presentare il tabellone, invece del 18-20, se solo un paio di comodi palloni fossero stati attaccanti con precisione? Nikolov trova un altro ace su Bari (ma l’errore è di Juantorena, che esita) Zygadlo mura Nikolov (21-23). Poi solo cambi palla.
I TOP: Juantorena 6 punti, Wijsmans 5, Nikolov e Parodi 4
I PUNTI (Itas-Cuneo): attacco 12-14, muro 4-1, ace 1-2, errori 8-5

4° set
La quarta frazione sembra finalmente proporre una sfida punto a punto come tutti l’avevano pronosticata. Il problema dell’Itas Diatec sta nel fatto che i servizi non entrano e regalano ai bleu il cambio palla automatico del 3-4, 4-5 e 6-7. A sbloccare la situazione ci pensa un muro del generoso Birarelli, che intercetta un pallonetto di Parodi (8-7). Cuneo continua a giocare meglio, Trento pasticcia (Mastrangelo mura la pipe di Juantorena, letta a meraviglia) e poi pasticcia ancora (goffo errore di Vissotto per l’11-13). Un raro errore di Nikolov segna la parità (15-15), ma invece che partire all’arrembaggio la squadra di Stoytchev va nel pallone: Wijsmans mura un infelice pallonetto di Kaziyski (brutto assist), poi Nikolov dalla linea dei nove metri si cuce lo scudetto sulla maglietta: ace su Kaziyski, errore di Kaziyski, muro di Grbic su Kaziyski, ace su Juantorena. Una mitragliata che vale il 16-22. Game over, il resto è accademia.
I TOP: Kaziyski 6 punti, Nikolov 5
I PUNTI (Itas-Cuneo): attacco 12-11, muro 3-4, ace 1-2, errori 8-4

Autore
Andrea Cobbe
© www.sportrentino.it - strumenti per i siti sportivi - pagina creata in 0,391 sec.

Classifica

Notizie

Foto e Video