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L'Itas Diatec cede a un passo dalla semifinale

Non c'è verso. La maledizione che grava sulla testa dell'Itas Diatec non molla la presa e anche questa volta gli eventi hanno congiurato in modo da impedire alla squadra trentina di regalare una soddisfazione al proprio immenso pubblico. Una semifinale che, avanti per 2 partite a 1 e con tre match ball a disposizione sembrava finalmente a portata di mano. Ma tutto ciò non è bastato e un suicidio collettivo, quando la Copra era ormai virtualmente fuori dai playoff, ha trasformato in un incubo quello che sembrava un sogno a lieto fine.
Grande partita quella vista ieri sera al PalaTrento, con una cornice di pubblico da finale scudetto e un entusiasmo alle stelle. Le due formazioni si sono equivalse in tutto per tutto, lo dicono i numeri: attacchi da prima linea 53-53, attacchi da seconda linea 20-20, muri 13-13, ace 4-5, errori complessivi 29-29, percentuale d'attacco 57%-57%, ricezioni precise 72%-69%, ricezioni perfette 48%-49%, punti realizzati 119-120. Impressionante. In un contesto di questo tipo sono le pagliuzze a fare la differenza, ma le due occasioni gettate alle ortiche da Trento nel tie break sono due vere e proprie travi.
Andiamo con ordine. Nel primo set la cronaca parla di una leggera ma costante supremazia dei padroni di casa, trascinati dai soliti Sartoretti e Savani. L'opposto è protagonista di una miniserie di quattro battute che portano un ace e due muri di Hübner (13-9), una "jam session" che vale la conquista del set, anche se nel finale Marshall prova a disfare i piani trentini. Questa volta il tridente che funziona non è quello piacentino ma quello tentino, visto che Vujevic chiude la frazione con il 60% in attacco.
Anche nel secondo l'Itas sembra avere le risorse per portarsi avanti con decisione, visto che Tofoli mette in crisi la ricezione di Zlatanov e prima Sartoretti e poi Savani scaricano a terra due legnate da seconda linea. Poco dopo le battute di Heller fanno impazzire la ricezione di Marshall, questa volta a dare il +2 (12-10) sono un muro di Hübner su Anderson e un errore dello stesso opposto, che non ne vuole sapere di entrare in partita. I problemi cominciano quando i trentini cominciano a regalare qualche punto di troppo (il tedesco sbuccia un attacco e sbaglia un servizio, imitato da Savani) e finiscono quando Zlatanov tira un raro servizio a tutto braccio (ace su Bachmann), quando Savani commette invasione in attacco e Grbic trova l'ace su Vujevic (18-22). Il set è della Copra, nonostante dieci punti di Sartoretti.
Il terzo è una lotta furibonda e se ne vedono di tutti i colori. Si vedono Marshall (8 punti) e Savani (9 punti) rivaleggiare a suon di bordate, l'Itas rimanere davanti fino al 20-19, farsi superare (pallonetto di Marshall) per poi conquistare la bellezza di cinque set point, nessuno dei quali chiuso con successo (anche perché tutti con battuta propria). Sul 30-30 un'invasione di Heller e una pipe di Marshall portano a compimento la prima beffarda rimonta di giornata.
La squadra di Burattini sembra al tappeto, anche perché Marshall, già devastante nel terzo set, nel quarto ricomincia a fare buchi per terra. Ai suoi cambi palla automatici risponde con fatica Trento, che ha la costanza e la pazienza di non perdersi d'animo rimanendo aggrappata all'avvaersario in attesa di un calo, che arrriva in extremis sul 22-23, allorquando Sartoretti ricostruisce in maniera vincente e Marshall tira lungo (24-23). Questa volta il secondo set ball è quello buono, grazie ad un invasione in attacco di Cavallini.
È tie break e il palazzetto non sta nella pelle. L'inizio del set è quanto di meglio possa godersi un pubblico gasatissimo: sartorace sfodera tre battute delle sue e, oltre a due ace diretti, trova anche il muro di Hübner su Bovolenta a dargli una mano (4-0). Sul 6-2 l'opposto spreca un ghiotto contrattacco e subito dopo Savani tira fuori una pipe, imitato da Vujevic che attacca fuori. Se ci mettiamo che anche Rak e Vujevic vengono difesi (attacco vincente di Zlatanov) ecco serita la parità (6-6). Sull'8-7 un pallonetto sbagliato di Anderson, un attacco dritto in curva di Zlatanov e un muro di Savani su Anderson mandano in visibilio il PalaTrento (11-7). Così si arriva al 14-11, il momento clou di questo thriller con finale a tradimento. Il primo match point lo annulla un attacco di Marshall, ma il muro di Hübner esce di pochissimo; il secondo Tofoli decide di affidarlo alle braccia di Savani, che non riesce a scaricare tutta la sua potenza nella pipe, si fa difendere, e poi Marshall (uno a caso) mette giù; il terzo, quello della verità, viene affidato a Vujevic, mandato ad attaccare contro muro a uno, e Goran sbaglia incredibilmente mandando la palla larga in posto-4. A Piacenza, già morta, non sembra vero. E' come la grazia presidenziale che arriva nella cella del detenuto pochi minuti prima dell'esecuzione. Poi comincia lo show di Anderson, che annulla l'ultimo match point trentino, conquista il 17-18 e chiude con un fortunoso ace che colpisce il nastro e va a cadere in campo davanti ad un sbigottito Savani.
Vince la Copra, una gara da contorni incredibili. Ora l'inerzia è tutta la dalla sua parte, per due motivi: perché gara-5 non si giocherà nella caldissima bomboniera trentina e perché Trento meglio di così non può giocare. E se non basta c'è poco da fare.

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