Itas Diatec travolta a Piacenza, Raphael infortunato
La limpidissima vittoria di gara-3, la convinzione che la sconfitta di gara-2 avesse insegnato qualcosa a Kaziyski e compagni, la sensazione che una squadra "datata" come la Copra potesse pagare sul piano fisico le quattro partite disputate in due settimane… Tutte sciocchezze. O meglio tutti elementi ancorati ad una realtà, che ieri pomeriggio è stata travolta dalla voglia di vincere di Piacenza e dalla rassegnazione con la quale l'Itas Diatec ha affrontato i tre set di gara-4. Il piglio è apparso più o meno quello di chi si stava recando al patibolo, non certo di chi si stava giocando la prima opportunità per conquistare uno scudetto, sacrosanto per quanto seminato (e non raccolto) nelle ultime sei stagioni. Di chi deve vendicare beffe in serie già incassate in passato e con le quali non vorrebbe avere più a che fare. Invece la partita di ieri, che avrebbe potuto consegnare alla Trentino Volley il terzo titolo tricolore, ha rappresentato il peggiore degli incubi per i giocatori ed i loro tifosi. Non solo per il pesantissimo risultato (3-0) e per il modo in cui è maturato, ma anche per l'infortunio occorso a Raphael nel finale del match, incautamente proteso con la mano destra nel campo avversario per mettere l'ennesima pezza all'ennesima ricezione lunga dei compagni, con il risultato di aver ricevuto una violenta pallonata di Simon che lo ha messo fuori uso per la finale. Una tegola, la pesante sconfitta e il ribaltamento di ogni pronostico, che comunque l'Itas Diatec si è cercata, avendo ceduto quasi senza lottare i tre punti e avendo fratto acqua da tutte le parti in ben tre fondamentali: battuta, ricezione e muro, quest'ultimo trasformatosi in una specie di Bengodi per gli attaccanti emiliani.
Primo set: Pessimo inizio, istantanea rimonta, finale shockante
Se il primo punto può fornire un campione di ciò che accadrà in seguito siamo subito serviti: fischio dell'arbitro: ace di Holt su Kaziyski. Sul 2-1 va in battuta e Fei ed ecco tre ricezioni lunghe di Bari e Juantorena per due smash di Zlatanov e uno di De Cecco, seguiti da una ricostruzione vincente di Fei. Dopo sette scambi siamo 6-1. Valicato il primo time out tecnico, in due turni di battuta la squadra di Stoytchev reagisce come un cobra, inaspettatamente: due belle battute di Djuric valgono un muro di Raphael su Papi e un primo tempo di Birarelli, due servizi del regista brasiliano permettono a Juantorena di attaccare per il 9-8 e poi per il 9-9. Parità ristabilita, ma solo per un attimo, perché Kaziyski, nervosissimo, scaglia fuori dal campo l'attacco del 13-11 e poi Stokr si fa murare un assist molto basso di Raphael (17-14). Il brasiliano si rifà al servizio, ma è soprattutto merito di Birarelli (attacco e block) se arriva l'ultimo aggancio sul 17-17: il suo muro su Zlatanov rimarrà perla rara. Qui dovrebbe cominciare un punto a punto entusiasmante, ma a godere è solo il pubblico di casa perché l'Itas commette tre ingenuità imperdonabili per una squadra del suo rango. La prima, Kaziyski porta via a Colaci un facile appoggio e palleggia in modo approssimativo per Raphael che lo manda a schiantarsi contro il muro (20-18). La seconda, Colaci e Raphael si scontrano in difesa e Stokr conclude in rete l'attacco del possibile 22-22. La terza, Zlatanov batte corto davanti a Kaziyski che non si muove: 24-21 e set concluso. Come perdere un set nel quale si è attaccato con il 62% di positività…
Le percentuali: Copra 58% attacco, 60% (40%) ricezione - Itas 62% attacco, 38% (33%) ricezione
Secondo set: la ricezione trentina va definitivamente in aceto
La seconda partita di questa finale scudetto disputata al PalaBanca vive, come la prima, di una eterna attesa del momento nel quale la squadra di Stoytchev sarebbe riuscita a cambiare marcia. Svolta che nelle partite di campionato arriva sempre, prima o poi. Non qui e non ora. I primi due break point della frazione sono di marca trentina, grazie ad un ace di Birarelli su Marra e ad un attacco di Juantorena, i due giocatori trentini che chiuderanno con la sufficienza piena. Gli unici. Basta che vada al servizio Holt per confezionare un ace su Bari, che sta a guardare, poi Fei ne raccoglie uno su Juantorena e Simon un altro sullo stesso cubano. nel frattempo Papi va a segno anche a muro e in attacco, prendendosi beffe di una formazione che sembra nulla avere a che spartire con quella vista al PalaTrento l'1 maggio. Sul 15-12 è già emergenza, ma Stoytchev cambia solo Kaziyski per Lanza nel giro dietro e, quando Holt infila l'ennesima serie al servizio (da 17-14 a 19-14), manda Colaci a ricevere al posto dello stranito Bari. Un muro del redivivo Tencati e un altro ace corto di Zlatanov su Kaziyski sono benzina sul fuoco per il pubblico del PalaBanca, che assiste felice alla demolizione della squadra trentina. Stavolta l'Itas Diatec riesce a perdere a 19 un set nel quale attacca con il 67% di positività.
