Le interviste dopo l'amichevole contro Modena
Al termine del match c’è un po’ di amarezza, nelle file trentine, ma anche la consapevolezza di aver affrontato un test molto utile. «Ci manca ancora la lucidità necessaria per capire quali sono i momenti nei quali bisogna tener duro – spiega Jack Sintini – ma io credo che ci faccia meglio perdere una partita così tirata che vincerla, in questa fase della stagione».
Nel terzo set, però avete buttato una frazione già vostra… «Sì, è vero, poteva finire 3-1 questo incontro. Modena è un’ottima squadra, comunque, e ha saputo giocare punto a punto meglio di noi. Siamo stati bravi nel quarto set e anche nel quinto, che ad un certo punto avevamo ripreso in mano. Poi una serie di battute di Bartman ci ha messo chiuso in un angolo».
Anche il muro ha mostrato spesso le corde… «Ci stiamo lavorando parecchio, ma considerate che tre dei nostri titolari sono arrivati da tre giorni e quindi è normale che si parta da zero. E comunque se la battuta non lo aiuta diventa dura per tutti».
Un po’ abbacchiato a fine gara appare Alexandre Ferreira. Gli chiediamo cosa sia successo nel terzo set, da 21-14 a 24-26... «Abbiamo perso la tranquillità, - dice - e sono cose che non dovrebbero mai succedere quando si è avanti così tanto. È vero, la nostra è una squadra giovane ed è normale che sbagli di più di quella alla quale eravate abituati fino allo scorso anno, ma non possiamo nemmeno giustificare sempre i nostri errori con questa spiegazione.
In battuta avete sbagliato tanto... «Alcuni giocatori devono prendersi dei rischi e io sono uno di quelli, anche se ad un certo punto ho dovuto gestire il colpo per permettere alla squadra di prendere ritmo. Il problema non è solo nel numero di errori, ma nel fatto che dobbiamo rendere più automatico il cambio palla annullandoli quindi immediatamente».
Roberto Serniotti archivia il tutto come un buon allenamento che ha fornito indicazioni molto utili. «Se vogliamo vederla come una partita vera – spiega – il modo in cui abbiamo perso il terzo set mi ha fatto arrabbiare, perché avevamo giocato bene nel secondo e fino al 21-14 del successivo. Ho provato a operare qualche cambio per dare la scossa, ma non è servito granché. Ad ogni modo preferisco un 2-3 di questo tipo ad un 3-0 poco utile».
I fondamentali della fase break, battuta e muro, hanno dato molti grattacapi… «Il servizio è un’arma doppio taglio, quando funziona è una risorsa, quando non va aiuta l’avversario. Mi ero immaginato comunque che oggi avrebbe potuto andare così. In quanto al muro è vero che abbiamo sprecato troppe occasioni per andare a segno quando il palleggiatore avversario è stato costretto ad alzare palloni semplici. Sono tutti problemi che conosciamo, speriamo di riuscire a lavorare nella giusta direzione».