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Non si placa la polemica fra Lucky e la Curva Gislimberti

Fra la tifoseria trentina e Andrea Lucchetta, nelle vesti di commentatore Rai, non è mai corso buon sangue. I commenti che l’ex centrale della nazionale italiana regala dal 2009 agli ascoltatori che si sintonizzano sulle frequenze di Rai Sport, non sono mai andati giù ad una buona parte dei supporter dell’Itas Diatec, così come di altre tifoserie italiane. I motivi, stando a quando raccontano loro, sono fondamentalmente due: la sua scarsa simpatia per la squadra di Stoytchev (peraltro impossibile da dimostrare) e il linguaggio colorito, ricco di metafore che spesso vengono considerate “poco rispettose nei confronti” delle persone alle quali sono affibbiate.
Questa tensione, che è rimasta per anni sotto traccia, è esplosa domenica scorsa al PalaTrento, quando il commentatore Rai trevigiano, affiancato da Maurizio Colantoni, è stato accolto da uno striscione che recitava così: “Lucky, nel dubbio… Lucchettati la bocca”. La sua reazione non ha tardato ad arrivare, così nel corso della telecronaca ha definito “mele marce” i supporter della curva gialloblù che, informati sull’accaduto, hanno provveduto a confezionare seduta stante un nuovo striscione che recitava così: “Lucky qui le mele sono buone vincenti”.
Il colorito scambio di battute non si è chiuso lì, perché poi Andrea Lucchetta ha mantenuto ferma la barra in una risposta inviata via Facebook ad una tifosa trentina, nella quale ha spiegato che il vizio di origine di tutti i tifosi è quello di vedere le cose da una angolazione del tutto parziale e che a certificare la sua imparzialità vi sarebbe il fatto che tutte le tifoserie lo considerano simpatizzante per l’avversario di turno. Poi, nello stesso messaggio, ribadisce il concetto, chiamando nuovamente “mele marce” i tifosi della Curva Gislimberti, chiudendo con uno scivolone abbastanza clamoroso, ovvero invitando lo stesso gruppo organizzato a prendere esempio da chi a Macerata solo una settimana prima aveva esposto uno striscione per salutare il ritorno in campo di Savani. Peccato che quello striscione lo avesse confezionato proprio la Curva Gislimberti.

I due striscioni incriminati
I due striscioni incriminati

Ecco la risposta ufficiale inviata alle redazioni dalla stessa tifoseria, che riportiamo integralmente.
Innanzitutto ci sorprende che un personaggio pubblico come Lucky Lucchetta, punzecchiato da uno striscione volutamente innocuo , abbia reagito in diretta televisiva definendoci "mele marce" e che nella sua intervista ribadisca il concetto. Ci accusa di "rovinare l'ambiente ed il salotto Palatrento" con un "brutto tifo calcistico", riferendosi sicuramente alla parte peggiore che contraddistingue il calcio e le sue tifoserie, cosa che contestiamo fermamente.
Vorremmo fargli capire che i ragazzini, i tifosi ed i raccattapalle che frequentano il nostro Palazzetto, sono testimoni del nostro modo di tifare e di esprimere le nostre opinioni anche attraverso degli striscioni sempre pensati ed esposti, cercando di non essere mai volgari o offensivi.
Crediamo, invece, che sentir definire Matey Kazyiski "l'imperatore delle mele" o enfatizzare le squadre avversarie, tifando spudoratamente a loro favore, non dia l'immagine di sportività e di correttezza che il presentatore Rai ed ex giocatore vuol dare di sé.
Lo invitiamo a confrontarsi col suo collega presente domenica a Trento che a fine gara, dopo aver applaudito al secondo striscione di replica alla pessima battuta delle mele marce, ha commentato in maniera negativa, la caduta di stile del Lucky nazionale.
Come Curva Gislimberti, ci sono arrivate decine di richieste di tifosi o semplici spettatori, che ci invitavano a manifestare il disappunto, in riferimento alle sue ultime telecronache televisive, decisamente sopra le righe. Ecco nascere quindi l'ironico striscione "Lucky... nel dubbio LUCCHETTAti ..la bocca" che tanto lo ha scandalizzato e la risposta sarcastica "Lucky qui le mele sono BUONE E VINCENTI" alla sua esternazione.
Solo una settimana fa uno striscione esposto a Macerata dalla Curva Gislimberti, in cui veniva salutato l'ex Cristian Savani reduce da un brutto infortunio, veniva riportato dai media nazionali come esempio di sportività e di mentalità diversa, proprio dal calcio, al quale Lucchetta, presente alla partita, ora ci vuole accostare. (vedi blog di Gianluca Pasini dal 15 al 25 Gazzetta dello Sport, dal titolo "il valore aggiunto del volley").
Invitiamo infine, il presentatore a confrontarsi ed a documentarsi in merito, prima di dettare consigli o lezioni di vita relativamente al tifo ed ai suoi aspetti, generalizzando e rispondendo istintivamente a degli striscioni sicuramente "piccanti", ma che molto si accostano al suo modo di commentare che così strenuamente lui difende.

In linea c'è anche un sondaggio: dite la vostra.

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