Le percentuali: Copra 76% attacco, 62% (56%) ricezione - Itas 67% attacco, 61% (33%) ricezione
Terzo set: fino al 19-18 è battaglia, poi è dramma
Per dare l'illusione ai propri 100 tifosi di voler fare sul serio, stavolta, Trento parte a razzo, sfruttando un ace di Juantorena e un muro di Birarelli su Zlatanov, i due soli giocatori in condizioni accettabili. Kaziyski e Djuric si mettono d'impegno dalla linea dei nove metri e raccolgono un ace a testa, ma questa è la giornata nella quale fare e disfare vanno a braccetto, ed infatti un errore in attacco del capitano e un muro incassato da Juantorena per mano di De Cecco tamponano la mini-fuga, che comunque ha un che di incoraggiante (6-10). Il motore dell'Itas Diatec va a strappi, mentre quello di Piacenza ha in Zlatanov un turbo inarrestabile, che viaggia con percentuali d'attacco da centrale. Sull'11-13 Stokr finisce sul muro di Papi, poi sbaglia battuta e l'aggancio sul 14-14 è un ace di Simon su Kaziyski. Tutto da rifare, ma non c'è tempo, perché Stokr commette invasione di linea in attacco e Zlatanov si prende ancora una volta gioco del muro trentino in pipe (17-16). Holt va a segno con un altro ace in una ricezione colabrodo e nell'azione successiva una ricezione lunga di Colaci manda Raphael alla disperata ricerca del pallone, ormai nell'altro campo: mentre l'arbitrio fischia l'invasione, Simon la colpisce con la sua forza bruta sulla mano a vassoio del regista brasiliano, che incassa la botta terribile ed esce dal campo dolorante. Entra Sintini, ma ormai, sul 22-19, la partita è perduta. Zlatanov conquista punti in attacco e a muro, chiude una battuta in rete di Birarelli.
Le percentuali: Copra 73% attacco, 62% (44%) ricezione - Itas 38% attacco, 63% (37%) ricezione
COPRA ELIOR PIACENZA - ITAS DIATEC TRENTINO 3-0
(25-22, 25-19, 25-20) tot. 75-61
COPRA ELIOR PIACENZA: De Cecco 3 (1a+2m+0b), Papi 7 (4a+3m+0b), Holt 7 (2a+1m+4b), Fei 9 (8a+0m+1b), Zlatanov 25 (21a+2m+2b), Simon 8 (5a+1m+2b), Marra (L1) 0, Tencati 1 (0a+1m+0b), Vettori 0; n.e. Corvetta, Ogurcak, Maruotti e Latelli (L2) 0. All. Luca Monti
ITAS DIATEC TRENTINO: Raphael 1 (0a+1m+0b), Juantorena 11 (10a+0m+1b), Birarelli 5 (2a+2m+1b), Stokr 10 (10a+0m+0b), Kaziyski 9 (7a+0m+2b), Djuric 5 (4a+0m+1b), Bari (L1) 0, Colaci (L2) 0, Lanza 0, Chrtiansky 1 (1a+0m+0b), Sintini 0, Burgsthaler 0; n.e. Uchikov 0. All. Radostin Stoytchev
PARZIALI: 25-22, 25-19, 25-20; tot. 75-61
ARBITRI: Rapisarda di Cavalicco (Ud) e Puecher di Rubano (Pd)
DURATA SET: 30', 26', 30'; tot. 1h26'
NOTE: Spettatori 4.008, incasso euro 62.589, mvp Zlatanov
PUNTI: Copra 41 att, 10 muro, 9 batt - Itas 34 att, 3 muro, 5 batt
ERRORI: Copra 3 azione, 16 batt - Itas 6 azione, 9 batt
PERCENTUALI: Copra 68% attacco, 62% ricez. pos., 46% ricez. perf. - Itas 54% att., 53% ricez. pos., 34% ricez. perf.